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Regione, scuola: Lorenzo Basso chiede intervento contro riforma Gelmini

Regione. Il consigliere regionale Lorenzo Basso (Pd) con un ordine del giorno ha chiesto l’intervento della giunta: “Le carenze del sistema formativo e le emergenze sociali create dalla riforma si scaricheranno su Regione ed enti locali chiamati ad un ruolo di supplenza” . Sotto accusa la riduzione del numero degli insegnanti, delle ore di lezione e l’aumento degli alunni per classe

Il presidente Claudio Burlando deve intervenire affinché il Governo Berlusconi riveda l’annunciata riforma della scuola che, una volta a regime, in Liguria comporterebbe un riduzione complessiva di 970 insegnanti elementari, portando ai minimi termini gli organici, e quindi mettendo a rischio reale il funzionamento degli istituti. A lanciare l’appello è il consigliere regionale del Partito democratico, Lorenzo Basso, attraverso un ordine del giorno che lo vede primo firmatario e che presto passerà al vaglio dell’Assemblea legislativa.

Nel documento si illustrano i probabili effetti su qualità ed efficienza del servizio scolastico ligure dell’ipotesi normativa del ministro Mariastella Gelmini. Si parla, in particolare, della involuzione rappresentata dall’abbandono di un sistema educativo collegiale per fare ritorno al “maestro unico”. Della riduzione del “tempo prolungato”, che ad oggi risponde ad un’esigenza sociale consolidata, e della diminuzione delle ore di lezione nella scuola primaria a sole 24 ore settimanali. Ancora: dell’aumento medio degli alunni per classe e l’innalzamento a 31-32 alunni della soglia minima per lo sdoppiamento di una classe, della cancellazione delle classi con meno di 16 alunni (in Italia circa 50 mila), che riguarderà i piccoli Comuni (il 74% di tutti quelli liguri), e, infine, del taglio delle deroghe ai posti di sostegno, elemento essenziale per l’integrazione sociale delle persone diversamente abili.

“Chiediamo l’intervento della Giunta regionale su Palazzo Chigi – spiega il consigliere Lorenzo Basso – perché i previsti interventi non sono motivati da scelte didattiche, ma comportano il passaggio della scuola da settore strategico a solo capitolo di spesa. Anche nella nostra regione costituiranno un serio ‘vulnus’ al sistema della formazione nel suo intero sviluppo, e in particolare per la fascia della scuola elementare, con inevitabili conseguenze per l’educazione e la maturazione delle giovani generazioni, titolari di un diritto all’istruzione costituzionalmente tutelato. Se dovesse passare la riforma Gelmini, come è stata prospettata, ancora una volta la Regione e gli enti locali dovranno sopperire alle criticità sociali che questi taglanizzata dalla Società Sportivaosizione alcun fondo aggiuntivo da parte del Governo”.

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