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Omicidio di Alassio: gettata agonizzante nella scarpata

[thumb:9455:l]Alassio. E’ stata massacrata con un bastone e con una pietra, colpita brutalmente alla testa in un luogo diverso da quello in località Caso dove è stata gettata in un dirupo mentre era ancora in vita. Alina Nutica, la diciottenne romena conosciuta come la “prostituta ragazzina” tra le belle di notte del tratto ingauno dell’Aurelia, sarebbe morta tra le 23 e le 3 del mattino di giovedì. Il killer l’avrebbe trasportata in auto tramortita nel luogo collinare tra Alassio e Villanova e l’avrebbe scaraventata al di sotto della sede stradale, tra i rovi, là dove poi è stata rinvenuta cadavere.

L’autopsia sulla salma della ragazza è stata compiuta ieri sera all’ospedale Santa Corona di Pietra dall’anatomopatologo Andrea Leoncini, dell’istituto di medicina legale dell’Università di Genova, che ha confermato quanto già emerso come dato certo nelle ultime ore: la giovane donna è stata colpita al volto e alla nuca con un oggetto contundente. Uno dei colpi le ha sfondato la mandibola. Forse l’assassino potrebbe aver utilizzato una pietra. Infatti, in base al tipo di ferite riscontrate sul viso, si pensa che l’assassino abbia utilizzato un oggetto non liscio, ma spigoloso. Insieme alla pietra l’autore dell’aggressione avrebbe usato anche un bastone.

Il lasso temporale entro cui il medico ha collocato l’evento di sangue non è ancora certo. Occorrono ulteriori accertamenti. La magistratura, inoltre, ha chiesto ulteriori approfondimenti sul numero di colpi ritrovati sul corpo della vittima. Colpi che comunque sarebbero stati inferti prima del trasporto della ragazza nella zona isolata, per gettarla agonizzante in fondo alla scarpata.

Il procuratore capo Vincenzo Scolastico ed il suo sostituto Alberto Landolfi parlano di “delitto efferato”. Un omicidio che potrebbe essere stato compiuto dal racket della prostituzione per vendetta oppure da un cliente oppure ancora da un amante insistente ma respinto. Le ipotesi sono diverse e molteplici sono anche le loro varianti, ma di una cosa gli inquirenti sono certi: chi ha ucciso Alina era una persona di cui lei si fidava.

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