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Omicidio di Alassio: il mistero dei clienti incoraggiati al matrimonio

[thumb:9455:l]Alassio. L’indagine sulla morte di Alina Nutica, la prostituta romena percossa e scaraventata in una scarpata sulle colline tra Alassio e Villanova, si concentrano sulle frequentazioni della ragazza. Non sono i clienti più occasionali ad attirare l’attenzione degli investigatori, ma quegli “amanti” ai quali l’avvenente prostituta suscitava il desiderio di un rapporto continuativo, svincolato dalle prestazioni sessuali a pagamento.

Il convivente della diciottenne, l’albanese Orges Skhembi, ha affermato sdegnosamente di non avere mai fatto lo sfruttatore ed ha dichiarato che ormai la giovane si prostituiva occasionalmente e solo su appuntamento. In realtà, il tassista loanese che la accompagnava abitualmente al “lavoro”, ha riferito che il trasporto serale della lucciola in abiti succinti verso la Piana ingauna avveniva con frequenza regolare.

Il fidanzato di Alina ha parlato inoltre di un uomo che avrebbe chiamato insistentemente al telefono la ragazza, forse tormendandola, mercoledì scorso, quando poi di lei si sono perse notizie. Sta di fatto che i clienti particolarmente assidui nei contatti con la prostituta – per ora ne sono stati individuati cinque o sei in base all’esame dei tabulati telefonici – erano soliti sentire spesso la ragazza. Un imprenditore quarantenne del levante savonese avrebbe già chiarito la sua posizione, risultando estraneo ai fatti, e così anche un cittadino egiziano, che mercoledì sera aveva chiamato al cellulare la giovane romena.

Per il momento la Procura della Repubblica di Savona ha aperto un procedimento per omicidio volontario a carico di ignoti. Il procuratore capo Vincenzo Scolastico, affiancato dal suo sostituto Alberto Landolfi, confida nella svolta che potrebbe arrivare dall’analisi delle tracce rinvenute sugli indumenti della vittima, spediti ai laboratori del Ris di Parma. Non sarà difficile risalire al Dna dell’assassino, ammesso che ad agire sia stato un unico killer. Rimane infatti aperta l’ipotesi che l’aggressione sia stata effettuata da più persone.

All’idea che la Alina fosse tormentata da alcuni pretendenti molesti fa da contraltare il comportamento della prostituta, così come emerge dagli ultimi accertamenti, secondo i quali la ragazza avrebbe incoraggiato le aspirazioni di alcuni clienti invaghiti: ad ognuno di loro avrebbe promesso di avviarsi al matrimonio, a patto di ottenere 2500 euro per le esigenze della sua bimba di tre anni. Al cliente-amante di turno avrebbe detto che la piccola si trovava in Italia, mentre in verità era ed è in Romania. La giovane donna avrebbe anche taciuto il fatto di avere un fidanzato.

E’ dunque possibile che nella vita di Alina vi fossero uno o più uomini innamorati di lei e disposti a sposarla e che, almeno uno di loro, fosse pronto ad infastidirla oltre misura, magari incitato dalle speranze alimentate dalla ragazza stessa. I carabinieri della Compagnia di Alassio e i loro colleghi del reparto operativo del comando provinciale di Savona proseguono le indagini, scandagliando i rapporti intrattenuti dalla vittima prima della tragica morte, ma l’inchiesta non ha ancora preso una piega definitiva.

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