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Lettere al direttore

Sbancamenti di sabbia

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Sta terminando la stagione balneare, e come di consueto i nostri bei litorarli verranno abbandonati agli scempi più scellerati. Non sto parlando di più o meno probabili atti vandalici, di catastrofici eventi atmosferici, o dell’ incuria della pubblica amministrazione nella pulizia degli arenili, ma il mio pensiero si rivolge agli sbancamenti di migliaia di metri cubi di sabbia effetuati dai gestori degli stabilimenti balneari.

Questi lavori vengono eseguiti con modalità e tempistiche diverse senza un progetto uniforme senza uno studio idrogeologico accurato sugli effetti ( positivi /negativi) di questi lavori. Qualsiasi sbancamento effetuato su terreno privato richiede autorizzazione del competente ufficio tecnico comunale, deve venire impiatato un cantiere che rispetti tutte le normative di sicurezza sul lavoro e di incolumità di eventuali terze parti, richiede un direttore lavori che risponda della conformita dei lavori al progetto approvato…

Qui ci troviamo su un terreno di proprietà dello stato, con vincolo ambientale, dove per interessi economici privati vengono disattese le più elementari norme urbanistiche, ambientali, di sicurezza sul lavoro e di incolumità dei cittadini.

Enormi mezzi meccanici deturpano il fronte mare rendendolo una palude e impraticabile agli aventi diritto (i comuni cittadini) non esiste uno uno studio di impatto ambientale ne tantomeno un progetto uniforme, enormi cumuli di sabbia ostruiscono la vista del mare dalle passegiate ed impedendo alle mareggiate di coprire la spiaggia impediscono l’ossigenazione e conseguente disifezione della stessa, con notevole peggioramento della qualità dell’arenile.

Altrochè turismo invernale se non si può neanche più fare una passeggiata sulla riva (bastano poche onde per impedire il passaggio tra i mucchi di sabbia e il mare). Alla luce di quanto sopra invito le autorità competenti, Ufficio tecnico Comunale, Autorità portuale, Capitaneria di porto, ad applicare e far rispettare le normative vigenti e ad attivarsi in modo che non si vengano più a creare situazioni di rischio per i cittadini e che le nostre spiaggie siano fruibili anche durante la stagione invernale, mentre con queste dune vieni di fatto impedito la fruizione degli arenili anche durante i beriodi di chiusura degli stabilimenti balneari.

B.G.

Commenti

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  1. Scritto da ivano

    Questa osservazione si collega alla questione della fruizione del nostro arenile. In effetti i tanti spot promozionali legati all’allungamento della stagione o all’ utilizzo del nostro arenile anche nei mesi invernali e primaverili debbono risultare all’interno di una pianificazione più ampia, la quale non può prescindere dalla considerazione di tutto quanto con essa concorra. Va altresì aggiunto l’obbligo ai concessionari di eseguire pulizie ordinarie periodiche su tali tratti , avendone la custodia, ovviamente competeranno ai Comuni le straordinarie legate alle mareggiate ed eventi atmosferici.