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Narcotrafficante argentino arrestato a Savona

[image:2308:r:s=1]Savona. Appariscenti collane d’oro al collo in stile “rapgansta” e ostentazione di disponibilità finanziaria non sono elementi che passo inosservati a Savona, neppure nei locali più di tendenza della città. E queste caratteristiche, proprie dell’argentino Omar Domigno Mirosevic, 48 anni, hanno attirato l’attenzione anche delle forze dell’ordine. Da un controllo è emerso che l’uomo era destinatario di un ordine d’arresto internazionale. Coinvolto in un’indagine del 2007 della polizia argentina su un traffico di cocaina tra Argentina e Spagna, era riuscito a sfuggire alla cattura e a darsi alla latitanza.

L’organizzazione, di cui Mirosevic era il boss, gestiva il trasferimento degli stupefacenti attraverso l’Atlantico utilizzando come copertura una società che si occupava di allestimenti per le manifestazioni organizzate dalla squadra di calcio Boca Juniors (tra le cui fila ha militato Maradona, da sempre tifoso della squadra stessa). La droga veniva occultata in apparati di plastica e dal Sudamerica raggiungeva la destinazione spagnola, irraggiandosi nei diversi luoghi di lavorazione e di smercio. Nell’ambito dell’operazione, alla fine dello scorso anno, erano state arrestate 13 persone.

A gennaio era stato emesso un ordine di arresto internazionale a carico di Mirosevic, quale capo dell’organizzazione criminosa. L’argentino, che risulta residente a Barcellona, ha sempre avuto contatti con l’Italia: la moglie risiede nella provincia di Cuneo, dove svolge l’attività di parrucchiera. Era quindi frequente la presenza del narcotrafficante in Italia. Proprio ieri era arrivato da Parigi ed era diretto in Spagna con la moglie.

A Savona la coppia si è data allo shopping ed è stata vista in alcuni ristoranti. L’uomo era vistosamente ricoperto di catene d’oro al collo e anelli alle dita. I carabinieri, ricevute segnalazioni sul comportamento dei coniugi (che qualcuno ha interpretato come pacchiano e megalomane), hanno fermato lo Hyundai Santafe su cui i due viaggiavano. L’accertamento sull’identità dell’argentino ha fatto emergere la presenza del mandato internazionale. L’uomo è stato fermato e, dopo l’acquisizione della documentazione necessaria presso gli uffici dell’Arma, è stato sottoposto agli arresti.

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