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L’amministratore e la mancata riscossione dei contributi condominiali

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L’amministratore ha nei suoi precipui compiti quello di riscuotere i contributi condominiali dai condomini. Una sua mancanza in tal senso, oltre a far sospettare forme di “favoritismo” verso i morosi è volta a commettere un grave caso di responsabilità per inadempimento contrattuale. Il denaro delle quote non riscosse potrebbe servire per sanare debiti del condominio. In questo caso l’Amministratore può essere chiamato a rispondere del danno subito dal condominio qualora esposto ad azioni di recupero del credito da parte di fornitori o prestatori d’opera ecc., proprio per il fatto di non avere promosso le necessarie azioni verso i condomini morosi.

Il danno può essere di diverso peso, può solo consistere nelle spese di lite a cui il condominio potrebbe essere condannato e nelle eventuali spese di difesa del medesimo. Può essere notevolmente maggiore qualora il debito del moroso maturi, per l’inerzia dell’amministratore, a cifre considerevoli. Nel caso, molte volte, i debiti condominiali devono lasciare intendere una difficoltà economica importante in cui il condomino moroso versa, e l’arrivare tardi il più delle volte significa ritrovare sull’appartamento un vincolo ipotecario, con il rischio di perdere integralmente il credito.

L’amministratore può quindi essere chiamato a rispondere, ove è dimostrata l’inerzia, del danno arrecato al condominio. Un altro aspetto importantissimo è riferito alla solidarietà passiva tra il vecchio proprietario e il nuovo. Detta solidarietà è limitata ai soli due anni, cioè l’anno in corso e quello precedente. Molte volte il debito, “invecchiato” per l’inerzia dell’amministratore all’azione di recupero, diviene difficilissimo da recuperare. Il nuovo condomino non vuole sentire parlare di spese arretrate non pagate che vanno oltre il periodo di solidarietà passiva essendo già difficile instaurare azioni per il recupero delle somme riferibili addirittura al periodo in cui la solidarietà passiva vige.

Infine, è da censurarsi l’abitudine dell’amministratore di far deliberare le azioni di recupero del credito dall’assemblea, perché è estremamente rischiosa, anche se a volte può sembrare lodevole sul piano umano.

In collaborazione con il Centro Studi Anaci Liguria, a cura di Ivano Rozzi. Invia a redazione@ivg.it le tue domande inerenti la materia condominiale. I quesiti più interessanti saranno trattati con appositi articoli in questa rubrica.

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