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Savona, domani la prima “giornata nazionale della formazione in edilizia”

Savona. Domani, giovedì 25 settembre, si svolgerà la prima “giornata nazionale della formazione in edilizia”, come previsto dal contratto nazionale di categoria recentemente siglato. Formedil, l’ente nazionale per la formazione e l’addestramento in edilizia, ha organizzato per l’occasione manifestazioni a carattere nazionale per diffondere alcune novità di rilevante interesse per i lavoratori dell’edilizia.

Per quanto riguarda il territorio provinciale, l’ente Scuola edile di Savona si popone di comunicare al meglio a cittadini, imprese e lavoratori la conoscenza in merito a tali innovazioni. La prima tra tutte è rappresentata dalle cosiddette “16 ore”, ovvero due giornate di formazione di pre-ingresso al settore per tutti i nuovi lavoratori dell’edilizia. Tale formazione non grava sull’impresa né sul lavoratore essendo fatta nei giorni immediatamente precedenti l’assunzione e prevede di formare il neo lavoratore edile sulle attrezzature che saranno utilizzate, le procedure, i materiali, le tipologie di lavori, il glossario dei termini, il tutto con un duplice obiettivo: da un lato fornire le “parole chiave” della sicurezza e le regole da seguire nell’ambito lavorativo dall’altro insegnare le “nozioni chiave” del mestiere.

“Credo che questa prima giornata della formazione in edilizia sia un momento importante” spiega il presidente della scuola edile Maurizio Bagnasco, “non solo per fare il punto della situazione, ma anche per far sapere cosa stiamo concretamente facendo per migliorare le condizioni degli operatori edili, sia da un punto di vista della sicurezza che delle competenze. Sono finiti i tempi dell’operaio edile con il berretto di carta! Oggi sono richieste competenze molto più elevate, capacità non solo manuali. Oggi nel settore edile ci si occupa di energia, risparmio energetico, sicurezza, bioedilizia e l’operatore edile deve conoscere tutte queste cose. Per questo offriamo una formazione che va dalla base per l’apprendista al Master per il progettista laureato passando per i corsi di specializzazione per diplomati e di aggiornamento per chi già lavora. Le sedici ore sono un primo passo per chi entra nel settore provenendo da altri tipi di esperienze ed è importante per fare sentire più sicuro ed a proprio agio fin da subito i nuovi arrivati.”

“La Scuola edile, ente di formazione gestito pariteticamente dal sindacato e dall’Ance e presente su tutto il territorio nazionale, dovrà sottoporre il lavoratore alle 16 ore di formazione sulle basi del lavoro edile e sulle norme in materia di sicurezza” continua il vicepresidente della Scuola edile Mario Recagno, “a questo punto il lavoratore sarà dotato di un libretto professionale che dimostrerà e certificherà l’avvenuta formazione, i corsi professionali di livello superiore e le competenze acquisite.”

“Inoltre” prosegue Recagno, “per rispondere alle esigenze specifiche dei numerosissimi lavoratori immigrati impiegati nel settore, i Sindacati di categoria e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, hanno scelto, in questo rinnovo di contratto, la strada di un confronto permanente per introdurre percorsi formativi mirati a realizzare, oltre a corsi linguistici e formazione professionale preventiva nei paesi di provenienza, dei percorsi formativi sul tema dell’interculturalità e della comunicazione efficace, a partire dai luoghi di lavoro e dai cantieri. L’obiettivo di questa formazione, assolutamente nuovo e rispondente alla modificazione del mercato del lavoro è quello di migliorare la comunicazione linguistica e interculturale tra i lavoratori di nazionalità diversa, soprattutto in tema di organizzazione e gestione del cantiere e di prevenzione degli infortuni”

In questa prima giornata della formazione in edilizia si parla anche e soprattutto di sicurezza, di borsa lavoro e di repertorio delle competenze, argomenti illustrati dal direttore della Scuola edile Antonio Miglio: “L’obiettivo generale è quello di seguire il lavoratore formandolo costantemente attraverso il piano di sviluppo professionale concordato che prevede una formazione periodica su temi innovativi. Ciò dà origine per ogni lavoratore al suo repertorio delle competenze, uniformato a livello nazionale e al libretto formativo nel quale sono contenute le competenze del lavoratore e i corsi frequentati.”

“Questo consentirà ancora di formare una banca dati nazionale dalla quale potremo estrapolare un servizio di “borsa lavoro” per favorire l’ingresso regolare e agevolare i rientri dalla disoccupazione. Credo che anche in questa estrema sintesi il piano sia ben chiaro: arrivare ad avere attraverso una costante formazione, da un lato personale sempre più qualificato e attento, all’altro banche dati che siano in grado di minimizzare i fenomeni del lavoro nero e della disoccupazione nel settore edile, il tutto avendo sempre sullo sfondo l’attenzione costante alla sicurezza,”

In conclusione, c’è da sottolineare come la scuola edile organizza ogni anno oltre 60 corsi sulla sicurezza ed ha annualmente oltre 700 allievi ai propri corsi tra lavoratori occupati, tecnici e disoccupati. Questi ultimi sono costantemente monitorati al termine dei corsi, quando non avviati direttamente in stages o work experience. Di questi il 60% trova lavoro entro i primi tre mesi, il 90% entro sei mesi ed il restante 10% entro l’anno.

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