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Cairo, Ap: timore per il prolungamento della cassa integrazione

[thumb:6968:l]Cairo Montenotte. I sindacati temono che la cassa integrazione a rotazione per i 488 dipendenti dell’Ap, la fabbrica di Cairo Montenotte che produce freni per auto, possa prolungarsi oltre il 28 dicembre. La crisi economica internazionale frena l’acquisto di nuove vetture, gli ordinativi calano e l’annullamento di una commessa per la nuova Ford Fiesta è stata una “mazzata” non da poco per l’azienda valbormidese.

“Le notizie che ci pervengono anche in queste ultime ore – ha affermato Andrea Pasa, della Cgil Metalmeccanici – non sono delle migliori. La produzione di freni nell’ultimo periodo è scesa da 30 mila a 20 mila unità e le prospettive per i prossimi mesi sono di 13 mila unità prodotte. Industrie automobilistiche da sempre clienti di Ap come Toyota, Renault e Fiat di Melfi, non solo hanno ridotto gli ordinativi ma hanno in programma periodi di cassa integrazione e di temporanee chiusure. Il problema non sussiste tanto per questi ultimi mesi dell’anno. Sotto Natale ad esempio ci sarà quasi un mese fisiologico di chiusura tra ferie e attività ridotte di lavoro, la questione vera potrebbe espoldere nel 2009 quando, se il mercato dell’auto non conoscerà una sterzata, rischiamo davvero anche in altre realtà di componentistica per auto, di avere contraccolpi ulteriori ed esuberi”.

Il 15 ottobre intanto in Ap scadranno 16 contratti a termine: “Speriamo di poter garantire il lavoro a più ragazzi possibile tra coloro il cui contratto è in scadenza” osserva Pasa.

E’ recente la notizia del blocco temporaneo della produzione di automobili delle due case tedesche Opel e Bmw. La decisione è stata presa dalle due società in seguito a una diminuzione della richiesta del mercato. Anche se Opel nel 2007 ha venduto 1.74 milioni di veicoli in Europa, la casa automobilistica motiva la sua scelta con il crollo delle vendite in Spagna, Gran Bretagna e Germania. Da lunedì prossimo la Opel fermerà i suoi stabilimenti: quello di Bochum per due settimane e per tre quello di Eisenach. Resterà aperto solo quello principale di Ruesselsheim per la produzione del nuovo modello “Insignia”.

La Bmw fermerà le catene di montaggio per i quattro giorni dell’ultima settimana di ottobre nel solo stabilimento di Lipsia. Chiusure temporanee sono previste anche per alcuni stabilimenti al di fuori del confine tedesco: Gleiwitz in Polonia, Ellesmere e Luton in Inghilterra e Saragoza in Spagna.

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