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Nasce Ligurian Ports, il sistema dei porti liguri

[thumb:3725:l]Savona. Le tre Autorità Portuali di Genova, Savona e La Spezia hanno costituito l’associazione denominata “Ligurian Ports – Sistema dei Porti Liguri”, con sede a Genova. L’obiettivo che ha mosso la nascita di questo raggruppamento è quello di rappresentare i tre porti attraverso un sistema nel momento della programmazione delle infrastrutture, del coordinamento dei Piani Regolatori Portuali e delle politiche in materia di autonomia finanziaria.

Compito dell’associazione, che non ha scopo di lucro, è quello di promuovere l’immagine dei tre scali attuando iniziative a livello nazionale ed internazionale per far conoscere i servizi offerti e per incrementare le attività. Luigi Merlo, Cirillo Orlandi e Rino Canavese hanno spiegato che tra gli obiettivi c’è quello di programmare anche le politiche in materia di autonomia finanziaria e di rendere omogenei alcuni aspetti legati alla attività degli scali come le concessioni demaniali.

L’associazione punterà in maniera più decisa, sulla scia di quanto realizzato nell’ultimo decennio attraverso il marchio Ligurian Ports, alla gestione delle iniziative promozionali di comune interesse come la partecipazione ad eventi fieristici, convegni e manifestazioni. Sarà compito dell’associazione realizzare materiale informativo, promozionale e pubblicazioni.

Organi dell’associazione, regolata da uno statuto, sono l’assemblea formata da due rappresentanti per ogni Autorità Portuale, il comitato di gestione composto da tre membri e il presidente, nominato annualmente, a turno, tra i presidenti delle tre Autorità Portuali, le quali manterranno intatta la propria autonomia.

“Oggi più che mai – ha detto il presidente della Port Autorithy savonese, Rino Canavese – i tre porti devono cercare soluzioni comuni adottando regole uniformi nella regolamentazione della concessione delle banchine. Anche i temi della sicurezza vanno affrontati in maniera unitaria per ottenere soluzioni condivise”. Canavese ha sottolineato inoltre come le specificità dei porti liguri, molto diverse dagli altri scali italiani, debbano essere affrontate in tutte le sedi con strategie comuni per ottenere i risultati sperati.

“I nostri scali generano circa il 60% dei traffici portuali italiani – hanno spiegato congiuntamente i presidenti delle rispettive Autorità – e offrono i loro servizi in particolare alle aziende di quattro importanti regioni, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna”. I presidenti hanno invece escluso che l’obiettivo della associazione sia quello di arrivare a un unica autorità portuale ligure né che abbia intenzione di agire in contrasto con Assoporti: “Il nostro modello – hanno affermato – è stato anzi seguito da altre realtà, ad esempio in Puglia, che stanno agendo insieme per organizzare al meglio l’offerta dei servizi”.

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