IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

L’interporto di Vado al gruppo Orsero

Più informazioni su

[thumb:9034:l]Savona/Vado. Il gruppo Pacorini ha ceduto il 100% del VIO, l’interporto di Vado Ligure, alla GF Portem srl, società che fa capo alla GF Group dei fratelli Orsero. Ad annunciarlo nel corso di una conferenza stampa presso la Port Authority di Savona è stato Antonio Orsero, presidente dello storico gruppo savonese leader nella movimentazione di prodotti ortofrutticoli. Presenti anche il presidente dell’Autorità portuale di Savona-Vado Cristoforo Canavese e l’amministratore delegato Lorenzo Pacorini.

L’acquisizione riguarda l’intera area per lo stoccaggio e la lavorazione delle merci in arrivo dal porto vadese, una superficie di 213 mila mq, di cui 60 mila al coperto ed altri 15 mila occupati da magazzini frigoriferi. La piattaforma logistica servirà per implementare ulteriormente le attività nei volumi della frutta e dei contenitori della Reefer Terminal SpA.

Ma il vero grande obiettivo dell’Autorità portuale savonese è la realizzazione di un’unica grande area di retroporto da 300 mila mq, anche in vista della piattaforma Maersk e di un aumento del traffico contenitori, un investimento stimato intorno ai 100 mln di euro: “Oltre alle previsioni relative alla nuova piattaforma contenitori, il porto di Vado è attualmente al primo posto nel Mediterraneo nella movimentazione della frutta, con ben 500 mila tonnellate annue – afferma il presidente dell’Autorità Portuale Cristoforo Canavese -. L’operazione presentata oggi è il primo passo affinché il VIO possa diventare con il progetto di un suo ampliamento un interporto di prima categoria, incentrato soprattutto sul trasporto ferroviario delle merci rispetto a quello su gomma, il meno impattante possibile per il territorio”.

Restano all’interno del VIO i gruppi Gavio (azionista di maggioranza di Autofiori) e Terminal Rinfuse. E proprio dal gruppo Gavio è arrivato un forte apprezzamento per le prospettive dell’interporto vadese, in particolare per il collegamento garantito dal nuovo casello di Vado Ligure, che potrebbe così intercettare sull’Autofiori la parte rimanente di traffico autostradale su gomma delle merci.
Il gruppo Pacorini, invece, concentrerà le proprie attività logistiche nel porto vadese soprattutto nel suo settore di punta, il caffè, di cui è leader mondiale.

vio.jpg

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da antonio gianetto

    Nessuno voleva glorificare Mattei!
    Ho riportato soltanto una sua celebre frase, e posto una domanda.
    Dal link segnalato non mi sembra che venga dipinto tanto bene.

  2. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Finalmente si intravede il Progettone fatto di mille e cento tasselli, con in testa sempre i soliti nomi di imprenditori . Restano da chiarire problemi non da poco quali l’impatto ambientale , la sopportazione delle strutture , prima tra tutte l’Autostrada , il collegamento ferroviario non solo con il Piemonte e forse una dichiarazione esplicita che il Turismo cercato a Savona non è quello classico di gente in vacanza ma di Turisti in transito che è ben diverso. Resta ancora da chiarire il ruolo della Val Bormida perchè un porto containers come quello pensato a Vado ha sempre una gran fame di spazio , specie per il rimessaggio dei vuoti. Ecco allora il traforo del Vispa , l’autostrada per Predosa che poi è Alessandria ( Interporto di Genova ) , ex Acna , Ferrania. Lo stesso discorso vale per la Margonara, perchè insistere a chiamarlo Turistico ? sarà un porto di rimessaggio punto e basta. Alla fine della favola ci sarà da quantificare la ricaduta posti lavoro ( qualificato ) a fronte di questi assalto al territorio. Lavoro qualificato perchè non credo ci siano molti che aspirino a fare il posteggiatore nel parco containers a 800 / 900 euri al mese ( ovviamente precario ) , in turno.

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    .
    Sulla bonta’ dell’operato e dell’azione di Mattei stenderei un velo di discrezione,
    se abbiamo proprio bisogno di grandi personaggi da glorificare e citare potremmo
    .

    … cercare meglio.

  4. Scritto da antonio gianetto

    Anticipazioni dal “Letimbro” di settembre
    Pagine di città
    Canavese: “In futuro basta politica”
    “Di una cosa sono certo: non farò il sindaco o il parlamentare. La politica non
    mi interessa più. Mi piacerebbe, però, riprendere la professione d’ingegnere
    come privato”. Così immagina se stesso da pensionato Cristoforo “Rino”
    Canavese, ricofermato presidente dell’Autorità portuale di Savona per il
    prossimo quadriennio, il quale in un’intervista enumera le priorità alle quali
    intende dedicare il nuovo mandato: “La piattaforma contenitori a Vado ed il
    porticciolo turistico della Margonara tra Savona ed Albissola, poi concludere gli
    interventi in Darsena, in modo da completare il masterplan di Bofill, ed infine il
    terzo accosto per Costa Crociere ed il laminatoio”.

    Saggia decisione quella di non entrare in politica!
    Enrico Mattei ( http://petrolio.blogosfere.it/2006/12/blu-notte-ed-enrico-mattei.html ):
    Sosteneva che i politici vanno usati come un taxi, si fa una corsa, si paga e si scende.
    Vale ancora oggi quanto sosteneva il presidente dell’ ENI?

  5. Scritto da antonio gianetto

    Non tutti i mali vengono per nuocere!
    Si spera che i cittadini che sono rimasti inerti di fronte al problema, si rendano conto, quando sui troveranno di fronte ad una triste realtà, che bisogna mandare a quel paese quelli che lo hanno permesso. Non pensiamo che sia soltanto Vado a trovarsi inguaita, potrebbe darsi che mi sbagli, ma vedo un triste destino anche per il parco ferroviario Doria, ed altre aree dell’ entroterra.
    Come giustamente veniva segnalato ieri sul secolo XIX: “”””””” «BASTA CONTAINER, GENOVA RISCOPRA
    IL SETTORE RINFUSE»
    *** GENOVA. Troppi container, «che lasciano poco sul territorio», e troppa poca attenzione
    al settore delle rinfuse.
    È questa l’opinione è il messaggio che Beppe Ansaldo lancia alla comunità portuale cittadina nel momento di lanciare la proposta di una federazione nazionale dei broker. “””””””
    Le merci che arrivano nei porti dovrebbero restarci per essere trasformate e rispedite ad altre destinazioni, solo così si crea ricchezza e molti posti di lavoro, ( questo è quello chi mi insegnavano al nautico ), invece a Savona avevamo l’ area Omsav a filo di banchina e non siamo stati in grado di approffittarne, quell’ area, come è noto, è stata venduta per una cifra ridicola e destinata alla speculazione edilizia.
    I terminal container dovrebbero essere ubicati in aree lontane dai centri abitati, in quando creano solo disagi alle popolazioni, richiedono inoltre ampi spazi per parcheggiare i vuoti.
    Fino a non molto tempo addietro, si vedevano 5 file sovrapposte, a Cornigliano si vedono già 8 sovrapposizioni, e cercheranno, statene certi, di fare sempre meglio.