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Vado, Istituto Ferrero: ordinanza per la continuità dell’assistenza

[thumb:8463:l]Vado Ligure. Confermata la soluzione provvisoria per i lavoratori dell’Istituto Ferrero di Vado Ligure: un ponte verso il mese di novembre che dovrebbe garantire il passaggio indolore, sia per i dipendenti che per i pazienti, ai nuovi soggetti che potranno subentrare nella gestione della struttura. Il sindaco vadese Carlo Giacobbe stamani ha notificato ai responsabili della Fondazione e ai lavoratori un’ordinanza con cui impone la continuità dei servizi sino al 31 ottobre. Il primo cittadino è ottimista: “C’è la convergenza delle parti sulla volontà di trovare un soggetto forte dal punto di vista finanziario, specializzato nel campo socio-sanitario, che sia disponibile al passaggio immediato di consegne e garantisca da subito tutti i servizi”.

Né i dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi né gli impiegati diretti incroceranno le braccia. L’ordinanza impone loro di svolgere la regolare attività sino a fine ottobre, mentre l’attività del soggetto imprenditoriale viene sospesa. Difficile appare la posizione degli operatori alle dipendenze della Fondazione Ferrero, che non percepiscono stipendi da quasi tre mesi e dovranno continuare a svolgere le proprie mansioni senza di fatto avere un datore di lavoro. Le cooperative invece rimangono schiacciate dalla preoccupazione per la situazione debitoria maturata dalla Ferrero, che supererebbe il 2,5 milioni di euro. Momenti concitati questa mattina, quando è circolata l’ipotesi di un affitto di ramo d’azienda, rientrata poi quando è stata resa nota l’ordinanza del sindaco. In un caso o nell’altro, il clima d’apprensione resta.

Domattina, martedì 23 settembre, sindacati e rappresentanti della Fondazione si ritroveranno davanti al prefetto Nicoletta Frediani, per una procedura di conciliazione. “Si vuole risolvere l’incertezza che ormai si protrae da oltre un anno – dice Fulvia Veirana della Cgil – Tra i dipendenti, immersi un limbo, regna ancora la confusione. Abbiamo constatato la buona volontà del sindaco Giacobbe e del direttore dell’Asl 2 Neirotti, ma vogliamo garanzie certe sul futuro. Dal 2001 al 2003 la Fondazione ci ha prospettato le basi di un certo tipo di sviluppo, poi invece si è entrati in una fase critica. Non vogliamo più ripercussioni sui disabili, anziani e malati di Alzheimer. Ora esigiamo la certezza che dopo ottobre si volti pagina, con un soggetto capace di valorizzare le professionalità che ci sono nel centro di cura. Basti pensare che alcuni medici hanno lasciato l’università per poter lavorare a progetti di riabilitazione nella struttura di Vado”. I sindacati cercheranno, tramite il prefetto, anche di stabilire un contatto con la Cordea Savils Investment, la società che ha rilevato l’immobile.

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