IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Gli italiani vogliono comprare le medicine al supermercato

Più informazioni su

Italiani affezionati alla farmacia, ma “aperti” anche alla vedita dei medicinali in luoghi diversi come supermarket e parafarmacie. E’ quanto emerge da uno studio del Censis e del Forum per la ricerca biomedica, presentato oggi a Roma, dove si rivela che oltre il 69% dei connazionali non mostra alcuna preclusione verso nuove modalità di distribuzione dei farmaci, anche se il 56,6% ritiene che sia necessaria la presenza di un farmacista nel punto vendita.

Gli italiani – risulta ancora dall’indagine, condotta su 1000 connazionali – sono comunque molto fedeli alla farmacia di fiducia: il 67% degli intervistati, infatti, si rivolge di solito alla stessa farmacia. E il farmacista (77%) segue il medico di famiglia (97%) come fonte di informazioni sui farmaci. Quanto poi alla copertura farmaceutica pubblica, quasi il 61% ritiene sufficiente la disponibilità di farmaci mutuabili rispetto alle proprie esigenze di salute.

Una promozione che, però, non è uniforme lungo la Penisola: si passa da oltre il 60% fra i cittadini nel Nord-ovest al 62,5% nel Nord-est, a più del 78% al Centro, per scendere sotto il 49% tra i residenti del Sud. Dallo studio emerge inoltre che cresce la fiducia degli italiani nel medico di famiglia. Per oltre il 66% degli abitanti del Belpaese questo dottore è infatti la prima fonte di informazioni in materia sanitaria, una quota nettamente superiore rispetto al dato del 1998 (+12,9%). Il 20,4% ancora si affida ai consigli di familiari, amici o colleghi (-2,7% rispetto a dieci anni fa), mentre il 15,6% fa un salto dal farmacista (in crescita di oltre il 9% rispetto a 10 anni fa) e l’8,7% preferisce le ricerche online. In calo, invece, il ricorso alle classiche rubriche televisive (-13,8% rispetto al 1987), agli inseriti salute dei quotidiani (-12,6% dal 1987). Mentre quasi uno su quattro (il 23,4%) è ricorso alle terapie ‘alternative’ nell’ultimo anno: un dato che segna dal 2001 al 2008 un calo dello 0,2%. Tuttavia esiste una linea di demarcazione netta tra sintomi gravi e sintomi lievi.

Nel primo caso oltre il 73% degli italiani consulta subito il medico di base e il 16% si rivolge a uno specialista. Molto più articolato, invece, il comportamento in caso di sintomo lieve: il 47,6% tenta di curarsi stando a casa, variando l’alimentazione o riposando. Mentre in caso di piccoli acciacchi cresce la fiducia nei consigli di familiari e amici. Infine, rileva il Censis, per gli italiani oggi star bene vuol dire “essere soddisfatti e tranquilli”, poter svolgere le proprie attività quotidiane, e – sempre di piu’ rispetto al passato – “non avere malattie”.

Ma sembra tramontare l’attenzione dogmatica agli stili di vita salutari: rispetto a 10 anni fa diminuiscono del 21,6% le persone che individuano nelle abitudini e nello stile di vita i fattori chiave per la buona salute, oggi pari comunque al 41,1% della popolazione, contro il 62,7% di soli 10 anni fa. Cresce, invece (del 10% rispetto al 1998) l’importanza e l’attenzione all’ambiente in cui si vive, ma anche ai geni (+6%) che possediamo. Insomma, a giocare un ruolo chiave sono sempre di più aspetti che travalicano volonta’ e impegno dei singoli.

Non sorprende, in quest’ottica, che per il 7,9% degli italiani un ruolo chiave per la buona salute lo giochino i progressi della medicina (+4,4%), mentre aumenta chi si affida alla Dea bendata: il 6,9% degli italiani (in crescita del 3,3% rispetto al 1987) è convinto infatti che il merito della propria buona salute vada, appunto, alla fortuna.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.