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Liguria, al via domenica la stagione venatoria

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Regione. Comincia domenica la stagione venatoria in Liguria. Quest’anno le uccisioni per i cuccioli e le femmine di capriolo saranno prolungate fino al 15 marzo. Quest’anno sarà possibile anche la caccia di selezione al daino, nell’unità di gestione appositamente costituita nell’albenganese e secondo i tempi indicati dall’Istituto della Fauna Selvatica di Bologna, presumibilmente da novembre a febbraio.

Assieme alle altre forze di polizia (Corpo Forestale, Polizia Provinciale, eccetera) ci saranno anche le Guardie zoofile della Protezione animali a vigilare sulle norme che tutelano la fauna selvatica. Diverse squadre di agenti volontari pattuglieranno boschi e campagne, per impedire che vengano uccisi animali protetti o siano compiute violazioni alle sempre più permissive leggi vigenti. Gli oltre 6.000 cacciatori savonesi (numero in costante diminuzione e con scarso ricambio generazionale) uccidono ogni anno, secondo i riscontri dei tesserini consegnati, circa 60.000 uccelli migratori e 12.000 soggetti di fauna stanziale, per un totale di circa 72.000 animali (350.000 circa in Liguria). Un totale 12 soggetti a testa, in aggiunta a quasi altrettanti esemplari catturati dai bracconieri o non segnati sul tesserino.

Con l’avvio della stagione di caccia si scatenano le polemiche sulla stessa. “Sarà un massacro travestito da contatto con la natura o dall’inconsistente compito di ridurre le popolazioni animali, con forti squilibri filovenatori” accusano i volontari dell’Enpa. “lo sdoppiamento dei tempi di caccia ai caprioli (quasi 5 mesi invece dei 2 indicati dalla legge nazionale), i giorni a scelta alla migratoria invece di tre fissi alla settimana, la caccia al cinghiale a gennaio, con le femmine già gravide.”

“Inoltre” proseguono i portavoce della Protezione animali “la rinascita delle riserve di caccia a pagamento, ribattezzate aziende faunistiche, il costoso ripopolamento con migliaia di poveri animali, facili bersagli pronta caccia dell’apertura o destinati a morire di fame e sete poco dopo; proprio in questi giorni infatti migliaia di fagiani e lepri stanno arrivando, dopo viaggi estenuanti in autostrada e non pochi decessi, per essere liberati nelle varie zone, non secondo la vocazione faunistica del territorio ma in base a rapporti di forza tra le realtà venatorie locali.”

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