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Biasotti sul Santa Corona: il video sulla WebTv di IVG.it

[thumb:4306:l]Pietra Ligure. Attacco alla deaziendalizzazione del Santa Corona da parte dell’ex presidente della Regione, Sandro Biasotti, a margine dell’incontro sulla sanità svoltosi a Pietra Ligure.

“Farò marcia indietro, in caso di vittoria alle prossime elezioni regionali – ha dichiarato Biasotti – E’ stato demenziale depotenziare questa struttura, attraverso la deaziendalizzazione”. L’ex governatore ha inoltre paventato una riduzione dei servizi e dell’efficienza del nosocomio pietrese, oltre a dirsi preoccupato per la progressiva politicizzazione della sanità.

A sostegno di quanto detto da Biasotti, si registra anche un intervento del consigliere regionale Angelo Barbero: “Dobbiamo rivendicare con forza ciò che avevamo proposto e che è stato cambiato da Burlando. Ricordiamo a tutti che nel piano sanitario, approvato dalla regione quando era governata dal centrodestra, l’ospedale Santa Corona rimaneva azienda e veniva anche localizzata la cardiochirurgia in provincia di Savona”.

Il video con l’intervista a Sandro Biasotti sulla WebTv di IVG.it.

Commenti

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  1. Scritto da vespa

    Da che pulpito viene la predica?
    La gestione Biasotti ha lasciato un disavanzo economico spaventoso!
    La giunta Biasotti ha creato l’ospedale di Albenga, troppo piccolo per sostituire il vecchio S.M.Misericordia ed il Santa Corona, utilizzati e 54.000.000 di soldi pubblici solo per fini politici!!!
    Tra Savona e Imperia, con il bacino di utenza esistente, è necessario un solo ospedale.
    La scelta giusta, che tutti sanno, sarebbe stata quella di fare un solo ospedale, non ha importanza dove, ma in grado di sostituire ambedue le strutture.
    Infatti il S.Corona è un ospedale dispersivo e strutturalmente inadeguato, prima o poi, sostituirlo sarà inevitabile.
    Con la situazione attuale, che è il risultato delle scelte di Biasotti, nei prossimi anni la Sanità nel ponente Savonese non potrà fare altro che tirare a campare.
    La eventuale ri-aziendalizzazione del Santa Corona, sarebbe utilissima a Biasotti per nominare inutili figure dirigenziali, riservate agli amici e pagate dal contribuente.
    La Cardiochirurgia a S. Corona potrebbe anche essere una scelta giusta se si provvedesse a chiuderne una di quelle attualmente esistenti in Liguria.
    Mi sembra utile far notare che in Liguria ci sono 4 Strutture di Cardiochorurgia, mentre altre regioni simili ( Friuli 2, Marche 1, Trentino A.A. 1, Umbria 2) hanno un numero di strutture decisamente inferiore.
    Con il cuore non si scherza e chi ha certe necessità ricerca la qualità e non la comodità, un esempio mirabile ci è stato fornito proprio dal presidente Berlusconi che per farsi posizionare un semplice pacemaker è andato negli USA.

  2. Scritto da gimmy84

    sono pienamente d’accordo con pretty dog….alcuni servizi sono di eccellenza , ma molti altri (e parlo per esperienza familiare e personale) lasciano decisamente a desiderare…..purtoppo se dovrò in futuro consigliare a qualunque mia persona cara un ospedale…be questo non sarà di certo il santa corona…standovi dentro per mesi sono venuto a conoscenza di molte “magagne” che però non vengono mai rese note al pubblico….forse fa più comodo tenerle nascoste…giocando sulla salute dei pazienti…!!!e biasotti….be il solito politico che parla secondo necessità….tanto ormai ad albenga l’ospedale nuovo c’è,il reparto di maternità pronto ad aprire….adesso può anche parlarne male…tanto ormai non si può piu tornare indietro…ma le parole su certa gente fanno effetto in vista di elezioni……

  3. Scritto da prettydog53

    santa corona non è più azienda da tre mesi. in questi tre mesi è successo il finimondo e non ce ne siamo accorti?
    biasotti dice che ora le liste di attesa sono lunghissime, lasciando intendere che succede da quando santa corona non è più azienda. ma dove vive? le liste di attesa sono lunghissime da ben prima del luglio 2008, quando era azienda!
    i dipendenti di santa corona, in caso di necessità, si vanno a fare operare in altri ospedali da ben prima del luglio 2008, nessuno se ne è mai chiesto il motivo?
    santa corona ha alcuni punti di eccellenza che deve continuare ad avere anche in futuro, ma soprattutto ha alcuni servizi da terzo mondo che si porta dietro da quando era azienda. sono questi che sono da migliorare, perché da azienda non è stata capace di farlo.
    barbero dice che cardiochirurgia doveva venire a pietra ligure, ma non ci credeva nemmeno lui! e chi veniva a farsi operare al cuore a santa corona, con tutte le eccellenze che ci sono in giro?
    chi ha bisogno di prestazioni del genere non va vicino a casa, va dove c’è un chirurgo bravo. barbero è sicuro che a santa corona sarebbe arrivata l’eccelenza, e non piuttosto gli avanzi della regione?
    se santa corona verrà depotenziata sarà solo perché il nuovo ospedale di albenga pretenderà eccellenze che oggi sono a pietra ligure. e chi ha deciso di fare l’ospedale di albenga? biasotti e barbero!!!
    e ora vengono a dare lezioni?
    il responsabile sanità di forza italia non poteva dare il suo illustre contributo durante la giunta biasotti, anziché sponsorizzarsi ora?
    il progetto principale su santa corona, che purtroppo per biasotti tutti ricordano, era targato forza italia e prevedeva lo smantellamento dei padiglioni per far costruire a spese dei privati un nuovo monoblocco, in cambio di palazzine residenziali vista mare nella restante metà della collina!
    non è che qualcuno non ha ancora accantonato il progetto?

  4. Scritto da Antonio Caldana

    Condivido pienamente il punto di vista e il pensiero del Presidente Biasotti, credo che anche Lui condivida la convinzione che, una volta finita “l’opera magna” dell’Ospedale di Albenga e i relativi costi sostenuti dai contribuenti, debba essere trovata una collocazione seria e tecnicamente ineccepibile ai due nosocomi.
    In qualità di tecnico e profondo conoscitore della realtà del ponente savonese, mi metto (e con me molti altri colleghi di entrambi i presidi) a Sua disposizione per la pianificazione della tipologia delle prestazioni e dei livelli assistenziali, sicuramente diversi, nell’auspicabile caso Egli potesse mettere in atto la marcia indietro preannunciata.

    Dott. Antonio Caldana
    Vice Direttore del Dipartimento Nazionale Sanità
    Forza Italia