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Articolo n° 34550 del 16/09/2008 - 13:41

“Savona a pedali”, progetto scolastico sulla mobilità sostenibile

Biciclette a pedalata assistita - Bici elettrica

Savona. Nell’ambito della sesta edizione della Settimana Europea della Mobilità, il laboratorio territoriale per l’Educazione Ambientale del Comune di Savona promuove un progetto di analisi della realtà savonese e di ricerca di alternative sostenibili per migliorare la qualità della vita urbana, destinato ai bambini ed ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie, dal titolo “Savona a pedali”.

L’obiettivo principale è stimolare l’interesse degli studenti sulle tematiche della sostenibilità ambientale e della mobilità e coinvolgerli in un processo partecipativo volto a conoscere le loro abitudini negli spostamenti quotidiani, per inventare e promuovere comportamenti virtuosi. In secondo luogo si propone l’ideazione di un percorso ciclabile tale da favorire un miglioramento nei loro spostamenti abituali. Tali attività saranno accompagnate nel caso delle scuole secondarie da un concorso a premi della durata dell’intero anno scolastico 2008/09.

Per le scuole primarie lo scopo dell’iniziativa proposta dal Labter è invogliare gli alunni a scoprire il loro territorio, interrogarsi sulle problematiche del traffico urbano ed immaginare un percorso ciclabile a misura di bambino. Il programma è il seguente: “Il mondo personale della bicicletta: storie, sensazioni, ricordi. Un’analisi delle abitudini negli spostamenti dei bambini: come vai a scuola?, dove vai nel tempo libero?. Elaborazione di un prodotto di varia natura che rappresenti il percorso ciclabile dei loro sogni: la classe è invitata ad immaginare la pista ideale, dove non devono mancare i contributi della fantasia di ogni bambino.” Ogni pista ciclabile sarà caratterizzata da un logo ed uno slogan.

Per il progetto – concorso per le scuole secondarie, il motto della corrente edizione della Settimana Europa della Mobilità è “Aria pulita per tutti”. Lo scopo dell’iniziativa del Labter è aumentare la consapevolezza dei ragazzi a proposito dell’inquinamento atmosferico, dell’esaurimento delle risorse naturali, delle nuove sfide della mobilità urbana e delle alternative sostenibili. Il programma prevede un percorso di progettazione partecipata, accompagnata dal sostegno e dalla collaborazione di esperti, finalizzata alla produzione di un elaborato che dovrà comprendere una premessa sui problemi derivanti dall’inquinamento atmosferico, sulla qualità della vita a Savona e su vantaggi e svantaggi della mobilità ciclabile; un’analisi dei punti nevralgici di traffico a Savona e delle abitudini e necessità di spostamento dei ragazzi; una ricerca sulle esperienze europee di buone pratiche più efficaci; un progetto di pista ciclabile a scelta tra le 4 tipologie presentate nell’articolo 4 del Decreto Ministeriale 557/99; l’elaborato dovrà ispirarsi ad alcune linee guida del suddetto decreto; ogni pista ciclabile sarà caratterizzata da un logo ed uno slogan.

Gli elaborati dovranno essere consegnati o inviati entro e non oltre le ore 13 di venerdì 29 maggio 2009 presso il Laboratorio Territoriale per l’Educazione Ambientale di via Maciocio 11/1, Savona. Gli elaborati verranno giudicati da una commissione di esperti. I premi saranno una bicicletta Olmo e due attrezzature Olmo per l’attività ciclistica.

 

Redazione

9 commenti a ““Savona a pedali”, progetto scolastico sulla mobilità sostenibile”
marinarinaldi ha detto..
il 16 settembre 2008 alle 17:44

molto bella l’iniziativa, potersi spostare per savona in bicicletta sarebbe molto bello se… esistessero piste ciclabili e i cittadini savonesi non fossero così maleducati quando sono al volante. Tra auto in doppia fila e moto e motorini che non conoscono le più elementari regole del traffico spostarsi per savona in bicicletta è un autentico suicidio.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 16 settembre 2008 alle 18:31

