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Savona, Parino (AN): “Uno spreco il campo da hockey”

Savona. La Giunta approva la realizzazione di un campo da hockey e scoppia la polemica. Ad attaccare l’amministrazione comunale savonese è il capogruppo di Alleanza Nazionale, Alessandro Parino, che accusa: “Hanno stanziato la cifra di 1.600.000 euro per sport praticato da 20 persone circa in tutta la città”.

“Questo accade – dichiara Parino – mentre in città mancano spazi sportivi nei quartieri, non ci sono impianti gratuiti, i lavori di rifacimento della piscina sono fermi e Savona non ha un palazzetto dello sport degno di un capoluogo di provincia”.

Il consigliere di An conclude promettendo battaglia: “Intendo lottare contro questo spreco, o clientelismo se si preferisce, e già da oggi diffonderò la vergognosa notizia con una catena via mail e via sms invitando i savonesi a protestare”.

Commenti

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  1. Scritto da c

    una vergogna che gli hockeisti savonesi non abbiano un campo da hockey. solidarietà da uno che l’hockey prato lo conosce a malapena, anzi non lo conosce per niente ma che ha avuto modo di conoscere delle ottime persone “formate” da questo sport.

  2. Scritto da LUCIANO PINNA

    ” A l’è a foa do Bestento / Ca dua da lungo tempo / Ti voe che ta-a cunte ? / …”
    Gentile signor Guarino, spero conosca il dialetto, questa antica filastrocca ligure e il suo uso. Era un modo bonario di prendere il giro il malcapitato di turno, costringendolo a rispondere a domande a risposta chiusa che lo rimandavano ad altre domande dello stesso tipo in un gioco che poteva procedere fino a quando il soggetto preso di mira non perdeva la pazienza e si chiamava fuori.
    La vicenda del campo di hockey in città ( ma ci andrebbe bene pure in una qualsiasi periferia ) è la nostra “foa do Bestento”. Da molto tempo siamo presi in giro, almeno dal 1957, sulla possibilità di costruire un impianto sportivo per la pratica dell’ hockey prato. Un periodico di quegli anni ” Savona Sport” metteva in evidenza i tratti distintivi di questo sport in città. Cito da tale fonte: “il disinteresse degli enti cittadini e degli sportivi… la mancanza di un campo per le partite e gli allenamenti … le vaghe promesse degli enti sportivi e civili… Molti enti cittadini che si fanno in quattro per dare un aiuto ad altri sport hanno sempre fatto orecchie da mercante alle moderate richieste degli hockeysti savonesi. Perché?…” Credo basti.
    Nel corso di questo non breve lasso di tempo, sono stati reperiti numerosi siti ove costruire il campo per l’hockey: al Santuario: area prossima alla casa di riposo prima e in località S. Pietro in Valle poi, Zinola con il “F. Levratto”, il campo della Fontanassa, l’area dell’ ex- scuola tiri della caserma Blignì a Legino, di nuovo il “Levratto” e a seguire il terreno di Legino di cui sopra.
    Ognuno di questi siti è stato abbandonato per i più disparati motivi: intoppi nella stesura dei progetti, inadeguatezza dei fondi stanziati e storno degli stessi ad altre priorità, cambi di gestione del palazzo di città con nuove esigenze e promesse elettorali da soddisfare, sollevazioni popolari di Comitati di Quartiere opportunamente pilotati, proteste di altre agenzie sportive gelose dei loro spazi che la nuova struttura avrebbe inevitabilmente portato alla rovina.
    Come vede, Lei è l’ultimo di una lunga serie di personaggi savonesi, pubblici e non, che si oppongono alla costruzione del famigerato campo per l’hockey. Il suo nome, ultimo di una lunga e triste lista, è in buona compagnia.
    Ad onta di queste difficoltà e di altre che verranno non ho motivo di credere che l’hockey cessi di esistere a Savona: carenze di soldi, mezzi, uomini, strutture invece di indebolire la gens hockeystica cittadina sono stati stimolo a dare di più, a reagire ad un ambiente che vede nello sport una forma di potere, un serbatoio di voti, una forma di guadagno e quello che vuole Lei. Magari non lo vede affatto!
    In passato qualcuno ci chiamava con disprezzo “quei du baccu” indicando la caratteristica peculiare dello strumento di gioco, il bastone, appunto. E’ diventato un complimento per tutti noi, “u baccu” come connotazione “sessuale” del fare sport, l’esaltazione degli attributi a cui fare riferimento per non sottostare a soprusi, imposizioni, vessazioni, male parole e male azioni.
    So che gli organi provinciali della FIH stanno preparando una risposta ufficiale che ho condiviso e sottoscritto come presidente del Savona H.C.
    In questa sede ho cercato una risposta “personale” che – sono convinto – possa essere condivisa con quanti hanno avuto e hanno l’opportunità di frequentare il nostro sport.
    Per quanto riguarda lo sport in generale posso prometterLe che qualora Lei intenda avviare un serio dibattito su questo tema sarò lieto di portare il mio contributo personale, se gradito, sia come presidente di società sia come semplice sportivo.
    Chiudo con due precisazioni, affatto polemiche, gli hockeisti oltre che da Savona provengono da Albisola, Cairo, Stella, Finale Ligure e altri luoghi dell’hinterland savonese. Poiché esistono due società a Savona che fanno attività giocata e dal momento che una squadra di hockey è costituita da undici elementi ne consegue che siamo almeno ventidue. Venti più venti meno.
    Un caro saluto
    Luciano Pinna, presidente ASD Savona H.C.

