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Lettere al direttore

Invalida e sotto sfratto: lettera di Gotilde Valenti

Credo che sia impressionante che la mia situazione, pur avendo 72 anni ed essendo affetta da handicap, sia ritenuta dal vice-sindaco un caso qualunque, di cui il Comune – stando alle sue dichiarazioni – non può farsi carico. In questo modo ho capito come mai i Servizi Sociali del Comune di Ceriale non abbiano mai preso sul serio la mia situazione. Ovviamente, qualora avessi capito male, attenderò la smentita. La mia necessità di rivolgermi ai servizi sociali è stata causata dalla giornaliera battaglia che devo sostenere per fare in modo che il sacrosanto diritto delle persone disabili, sancito dalla convenzione delle Nazioni Unite e ratificato dall’Italia a Marzo del 2007, sia affermato.

Non capisco inoltre quale sia il nesso tra la scarsità risorse finanziarie (probabilmente dovuto al mancato rispetto del patto di stabilità lo scorso anno da parte dell’amministrazione comunale) e il principio per cui è meglio mantenere degli alloggi vuoti anzichè assegnarne uno a una pensionata disabile piuttosto che a una qualiasi altra persona. Secondo il vicesendaco, in seguito alla mancata assegnazione, avrei dovuto presentare ricorso alla Commissione indipendente che ha proceduto al conferimento dei punteggi per l’aggiudicazione. Tuttavia non ritengo che detta Commissione abbia agito scorrettamente, limitandosi ad applicare i cirteri stabiliti dalla Giunta comunale che non prevedevano nessun punto per chi fosse stato sfrattato o per gli ultra sessantacinquenni. Erano invece previsti diversi punteggi a seconda del periodo di residenza sul territorio del Comune, ovvero: da 0 a 6 anni 1 punto, oltre i 6 anni 4 punti, oltre i 10 anni 5 punti, oltre i 14 anni 6 punti, fino ad arrivare alla classe superiore ai 18 anni a cui venivano assegnati ben 7 punti. Punteggi erano previsti anche per i disabili, ma saltava subito agli occhi la differenza di considerazione tra tempo di residenza e disabilità: solo un punto per l’invalidità compresa tra il 40% e il 73%, raddoppiata per chi superava il 74%. Pare anche opportuno domandarsi per quale motivo vi sia un “salto” di ben tre punti tra la classe 0-6 anni e la successiva.

Il bando per l’assegnazione di Edilizia Residenziale Popolare (Erp) del Comune di Ceriale è profondamente diverso da quelli pubblicati da Tovo San Giacomo, Albenga e Andora, tra loro pertanto identici, prevedendo da un minimo di 10 punti per i residenti da meno di due anni ma che lavorano in Liguria da almeno 3 anni a un massimo di 40 punti per chi risiede da almeno 5 anni. Anche i disabili ottengono un diverso trattamento, vedendosi assegnati 8 punti per le invalidità dal 45 al 73%, 15 punti per quelle tar il 74 e il 99% e 20 punti per quelle del 100%. Ai nuclei familiari con almeno un componente totalmente inabile o maggiore di 75 anni sono assegnati 20 punti, mentre gli anziani di età superiore ai 65 anni ne ottengono 15 ciascuno.

Considerato tutto questo sorgono delle domande, ovvero: come mai il bando emanato da Ceriale è tanto diverso dai bandi emanati per le altre località limitrofe, tra cui Albenga e Andora che fanno parte dello stesso distretto di Ceriale? Come mai gli altri Comuni limitrofi danno quasi lo stesso punteggio per chi è residente da oltre 5 anni e per chi ha un’invalidità grave, mentre il Comune di Ceriale predilige chi è residente da oltre 18 anni? Come mai il bando emanato dal Comune di Ceriale non prevedeva assegnazione di punteggio agli anziani? Il Comune di Ceriale si fa realmente carico dei bisognosi, visto che definisce il mio caso quello di una persona qualunque? Che punteggio avrei ottenuto applicando i criteri dei bandi del Comune di Andora o di Tovo S. giacomo? Sarei veramente rimasta esclusa dall’assegnazione delle case popolari di Via Nava?

Chissà se qualcuno saprà rispondere a queste domande…

Gotilde Valenti

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