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Tutti pazzi per la scherma: boom di iscrizioni

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[thumb:9035:l]Savona. L’emozione degli atleti azzurri impegnati nelle gare olimpiche e i sorrisi dei campioni premiati con una medaglia fanno bene allo sport, specie alle discipline che qualcuno considera “cenerentole” ma che, almeno ogni quattro anni, saltano agli occhi del grande pubblico. Succede così per la scherma, che a Pechino ha visto diventare protagonista sulla pedana, pur se per pochi minuti, Stefano Carozzo. Il ventinovenne savonese, con la sua altezza di 1,93 cm, è entrato per sostituire l’infortunato Tagliarol ed ha contribuito al bronzo della nazionale italiana di spada.

L’effetto Olimpiadi si fa sentire anche al Circolo Scherma di Savona, nelle palestre di via Monturbano, dove lo stesso Carozzo è cresciuto ed è considerato un “mito” dagli attuali allievi. Spada, fioretto e sciabola diventano sempre più popolari tra i giovanissimi. In due anni la scherma savonese ha aumentato del 45% le iscrizioni.

“Sicuramente il successo degli atleti azzurri e la presenza di Carozzo hanno una ricaduta positiva sulla diffusione della scherma – dice Salvatore Annitto, presidente della F.I.S. savonese e vicepresidente del Coni provinciale – Questo sport suscita sempre maggiore interesse. Ci chiamano molte mamme interessate ad iscrivere i loro bambini e diamo loro le informazioni necessarie per l’iscrizione al circolo di Savona. La scherma è uno sport che stimola la potenzialità dell’individuo e lo allena alle sfide. Piace da subito anche ai più piccoli, che posso iniziare fin dai 5 anni per poi dedicarsi all’attività agonistica a partire dai 9-10 anni”.

“A torto alcuni considerano questa pratica uno sport minore – aggiunge Annitto – E invece è la disciplina più medagliata d’Italia. Il circolo savonese è davvero attivo e valido. E’ una fucina di talenti e ci auguriamo che Savona possa salire nuovamente alla ribalta, nazionale e internazionale, per la scherma. Più questo sport è conosciuto, più ci sono praticanti; nel numero escono fuori le promesse e i campioni”. “Stiamo lavorando per aprire un nuovo centro di scherma a Finale Ligure – conclude il presidente provinciale della federazione – E’ in corso di valutazione la collocazione, che probabilmente sarà in una palestra scolastica”.

Gli iscritti al Circolo Scherma savonese, presieduto da Roberto Faldini (figlio del compianto olimpionico Giorgio), sono 65 tra agonisti e allievi, ma gli appassionati sono molti di più. Negli ultimi anni il boom di nuovi arrivati ha incontrato la soddisfazione dei maestri Paolo Bracco e i due fratelli Federico e Fabrizio Santoro. Ma non ci sono soltanto bimbi e ragazzi. “Il socio del nostro circolo Paolo Frosi ha cominciato a praticare scherma a 30 anni – racconta il maestro Bracco – Cinque anni dopo, questa primavera, è diventato campione italiano di fioretto Unuci (Ufficiali in Congedo d’Italia) e ha conquistato il terzo posto nella spada”.

La spedizione degli schermidori italiani a Pechino si è conclusa con due medaglie d’oro (Valentina Vezzali e Matteo Tagliariol) e cinque bronzi (Sanzo, Granbassi, fioretto femminile a squadre, spada a squadre e sciabola a squadre). Quattro anni fa si tornava da Atene con lo stesso numero di medaglie. L’effetto Olimpiadi è importante per ampliare l’esercito degli sportivi savonesi? “Per quanto ci riguarda – spiega il maestro Paolo Bracco – l’evento mediatico ha senz’altro la sua portata. Ogni quattro anni la televisione si accorge che esiste la scherma ed il grande pubblico può apprezzare questo sport. Succede così che non siano soltanto i genitori a portate i loro figli al circolo, ma siano anche gli adulti ad avvicinarsi alla nostra disciplina. E si possono scoprire talenti tardivi”.

“Certo, se si parla di grandi imprese agonistiche, occorre prendere in mano la spada a tenera età – conclude Bracco – Ma tengo a sottolineare che la scherma, come ogni sport, ha un aspetto educativo, sociale e ludico che va al di là dei risultati nelle gare. Così mi piace dire che il nostro circolo è aperto alle persone dai 5 ai 99 anni”.

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