  3. Scritto da William Grivel

    Io CONSIGLIO VIVAMENTE al Sig.Prino di INFORMARSI PRIMA DI SCRIVE IDIOZIE SULL’HOCKEY e più in generale sull’hockey SAVONESE!
    L’HOCKEY (quello su prato non ha bisogno di ulteriori di seguito poihè il più giocato al mondo!) è uno sport OLIMPICO dal 1908 e da 1986 anche a livell femminile.
    Le sto’ parlando dello sport più praticato al MONDO, più del calcio poichè conta tesserati UOMINI e DONNE.
    Nella sua città ci sono ben 2 SQUADRE di hockey: l’HC SAVONA e l’HC LIGURIA, entrambe con una storia molto lunga (di certo più di 30 anni!), che da anni svolgono la propria attività con entusiasmo cercando di prosperare.
    LE ricordo INOLTRE che lo scorso anno l’HC SAVONA si è laureata CAMPIONE d’ITALIA UNDER 21 ed ha conquistato la promozione in serie A2 con la prima squadra.
    Nonostante dagli anni ’90 siano obbligatori i campi in sintetico per svolgere un campionato nazionale, l’hockey a Savona non ha mai smesso di lavorare (a differenza di quello che accadde in altre città) e promuovere questo sport in città.L’HC LIGURIA si arangia giocando su improponibili campi in terra battuta mentre l’HC ha deciso ormai da anni di iocare le gare a GEnova.
    Lei è proprio sicuro che questa passione, questa tradizione NON MERITI una casa propria?
    LE ricodo INOLTRE che la FIH contribuirà economicamente alla cosruzione del nuovo impianto sportivo che, se si informasse bene, potrebbe davvero diventare una struttura polivalente.
    Proprio perchè in erba sintetica,il campo da hockey può essere sfruttato da molti altri sport ed attività ricreative, cosa che in ITALIA non accade con i cosìdetti CAMPI SPORTIVI che sono stati MONOPOLIZZATI DAL CALCIO!!!
    Io non sono savonese, non so’ se la piscina ha dei problemi, non so se il palazzetto ha dei problemi, quello che so’ è che Lei non si deve permettere di ISULTARE il lavoro di anni fatto da 2 società serie che da anni svolgono con passione a loro missione.
    Savona merita il campo da hockey, la Federazioneè anni che da’ il proprio appoggio ad un proget per il campo di hockey.
    Lei, se fosse un buon politico, invece di gridare allo scandalo e scrivere IDIOZIE sull’hockey, dovrebbe sforzarsi a trovare altri contributi (dalla Fed.Nuoto, dalla Fed.Basket etc…) per mettere a posto le strutture che secondo le meritano dei ritocchi.
    Spero davvero che il mio intevento le possa far aprire gli occhi ed andare a conoscere mglio delle società che meritano davvero una casa propria dove prosperare.

  4. Scritto da Alessandro Parino

    Allora…A Savona l’unico campo dove giocare a basket gratis è quello delle Trincee..con i canestri mezzi rotti…Non ci sono piu’ campetti dove giocare a calcio gratuitamente…Due piscine sole con uso di poche corsie perchè giustamente da dividere con allenamenti vari…Una piscina scoperta ridotta a voragine da anni…I ragazzi della scherma (tra cui un olimpionico) costretti ad allenarsi in impianti datati…Mancanza di una struttura polifunzionale per le arti marziali (diverse centinaia di praticanti in città) e per la lotta (Savona ha dato degli olimpionici anche qui)…un tiro a segno (con una gloriosa storia) a rischio chiusura…nessun impianto dove giocare a tennis se non impianti privati (essi stessi vecchi e inadeguati…e Savona ha perso tutta la sua scuola tennistica una volta famosa)….La Fratellanza Ginnastica Savonese costretta ad allenarsi in uno scantinato in Via Quarda Superiore….

    Come si vede, ce n’e’ per tutti gli sport, non solo per il calcio…o gli sport da miliardari…Savona ha una grande tradizione sportiva che si sta perdendo e si spende 1,600,000 euro per un campo da Hockey su prato…

    P.s. Il presidente dell’ Hockey Liguria, squadra cittadina, è un Consigliere Comunale di Maggioranza…

  5. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Probabilmente quello che stupisce è l’importo , 1.600.000 euro non sono pochi, ma non esiste solo il Calcio e si è visto alle Olimpiadi che l’Italia sportiva non è quella degli stadi. Trattandosi di un manto erboso forse si può pensare anche ad altre attività ed usi complementari. Parino ha ragione nel sottolineare la mancanza di zone sportive nei quartieri ed il sottotono di certe strutture. Bisogna fare molta attenzione infatti a non confondere lo sport vero , regole e discipline , con quello ludico delle scolaresche.