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Provincia, centrosinistra in fermento dopo le dichiarazioni di Bertolotto

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[thumb:1207:l]Provincia. “A fronte della notizia apparsa sui giornali circa la decisione assunta da Marco Bertolotto di presentarsi alle prossime elezioni provinciali a capo di una lista civica trasversale e apartitica, manifestiamo il nostro completo dissenso da tale iniziativa”. Così in un duro comunicato congiunto gli assessori Franca Ferrando (Sinistra Democratica), Giampietro “Mimmo” Filippi (Rifondazione Comunista), Carla Siri (Comunisti Italiani) e i capogruppo in provincia di PRC e PdCI Giuliana Cornetti e Francesco Montanaro. I partiti della sinistra contestano all’attuale presidente della provincia “l’irritualità” con la quale ha ufficializzato martedì la propria candidatura “senza alcuna preliminare comunicazione alla Giunta”, creando “oggettivamente una spaccatura, che ne isola paradossalmente la maggioranza”.

Nel mirino della sinistra non solo la critica alla “forma partito” ribadita con la sua scelta da Bertolotto, ma anche alcune parole di elogio da lui usate nei confronti del ministro Claudio Scajola, cosa che a molti è parsa un’implicita apertura a una possibile alleanza della sua lista civica con il centro destra alle prossime provinciali (“È un uomo molto attento a questo territorio, forse è l’unico uomo politico ligure attento al territorio nostro, per cui è più facile trovare con lui dei punti di contatto”, ha dichiarato martedì Bertolotto che però ieri ha aggiunto: “non mi candiderò col centrodestra”). “Per la scelta politica compiuta – attaccano gli esponenti della sinistra – con il pretesto di evitarne i condizionamenti, [Bertolotto] si pone contro i partiti in un’ottica demagogica e populista, non facendo a parole alcuna distinzione fra destra e sinistra, ma considerando nel contempo uno dei più importanti ministri del governo Berlusconi come interlocutore privilegiato”.

Questo cortocircuito per cui l’attuale presidente della provincia di Savona sostenuto oggi dai partiti di centro sinistra potrebbe alle prossime elezioni divenire un sostegno per la vittoria dello schieramento di centro destra in caso di ballottaggio, rischia naturalmente di rompere definitivamente i delicati equilibri della maggioranza, tenendo anche in conto che tre degli attuali assessori in carica, Carlo Scrivano, Enrico Paliotto e Pier Luigi Pesce, fuoriuscendo dopo la lunga fase di “autosospensione” dal Partito Democratico, hanno già dichiarato che entreranno nella lista civica di Bertolotto. Sebbene la “cosa fosse nell’aria”, come molti hanno detto, l’attuale presidente della provincia sembra però ancora una volta aver anticipato i tempi spiazzando i propri attuali alleati. Il coordinatore del PD Giovanni Lunardon per ora ha preso tempo (“Bertolotto ha sempre ricevuto l’appoggio del consiglio provinciale, ma nei prossimi giorni faremo le nostre valutazioni”); più netta la critica di Rifondazione rivolta non solo a Bertolotto ma a tutta l'”ala destra” della coalizione: “una cosa è certa, è stato inferto un nuovo colpo al centrosinistra e ancora una volta l’attacco viene dalla destra della coalizione e non dalla sinistra. Come sempre”, ha commentato ieri a caldo il segretario provinciale Marco Ravera.

È difficile fare previsioni, ma è probabile che i prossimi giorni saranno critici per le possibilità di tenuta della presidenza Bertolotto sino alla conclusione naturale del mandato; intanto i partiti di sinistra sembrano essersi ricompattati e hanno chiesto ufficialmente l’apertura di un tavolo con PD per assumere una linea comune: “Mentre prendiamo atto delle dichiarazioni del Segretario provinciale del PD [Lunardon], che prefigurano una presa di posizione di netta distinzione dall’attuale Presidente della Provincia – conclude la nota congiunta della sinistra – chiediamo che venga convocato al più presto un incontro fra le forze di centrosinistra non coinvolte nel ‘progetto Bertolotto’, al fine di una comune valutazione e per verificare unitariamente il da farsi nella situazione assai grave determinata dall’iniziativa del presidente”.

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