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Abitazioni a rischio idrogeologico: maglia nera a Borgio Verezzi

[thumb:2211:l]Liguria. Il 94% dei comuni liguri ha abitazioni in aree esposte a pericolo e in 7 comuni su 10 in tale aree sono presenti addirittura fabbricati industriali, con grave rischio non solo per le vite dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. E’ quanto emerge dai dati di Ecosistema Rischio 2008, l’indagine di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata al rischio idrogeologico.

Sono soltanto due i comuni tra quelli intervistati che hanno avviato interventi di delocalizzazione delle abitazioni e dei fabbricati industriali dalle aree a rischio, Santa Margherita Ligure e Quiliano. Dall’indagine risulta, inoltre, che il 79% delle amministrazioni comunali prevede nel proprio piano urbanistico vincoli all’edificazione delle zone esposte a maggiore pericolo. “Un dato che dimostra come sia necessario dare maggiore concretezza a questi vincoli e come ci sia ancora molta strada da percorrere per raggiungere una piena sicurezza, attraverso una gestione del territorio che sia sempre più adeguata – afferma in una nota Legambiente -. A confermarlo è il dato complessivo dell’indagine sul lavoro svolto dalle amministrazioni per la mitigazione del rischio idrogeologico: ben il 79% dei comuni non raggiunge la sufficienza nella speciale classifica per la mitigazione del rischio idrogeologico”.

Positivi, invece, i risultati dell’indagine sulle attività di protezione civile. I comuni liguri mostrano una buona capacità di risposta a fronte di emergenze che mettono in difficoltà la popolazione e il territorio: l’85% si è infatti dotato di un piano d’emergenza e il 53% lo ha aggiornato negli ultimi due anni. Tuttavia sono ancora poche le amministrazioni locali che riescono ad organizzare esercitazioni ed attività di informazione rivolte ai cittadini. Solo un comune su tre è attivo in questo senso.

Albissola Marina è il comune ligure più attivo nelle pratiche di prevenzione del rischio idrogeologico che raggiunge la classe di merito buono con il punteggio di 7. Maglia nera, invece, per Borgio Verezzi.

L’indagine “Ecosistema Rischio 2008” è stata presentata oggi a Genova nel corso della conferenza stampa del dopo Giunta, presso la sede della Regione Liguria. Alla conferenza stampa sono intervenuti Alessandro Poletti, responsabile Territorio e Aree Protette Legambiente Liguria e Francesca Ottaviani, portavoce Operazione Fiumi. Con Operazione Fiumi 2008, la campagna di monitoraggio, prevenzione e informazione per l’adattamento ai mutamenti climatici e la prevenzione del rischio idrogeologico, sono state valutate le attività delle amministrazioni comunali ligure, classificate dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane a potenziale rischio idrogeologico più alto.

“I dati emersi dall’indagine Ecosistema Rischio – commenta Francesca Ottaviani, portavoce di Operazione Fiumi – mettono in luce le difficoltà della Liguria dal punto di vista della gestione territoriale. Per questo auspichiamo un immediato cambio di direzione, con attività che siano realmente efficaci, come interventi di delocalizzazione dalle aree a rischio, il rispetto dei vincoli imposti, nonché l’adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dalla pianificazione di bacino. Vogliamo sottolineare, inoltre che un efficiente sistema di protezione civile, come quello su cui può contare la Liguria, deve essere sempre accompagnato da un’attenta gestione del territorio”

A completare il quadro emerso dal dossier Ecosistema Rischio bisogna sottolineare il dato che vede l’88% dei comuni liguri intervistati attivi nel compimento di opere di messa in sicurezza.

“La realizzazione di opere di messa in sicurezza – spiega Alessandro Poletti responsabile Difesa suolo e Aree Protette Legambiente Liguria – non deve essere un alibi per consentire ulteriori costruzioni lungo i nostri fiumi e per dimenticarsi delle aree che necessitano invece di immediati interventi. Non solo, spesso le opere realizzate non rispettano lo spazio naturale del fiume. Mettere in sicurezza un centro abitato costruendo arginature, ad esempio, rischia di essere nocivo per la salvaguardia complessiva del territorio. Non possiamo permetterci altri errori oltre quelli già fatti in passato. E invece, la nota dolente viene dal fatto che spesso tali opere di messa in sicurezza non seguono i criteri della Riqualificazione fluviale. Basti pensare alla richiesta, qualche mese fa, della Città d’Imperia di poter ricoprire e tombinare il torrente Impero, cosa neppure più consentita dalla Regione, anche perché moltiplicherebbe i casi Bisagno, con le terribili alluvioni Genovesi, in altre parti della Liguria”.

Secondo Legambiente non ha senso costruire argini per mettere in salvaguardia aree agricole sottraendo spazio all’espansione di fiumi e torrenti, oppure credere che raddrizzare i corsi d’acqua per accelerare lo smaltimento dell’acqua a mare prevenga le piene, anzi le rende solo più veloci e violente.

Legambiente con “Operazione Fiumi” rilancia il suo impegno per la realizzazione di una seria politica di risanamento di un territorio che risulta ancora troppo fragile, per non dover mai più assistere a inondazioni annunciate. Non solo, nel corso di ogni tappa saranno organizzate anche giornate di volontariato attivo come la pulizia di un tratto di fiume e iniziative riservate ai ragazzi e al mondo della scuola: con “Caccia al piano d’emergenza” gli alunni delle scuole prenderanno parte ad una vera e propria caccia al tesoro che li porterà lungo le vie previste dal piano d’emergenza della città per scoprire come mettersi in sicurezza nella drammatica eventualità di un’alluvione. “Costruisci un fiume sicuro” è invece un’iniziativa che consentirà ai ragazzi di comprendere come si opera per una corretta gestione del territorio, nel rispetto dell’ambiente e dei fiumi.

Domani, venerdì 10 ottobre a Cairo Montenotte dalle 8:30 alle 13:00, in piazza Della Vittoria, i bambini delle scuole elementari e medie visiteranno una mostra sul rischio idrogeologico appositamente allestita, potranno conoscere quali sono gli interventi da compiere e le attrezzature e i mezzi speciali che vengono utilizzati in caso di emergenza per scoprire con giochi educativi come affrontare un’alluvione.

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