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Lettere al direttore

Croce Rossa Italiana: risposta ad un lettore da Adriano Baldini

Rispondo in poche righe al signor F.D (clicca qui). A pensar male si fa peccato ma molto peggio è “supporre” senza cognizione di causa. Esiste una ragione per la quale “le Croci” non sono affatto obbligate a garantire la propria presenza per i servizi di emergenza, se non per esclusive ragioni morali ove concesso, nell´ambito del servizio svolto in convenzione con le varie AA.SS.LL. o AA.OO. della regione Liguria, e come ormai troppo spesso accade questa ragione si chiama “risparmio”.

Attualmente gli accordi in essere prevedono un “rimborso” a servizio svolto e chilometrico ma solo per i servizi svolti, se si esce si viene rimborsati se non si esce non si prende nulla. Questo, ovviamente, unito al fatto che predetto rimborso in molti casi non copre neppure il costo effettivo del servizio, ancor meno se si è “costretti” ad utilizzare personale regolarmente stipendiato, obbliga le C.R.I. e PP.AA. a svolgere qualunque servizio venga richiesto a prescindere che si tratti di emergenza, servizio ordinario o privato a pagamento (in realtà molto rari e comunque “malpagati” ugualmente!).

La scelta della Regione Liguria, a suo tempo condivisa e supportata da C.R.I. e PP.AA., di estendere la garanzia di un servizio gratuito oltre che all´emergenza anche a certe categorie di servizi c.d. “ordinari” (dialisi, pazienti oncologici, anziani, ecc.), oltre a un grande valore di carattere sociale porta seco anche un costo notevole che come si è già avuto occasione di rimarcare nei recenti articoli comprasi sulla stampa riguardanti l´argomento è molto elevato.

Questa scelta adottata in un `era dove erano disponibili numerosi Volontari e, non dimentichiamo, numerosi Obiettori di Coscienza oggi non è più praticabile, al Servizio di Leva sospeso, surrogato da un Servizio Civile il cui accesso è limitato da ferree regolamentazioni dettate da scarse risorse finanziarie, si aggiunge una profonda crisi del volontariato alimentata da una mancanza di vocazione e scarso interesse dei giovani da un lato e da un contingente momento politico sociale che ha stravolto il mondo del lavoro, limitando il tempo libero da dedicare al volontariato “puro” e “gratuito” e sopprimendo le industrie e le aziende che fornivano i principali volontari diurni cioè i lavoratori “turnisti”.

E´ così che C.R.I. e P.A. devono trovare una alternativa alla carenza di Volontari soprattutto nelle ore diurne e si trovano nella necessità di assumere e i dipendenti, quanto assunti regolarmente, hanno costi altissimi nettamente al di sopra del rimborso che la Regione Liguria riconosce.

Questo è il quadro realistico della situazione che richiede un intervento concreto e probabilmente drastico, le Associazioni di Volontariato per la propria parte possono adoperarsi per il reclutamento del massimo numero possibile di Volontari e in questo sarà fondamentale la collaborazione e la volontà anche di tutta la popolazione ma le risorse messe in campo dalla Regione Liguria devono essere aumentate o, se non è possibile altrimenti, rimodulate. Questo è certamente un compito ingrato perché sappiamo tutti che la coperta è corta e qualche “piede” rimarrà certamente al freddo, ma la scelta è, e deve, essere una scelta di responsabilità politica di chi ha il dovere di garantire un servizio sanitario adeguato e questi non sono le C.R.I. o le P.A. ma la Regione Liguria.

La scelta dovrà tenere conto di molteplici fattori, dovrà essere garantito un servizio qualificato, professionale e più ampio possibile, dovrà essere garantito a tutti i cittadini sia che essi risiedano nelle grandi città che nei piccoli sperduti paesi; ma, soprattutto, si dovranno tenere lontani coloro che pensano o sperano che questo servizio essenziale possa diventare un business perché così non potrà mai essere se non sacrificando la qualità o utilizzando sistemi illeciti (vedisi lavoro più o meno “nero”) e per questo le Associazioni di Volontariato, quelle vere, dovranno essere in prima linea.

Adriano Baldini,
Commissario Comitato provinciale Croce Rossa Italiana Savona

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Condivido in pieno la segnalazione di “leva1974”.

    Per quanto riguarda il “servizio taxi” io non lo criminalizzerei troppo.

    Vi sono spesso ambulanze ferme ed inoperose, una risorsa per tutti che spesso e’ ferma in attesa di qualcosa che si spera non capiti.

    Intanto qualcuno deve portare il paziente a livello terra con un carrozzino piccolo perche’ in ascensore quello grande non ci sta’, poi deve trasferirlo in quello grande perche’ quello piccolo non fa’ i gradini, poi deve mettere in cantina quello piccolo, poi deve portare il paziente in auto, poi deve richiudere il carrozzino grande e trovargli un posto nel bagagliaio (che lo tiene a fatica).

    Poi ….. la storia continua

    Certo con una ambulanza si farebbe prima …. e forse si finirebbe con lo spendere meno, magari la spesa poi la si puo’ detrare o se ne puo’ chiedere il rimborso all’assicurazione.

    Ma e’ disponibile e quanto costa questo utile servizio? Che non deve necessariamente cadere sui costi dell’assistenza pubblica? Oggi una centrale operativa potrebbe tenere sotto controllo tutte le ambulanze disponibili (indipendentemente dalla sigla) in modo da offrire il servizio senza intaccare le “riserve” per emergenze maggiori.

  2. leva1974
    Scritto da leva1974

    belin… poche righe! ho faticato a leggere metà lettera!