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Lutto in diocesi: è morta suor Margherita Fenoglio

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Savona. La si poteva definire “apostola degli ammalati” perché, lei stessa inferma da diversi anni, aveva saputo diventare un’instancabile animatrice ed evangelizzatrice del mondo della sofferenza, distinguendosi per straordinaria ricchezza umana e spirituale. Suor Margherita Fenoglio, Figlia dell’Immacolata, è morta ieri all’età di 58 anni appena compiuti, presso l’istituto Dimi del San Martino di Genova, per le conseguenze di un infarto. I suoi funerali saranno presieduti dal vicario generale monsignor Andrea Giusto domani, 16 ottobre, alle ore 9,30 nella chiesa di sant’Andrea in piazza Consoli.

Margherita Fenoglio, nata il 10 ottobre 1950, era originaria di Mondovì. Entrata da giovane nella congregazione delle Figlie dell’Immacolata, si era laureata in lettere preso l’Università di Genova e aveva conseguito anche il diploma in teologia presso l’istituto “Ut unum sint” di Roma. Dedicò i primi anni della sua vita da religiosa alla missione delle suore savonesi nelle Filippine ma ben presto, per le precarie condizioni di salute, dovette rientrare a Savona presso la casa generalizia di via Gavotti.

Pur dovendo convivere con una salute molto precaria, suor Margherita non è mai venuta meno alla sua missione, e l’ha tradotta soprattutto nell’animazione cristiana degli ammalati come responsabile diocesana del Centro volontari della sofferenza, l’associazione fondata da monsignor Luigi Novarese. Conosciutissima e benvoluta da tutti, si è spesa fino all’ultimo per dare speranza e conforto alle persone più bisognose.

“Una donna che ha saputo dare tutto agli altri dimenticando se stessa – ricordano così in Casa generalizia -. Aveva una grande fede e una capacità d’obbedienza non comune. Il suo segreto? Era sempre unita al Signore, che sapeva riconoscere presente nella propria vita e nel volto dei fratelli”. La piangono, oltre alle consorelle delle Figlie dell’Immacolata e tante persone in diocesi, i genitori che l’hanno sempre amata ed accompagnata nella sua esistenza.

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