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Arrestato a Torino il rapinatore della Bpn di Spotorno

[thumb:9406:l]Spotorno. Operazione in trasferta per i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Savona, che hanno arrestato a Torino il responsabile della rapina avvenuta lo scorso 25 agosto ai danni dell’agenzia di Spotorno della Banca Popolare di Novara. I militari hanno agito in abiti civili e, senza dare nell’occhio, hanno seguito gli spostamenti di Cataldo Lobascio, pregiudicato torinese di 38 anni. Nel momento opportuno, nei pressi di piazza Castello, lunedì scorso, lo hanno avvicinato ed arrestato.

L’uomo, che stava scendendo da un taxi per andare incontro ad un amico, non ha neppure fatto in tempo a rendersi conto di quanto stava accadendo: è stato bloccato prima che potesse abbozzare un qualsiasi tentativo di fuga. Latitante e residente normalmente in Romania, dove divideva un’abitazione con la convivente, poteva eclissarsi all’estero da un momento all’altro.

Lobascio giungeva in Italia soltanto per mettere a segno colpi criminali in istituti di credito e ne aveva ormai collezionato alcuni nella zona torinese, per i quali era già stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione. Anche nella rapina di Spotorno il suo modus operandi piuttosto particolare è stato riconosciuto dagli inquirenti. Il bandito telefonava alla banca, prendeva alcune informazioni, faceva un sopralluogo presso l’edificio e si metteva in azione. Sempre a volto scoperto. I carabinieri, esaminando le immagini dei sistemi di videosorveglianza delle banche assalite dallo stesso soggetto, hanno identificato la fisionomia del trentottenne. Lo hanno rintracciato ed hanno evitato che si rendesse irreperibile, magari sentendosi braccato.

Nella rapina alla Banca Popolare di Novara a Spotorno, Lobascio era spalleggiato da un complice, che non è ancora stato identificato (il suo volto, ritratto dalle telecamere interne, era travisato) e sul quale ora si stanno concentrando le indagini. Il 25 agosto scorso i due malviventi, armati, avevano fatto irruzione minacciando il personale, quindi si erano fatti consegnare il denaro contenuto nella casse. Per assicurarsi una fuga senza imprevisti, i banditi avevano legato e rinchiuso nel bagno il direttore e gli impiegati presenti al momento del colpo. Erano fuggiti con un bottino sostanzioso: 45 mila euro.

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