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Cobas: distribuito agli insegnanti un “vademecum anti Brunetta”

[thumb:999:l]Provincia. Un “vademecum anti Brunetta” è stato distribuito dai sindacati di base negli istituti scolastici della provincia di Savona. “Per difendere lavoratrici e lavoratori in malattia dal Decreto Brunetta, che impone gli arresti domiciliari ai dipendenti pubblici malati con un’ora d’aria dalle 13 alle 14, dopo pranzo a farmacie chiuse – spiega Franco Xibilia, rappresentante Cobas scuola Savona – Il vademecum tende a offrire una prima difesa giuridica ai lavoratori in difficoltà. Già ora insegnanti e Ata costretti a casa chiedono come difendersi da una situazione sempre più difficile”.

I Cobas hanno annunciato per il 17 ottobre uno sciopero nazionale e una manifestazione nella Capitale. Sotto accusa i provvedimenti adottati dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta (dall’esclusione dei lavoratori pubblici dai benefici fiscali sugli straordinari alle norme sulle assenze per malattia solo per i pubblici dipendenti) e i tagli annunciati dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    ” Detto da un Alano che il forum è frequentato da quattro gatti è il massimo”
    .
    Il mio caro cagnolone da 84 kg aveva un amico … Max il gatto che “vecchietto” e’ ancora con noi.
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    La frase “provocatoria” vorrebbe stimolare chi organizza il forum a mettere in evidenza dei contatori visite (disponibili).
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    Il messaggio “buono” che dovrebbe passare e’ legato al fatto che il “lavoro” dovrebbe essere una esperienza piacevole e non stressante,
    Nella vita capita di cambiare spesso attivita’, si dovrebbe sempre tener presente il:
    .
    “Principio di Peter (1969) dice che in un’organizzazione “meritocratica” ognuno viene promosso fino al suo livello di incompetenza. Cioè se una persona sa fare bene una certa cosa la si sposta a farne un’altra. Il processo continua fino a quando ognuno arriva al livello di ciò che non sa fare – e lì rimane.”
    .
    E passare la vita svolgendo solo attivita’ che piacciono
    (certo non sempre il lavoro che si sta’ facendo piace ….. cambiare e ‘ difficile ….. ma qui bisognerebbe imparare ad accettare cio’ che si ha …. guardandosi intorno).
    .
    Se si ama il proprio lavoro i “semplici malesseri” (questi vogliono combattere le norme contro l’assenteismo) ci colpiscono poco e si sentono solo quando ….. e’ festa.
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    Chi non e’ mai guarito improvvisamente prima del “derby”?

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    “Lavorare anche malato è una scelta non una necessità. Chi riesce a farlo bene,”
    .
    Rileggendo mi accorgo che …. non volevo mostrarmi stakanovista …. in effetti lo stimolo verso un progrtto da portare a termine, aiuta a superare tanti malesseri che passano in secondo piano e alla fine si finisce per ignorarli.
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    Probabilmente e’ piu’ forte chi riesce a “staccare”.

  3. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Posso ? Premesso che chi furbescamente si mette in malattia pur non essendo malato dovrebbe essere, giustamente, messo sotto tiro, sono preoccupato , visti anche i commenti , del fatto che pur malati si vada lo stesso a lavorare e questo vuoi per dedizione o per bisogno di pecunia. Bisognerebbe distinguere sul tipo di lavoro che si fa onde evitare grossi problemi. Malato , prendo medicine che provocano sonnolenza o ritardi visivi e poi vado a guidare un Bus o una scavatrice non credo sia la cosa giusta da fare e i risultati li leggiamo tutti i giorni, nei necrologi. Parlo ovviamente di malattie reali ma che rischiano di finire nel calderone dell’assenteismo. Probabilmente il manovale edile non ha ancora dimestichezza con Internet ,i Forum e i commenti ON-LINE ma è , anche lui , una realtà di cui si deve tener conto , a mio avviso , nelle valutazioni dei pro e dei contro.

    PS) Per Lui la plume : Detto da un Alano che il forum è frequentato da quattro gatti è il massimo :))

  4. Scritto da AA

    “Sempre “a memoria” ricordo che mi capitava spesso di ammalarmi il venerdi sera per tornare in forma il lunedi’ mattina (e non esistevano penali di alcun tipo) poi ho cominciato a lavorare anche il sabato e la domenica e la salute e’ diventata fortissima …….. sono finito all’ospedale qualche volta ma ho sempre “pilotato” l’ingresso in modo da non crearmi ostacoli nell’attivita’ lavorativa (portato a termine un progetto, prima di inserirmi in un altro …. mi tolgo quella cisti fastidiosa)..”

    Lavorare anche malato è una scelta non una necessità. Chi riesce a farlo bene, se uno non ce la fa perchè più debole non deve epr questo essere scartato… l’uomo si differenzia dall’animale perchè ha l’intelligenza e pertanto non vige la legge della natura (vive solo il più forte).

  5. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    “nei giorni di malattia vengono corrisposti solo la paga base e non il salario accessorio,”
    .
    Mi pare che la parte non corrisposta fosse una “indennita’ di presenza” o qualcosa di simile, in questo caso, a parte le considerazioni economiche, mi sembra ovvio che tali indennita’ non vengano date se la persona e’ assente (quando ero al lavoro l’azienda mi forniva anticipatamente un ticket per il pranzo ma ….. se fuori sede o in ferie o ….. non ero autorizzato a “scaricarlo”),
    .
    Sempre “a memoria” ricordo che mi capitava spesso di ammalarmi il venerdi sera per tornare in forma il lunedi’ mattina (e non esistevano penali di alcun tipo) poi ho cominciato a lavorare anche il sabato e la domenica e la salute e’ diventata fortissima …….. sono finito all’ospedale qualche volta ma ho sempre “pilotato” l’ingresso in modo da non crearmi ostacoli nell’attivita’ lavorativa (portato a termine un progetto, prima di inserirmi in un altro …. mi tolgo quella cisti fastidiosa)..
    .
    PS pur avendo cambiato diversi lavori “per mia fortuna” li ho sempre apprezzati (e in pensione …. li rimpiango)