Posso … ? Vero che ci sono automobilisti ” maleducati ” (?) ma è anche vero che ci sono tanti , molti , ciclisti super-maleducati ! In bici sui marciapiedi ed è il pedone che deve spostarsi , poi arrivati alle striscie attraversano senza fermarsi ne guardare. lo sguardo nel vuoto. I sensi unici per i ciclisti non esistono, te li trovi davanti all’improvviso. Se in auto usano il cellulare lo fanno anche in bici e senza mani sul manubrio ( e freni). Luci posteriori per le bici deve essere un optional molto caro sia installarla che usarla per non dire delle frecce quando si svolta. Squadre di ciclisti che non avendo l’interfono vanno in riga per due o tre e in se qualcuno dietro suona per chiedere il passaggio. Ben vengano i corsi di Educazione Stradale per ciclisti anche perchè tante volte se non succede la disgrazia non è perchè loro sono bravi o furbi ma solo perchè quello dell’auto o del motorino riesce ad evitarlo.

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goldrake ha detto..
il 16 settembre 2008 alle 21:07

Sig. Bruno Lei ha fatto centro, mi complimento con Lei per essere stato esplicito ma, non abbastanza esauriente.
Possiamo cominciare a chiederci come mai, le varie F.O. preposte e posizionate fuori delle gallerie, allo scopo sia rispettato il Codice della Strada fermino, giustamente, l’auto o il ciclomotore che ne esce
a luci spente.
Non mi pare che in galleria e perchè no, per la strada, la bici sia più visibile di uno dei mezzi di locomozione anzidetti.
Se poi chi ama la bicicletta e il falso messaggio che potrebbe lanciare, potrebbe essere un devoto estimatore di un assessore comunale che, in quanto tale, percorre impunemente in bici: aree pedonali, marciapiedi e corsie preferenziali per mezzi pubblici.
Per mezzi pubblici, non strumenti pubblici.

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biciclettaro ha detto..
il 17 settembre 2008 alle 11:27

Premesso che il problema dell’educazione è un discorso diverso, il maleducato resta tale sia che sia in bici in macchina col trattore o a piedi.
Per ciò che riguarda le luci concordo sul fatto che una bici debba essere visibile anche la notte.
Per il resto, i commenti mi sembrano un po’ fuori luogo e penso che se i due signori abitassero per esempio alla villetta e si spostassero regolarmente con la bici (dubito fortemente), sarebbero i primi a non rispettare i sensi unici della zona, chiaramente con le dovute precauzioni ed educazione. Evidentemente si è troppo abituati che l’unico sforzo fisico per spostarsi sia riempire il serbatoio.
Inoltre se vogliamo parlare di pericoli non mi sembra di vedere spesso gente finita all’ospedale perchè investita da biciclette impazzite, la bici pesa al massimo 10kg e in città non supera i 30 km/h. Sono loro i pericoli oppure auto/scooter e moto?

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goldrake ha detto..
il 17 settembre 2008 alle 14:29

Salviamo l’educazione perchè, sicuramente è un’altra cosa, indispensabile con qualsiasi mezzo di locomozione e anche quando non ci si muove.
Non appare chiaro l’esempio di CHI, abitando alla villetta, dovrebbe, giusto per fare un esempio, essere visto con un occhio di riguardo a seguito di ammesse violazioni al Codice dela Strada.
Che la Villetta sia un quartiere popolare e inviso dalla legislatura vigente?
Mamme, Famiglie, dotatevi di un tandem e piu’, poi sempre con la dovuta educazione e le dovute cautele accompagnate i bambini all’asilo, a scuola, poi recatevi al lavoro senza aver dimenticato di
insegnare ai figli come si deve fare per apparire PERBENISTI.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 17 settembre 2008 alle 14:32

Egr. Biciclettaro, io abito in Valloria !! Tenendo conto che si parla di EDUCAZIONE STRADALE mi riesce difficile comprendere la sua giustificazione del poter in bicicletta andare contro mano,forse che è proibito scendere e spingere ? lo stesso vale per le vie del centro , le aree pedonali e le striscie pedonali.Forse si interrompe l’attività ginnica ? Forse scade il disco orario del SUV dove poi si carica la bici per tornare a casa ? Circa i suoi forti dubbi sulle mie attività fisiche mi permetta di chiarire che , al contrario di lei , mi sono limitato a parlare della condotta/educazione stradale dei ciclisti, questo il tema, se poi secondo lei io per anni sarei dovuto andare al lavoro in Val Bormida anzichè in auto ( BUS 0 ) in bicicletta ,la considero una battuta non divertente ma che spiega anche il perchè dell’uso e non abuso delle auto. Parlando di pericoli è chiaro che abbiamo due nozioni diverse infatti per lei esiste non il PERICOLO ma l’INCIDENTE per me invece , sarà la sclerosi senile , esiste e da risolvere a priori , prima che accada UN INCIDENTE la SITUAZIONE DI PERICOLO che è una cosa ben diversa, altrimenti detta PREVENZIONE.

