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Omicidio di Alassio: determinanti le testimonanzie delle lucciole

[thumb:9479:l]Albenga. Da giovedì sera in poi le lucciole dell’Est che punteggiano i bordi dell’Aurelia tra Ceriale e Alassio sono sparite. Da quando si è diffusa la notizia del delitto di Alina, le prostitute hanno pensato di sottrarsi alle domande dei carabinieri che durante la notte fanno la spola sul rettilineo insieme alle pattuglie della polizia municipale. Alcune di loro, già nel passato identificate, sono state comunque ascoltate dagli inquirenti che si occupano della morte misteriosa della diciottenne romena, ritrovata esanime al fondo di una scarpata sulle colline di Caso.

Le uniche a “resistere” sulla strada nelle recenti notti sono state un paio di nigeriane in viale dell’Agricoltura e alcune slave in via del Cristo, insieme a qualche transessuale sul rio Antognano. E’ stata probabilmente una delle squillo che solitamente frequentano l’Aurelia a fornire agli investigatori la descrizione di una Mercedes, l’auto che è poi stata bloccata al casello autostradale di Imperia Ovest, il cui guidatore, l’egiziano Samy Nassar, dopo un lungo interrogatorio, è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario aggravato da futili motivi e sevizie.

Le testimonianze delle prostitute che conoscevano la vittima sono state decisive per l’inchiesta condotta ad ampio raggio dalla Procura di Savona. Qualcuna fra loro, spinta dalla solidarietà per la giovane collega, avrebbe fornito informazioni determinanti alle forze dell’ordine, consentendo una svolta nelle indagini. Il fatto che le passeggiatrici abbiano lasciato l’Aurelia deserta per paura del clamore suscitato dall’evento di sangue, non esclude che tornino presto a ripopolare la strada, nonostante i frequenti controlli e i provvedimenti contro il sesso mercernario.

Alina Nutica non amava intrecciare rapporti di confidenza con le colleghe, che appunto nei giorni scorsi hanno descritto la ragazza come schiva e riservata. E coraggiosa anche, visto che lavorava senza alcun protettore, con il rischio di attirarsi le ritorsioni del racket. La giovane romena partiva quasi ogni sera da Loano, dove condivideva un’abitazione con il fidanzato Orges Skhembi, e si recava in taxi sulla Piana ingauna. Qui si collocava solitamente a pochi metri dallo svincolo per San Giorgio, in direzione ponente.

La notizia dell’efferato delitto ha riproposto il tema della prostituzione in strada e delle sue conseguenze sociali. Il Comitato cittadino di controllo permanente, presieduto da Luigi Tenderini, chiede che il Comune di Ceriale mostri più energia nel contrasto del fenomeno che da anni investe il territorio. “Da quando è finita l’estate, i vigili urbani hanno interrotto il servizio di pattugliamento notturno, mirato principalmente alla lotta contro la prostituzione. Il sindaco deve nuovamente predisporre il turno di notte” ha affermato Tenderini.

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