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Carcere di Savona: sovraffollamento cronico

[thumb:2529:l]Savona. Mentre rimane un punto interrogativo la realizzazione del nuovo carcere di Savona, i detenuti del Sant’Agostino continuano ad eccedere la misura della capienza massima: 64 unità in base a dati recenti, già a quota 80 nei mesi estivi, contro le 44 formalmente tollerabili dalla struttura. L’edificio è vecchio e appare inadeguato. E’ prevista a breve soltanto la ristrutturazione delle cucine. L’emergenza sovraffollamento rispecchia il dato nazionale, che vede i 205 penitenziari italiani ospitare oltre 57 mila detenuti, contro i 43 mila previsti dalla capienza regolamentare. In Liguria ci sono 1.372 carcerati, circa 200 in più di quelli ammissibili.

E’ di qualche giorno fa la visita dell’europarlamentare Vittorio Agnoletto all’interno del carcere Sant’Agostino. Accanto alle carenze strutturali, l’esponente di Rifondazione comunista aveva però constatato un buon rapporto tra detenuti e agenti di polizia carceraria, come anche una buona qualità dell’assistenza medica e dei pasti. Tra i punti negativi sottolineati da Agnoletto, la presenza di sei o sette persone nelle celle quando invece dovrebbero essercene al massimo quattro, l’internamento anche sotto il livello stradale, l’insufficienza della sala ricreativa e l’assenza – almeno sinora – di mediatori culturali.

“Il fatto che ci sarà una ristrutturazione interna, pur necessaria, può essere interpretata come una battuta d’arresto della volontà di procedere verso il nuovo carcere – osserva Giorgio Barisone, responsabile del settore carceri per Rifondazione – I detenuti vivono in spazi inadeguati e la situazione è particolarmente grave per coloro che devono stare nelle celle sotto il livello della strada, senza alcuna finestra. I molteplici disagi sono avvertiti anche dal personale di polizia”. “Poi – aggiunge Barisone – ci devono ancora spiegare come potrebbe convivere il nuovo carcere con la discarica di Passeggi”.

In Italia i detenuti aumentano al ritmo di 800-1000 al mese. Gli stranieri sono sempre più (21.336, pari al 38% del totale, soprattutto marocchini, albanese, tunisini e romeni) e nelle carceri la maggior parte dei detenuti sono in attesa di giudizio; i definitivi sono infatti solo 24.285. A lavorare per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari, per le traduzioni, i piantonamenti e anche per le attività di osservazione e trattamento dei detenuti, ci sono circa 41 mila poliziotti penitenziari. Sulla carta dovrebbero essercene 45.521, ma la carenza di organico è di 4.171 unità.

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