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biciclettaro ha detto..
il 17 settembre 2008 alle 20:47

Forse mi sono espresso male, non volevo parlare della bici utilizzata per attività ginnica/sport ma bicicletta intesa solo come mezzo di trasporto nell’ambito della città per recarsi da casa al lavoro, o far la spesa etc. Sig.Goldrake ho menzionato il quartiere della Villetta, non perché sia una zona da trattare diversamente, ma semplicemente perché pedalo in Savona da 20 anni e le salite più dure, obbligate da sensi unici, sono lì. L’ironia sul fatto di accompagnare i bimbi in bici a scuola, io di fronte alle scuole vedo delle grandi code dietro a macchine in doppia fila..contenti voi in coda..io passo lo stesso. I dubbi sull’attività di ciclista in città non era una battuta e tanto meno una critica sulla scelta nell’utilizzo del mezzo, anche perché molte volte non lo si può scegliere ..volevo solo dire che in bici si fatica e questo molti automobilisti non lo capiscono; per questo ho estremizzato con l’esempio della villetta perché la viabilità in quel caso obbliga a giri eterni per spostarsi di poche centinaia di metri in linea d’aria, e penso che poche centinaia di metri a velocità di pedone non costituiscano pericolo; sul fatto di portarla a mano, mi capita spesso ma cerco di rimanere in strada per non essere di intralcio sul marciapiede; e poi, se vogliamo essere così rigorosi, sarei curioso di sapere quanti vanni sotto i 50km/h in città, ogni tanto mi sembra di pedalare in un circuito di F1. Nelle aree pedonali, come corso Italia, non vedo dove stia il problema di passare con la bici; al contrario trovo ridicola la “pista ciclabile” di c.Ricci, in cui l’intralcio alla gente è certo, tanto da farmi optare sempre per il passaggio in strada. Prevenzione? La prevenzione nasce come misura per abbattere il numero di incidenti, quindi basata su statistica e sulle cause che hanno provocato l’incidente. La bici non mi sembra tra le prime cause.. Infine tengo a precisare che mi sposto in bici solo perché posso e perché mi piace, non seguo alcun ideale, ognuno è libero di usare il mezzo che gli pare. Sono intervenuto perché dai vostri discorsi emerge come una voglia di patente a punti anche per la bici quando, stando per strada tutti i giorni, i pericoli che corro per colpa degli altri non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli da me causati.

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lui la plume ha detto..
il 17 settembre 2008 alle 22:00

Nol litighiamo ….
.
Ogni tanto inforco la bici e parto per una nuova avventura …. tale e’ la biciclettata a Savona e zone limitrofe.
.
Se mi viene questa voglia a Milano … e’ un guaio peggiore, pedalando pedalando non mi rendo conto che ….quando rientro a casa avro problemi a sedermi.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 17 settembre 2008 alle 23:22

Nessuna lite , ci mancherebbe altro. Tutti siamo convinti della stessa cosa e cioè dell’educazione stradale e con qualsiasi mezzo si usi. Pesano ovviamente a titolo personale la necessità,il peso , l’età, l’uso cittadino che si fa del mezzo di locomozione. Un chiarimento e cioè che non sono per la patente a punti ma certo che un maggior controllo sull’idoneità delle biciclette ( Luci ) e magari qualche multina ,sarebbe auspicabile. Purtroppo siamo distanti sulla Prevenzione. Ripeto che si deve , a mio avviso , lavorare e molto sulla prevenzione che si basa sul calcolo del rischio a priori dell’incidente, prevenzione attiva. Prevenzione passiva è quella che si fa a posteriori, se avesse avuto , se si fosse fatto , se … Ma questo è un alttro argomento che magari IVG potrebbe sviluppare.

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