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Caccia: ridotto da 10 a 3 anni il divieto nei boschi percorsi dal fuoco

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[thumb:9215:l]Regione. Con 26 voti favorevoli e tre contrari (i Verdi Cristina Morelli e Carlo Vasconi e Carmen Patrizia Muratore, Italia dei Valori con Di Pietro) è stata approvata la proposta di legge “Modifica alla legge regionale 22 gennaio 1999 numero 4 – Norme in materia di foreste e di assetto idrogeologico”, avanzata dal centrodestra (primo firmatario Francesco Bruzzone, Lega Nord) che riduce il divieto di caccia nelle zone percorse dal fuoco da 10 a 3 anni e ribadisce l’obbligo per i Comuni di segnalare con cartelli (la cosidetta “tabellazione”) le zone dove è vietata la caccia.

Con 15 voti favorevoli, e 11 voti contrari è stato invece approvato il non passaggio agli articoli (in pratica una bocciatura senza discussione di merito) della proposta di legge: “Prelievo in deroga della specie storno e fringuello per la stagione venatoria 2008/2009”, firmato da Francesco Bruzzone, Franco Orsi, Nicola Abbundo, Gabriele Saldo, Franco Rocca, Alessio Saso, Giovanni Macchiavello, Matteo Marcenaro e Gino Garibaldi.

La legge approvata e che riduce il divieto di caccia nelle zone percorse dal fuoco è stata votata con un emendamento sottoscritto da Ezio Chiesa (Pd) che ha fatto scendere la riduzione inizialmente prevista a 5 anni a 3 così come richiesto dai rappresentanti delle associazioni venatorie presenti fra il pubblico. Votato questo emendamento, è decaduto quello presentato a nome della Giunta dall’assessore all’Agricoltura e protezione civile Giancarlo Cassini, così come richiesto da il presidente Claudio Burlando.

Il provvedimento è stata votato anche dai tre membri della Giunta presenti in aula al momento del voto: il vicepresidente della Giunta Massimiliano Costa, l’assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, l’assessore alle risorse umane e finanziarie Giovanni Battista Pittaluga. Il presidente Burlando al momento del voto non era presente in aula in quanto aveva un precedente istituzionale fuori regione, ma l’assessore all’Agricoltura e protezione civile Giancarlo Cassini ha ribadito più volte che l’indicazione del presidente della Giunta era di limitare la riduzione del divieto a cinque anni. Fatto questo smentito dagli esponenti del centrodestra e da Ezio Chiesa, ma riaffermato da Cristina Morelli e Carlo Vasconi.

La votazione si è tenuta dopo una interruzione della seduta durante la quale si era tenuta una riunione, moderata eccezionalmente dal Presidente del Consiglio Giacomo Ronzitti, fra la Giunta, i capigruppo e le associazioni venatorie. In quella occasione era stato spiegato che la modifica alla legge regionale rappresenta una “forzatura” perché va ad incidere su una norma prevista da una legge regionale. Una forzatura che però anche la Regione Toscana ha già praticato. Riducendo da 10 a 5 anni il divieto, aveva spiegato l’assessore Cassini si liberalizzava la caccia su 17 mila ettari su 30 mila percorsi dal fuoco.

Durante il dibattito in aula, Carmen Patrizia Muratore (Italia dei Valori con Di Pietro) ha avvisato i cacciatori: “Attenti ad andare a caccia nelle zone percorse dal fuoco: la legge nazionale, che è sovraordinata a quella nazionale, vieta caccia, pascolo e interventi edilizi e vi espone a delle multe salate”. Durissima la reazione dei Verdi: ” Questo voto rappresenta una palese sfiducia nei confronti del presidente della Giunta Claudio Burlando. In questa Regione si continuano a votare provvedimenti incostituzionali esponendoci a ricorsi e sanzioni pesanti”, ha detto Cristina Morelli che ha chiesto al Governo di assumersi le sue responsabilità ed eventualmente di modificare la legge nazionale. Carlo Vasconi (Verdi) ha attaccato il Pd invitandolo a definire una propria linea politica nei confronti della caccia.

Ezio Chiesa (Pd) ha ricordato di aver presentato una proposta di legge al Parlamento nazionale, approvata dal Consiglio regionale, per ridurre il divieto di caccia nelle zone percorse dal fuoco e che la Giunta ha chiesto al Governo di introdurre la deroga per storno e fringuello, in tutti e due i casi senza successo, “anzi il Ministro Fitto ha ribadito che se la Liguria avesse legiferato in materia di deroghe si sarebbe esposta al ricorso presso la Corte Costituzionale. Agli incontri che avevamo chiesto a livello nazionale hanno partecipato solo dei tecnici che hanno ribadito la legislazione vigente. La legge votata oggi rappresenta anche una indicazione politica per ribadire la posizione della Liguria su tali questioni”. Motivando il suo no alla proposta di derogare dal divieto di caccia per storno e fringuello previsto dalle normative europee sulla protezione della fauna selvatica, Chiesa ha ricordato che una eventuale sanzione alla Regione Liguria, in quanto recidiva, dovrebbe superare i dieci milioni di euro e che la Liguria è l’unica regione ad essere stata sanzionata.

Soddisfatto il centrodestra per l’approvazione della legge che amplia le possibilità di cacciare: Vincenzo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale) ha ricordato che si assiste a una riduzione significativa del divieto di caccia nei boschi percorsi dal fuoco mentre Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha polemizzato con il centrosinistra ricordando che per arrivare a questo risultato si è dovuti passare per una sua proposta concordata “in punta di piedi” da Ezio Chiesa.

Nicola Abbundo (capogruppo Moderati per il Pdl) ha detto: “Non si è trattato di inciucio, ma di un accordo in nome del buon senso per fare contenti i cacciatori”. Gabriele Saldo (Forza Italia) ha affermato che la legge che impedisce la caccia nelle aree percorse dal fuoco non ha senso e nessuna base scientifica per la difesa del bosco. Anzi il divieto di caccia, porta a danneggiare la ricrescita dei germogli che diventano rapidamente cibo per gli ungulati: daini e cinghiali. Moreno Veschi (Pd) ha detto che nella maggioranza c’è stato qualche “equivoco sull’esito dell’incontro con i cacciatori” e ha invitato a non strumentalizzare.

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