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La protesta della Cgil in piazza a Savona

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[thumb:7108:l]Savona. Circa 600 manifestanti hanno preso parte questa mattina a Savona alla giornata di mobilitazione nazionale contro la politica del governo organizzata dalla Cgil in diverse piazze italiane. La manifestazione si è svolta dalle 9 alle 13 in Piazza Sisto e via Paleocapa, con la distribuzione di volantini da parte del sindacato.

Al centro della protesta la politica di tagli e ridimensionamenti a danno di lavoratori, pensionati e studenti, in particolare l’erosione del potere d’acquisto in un momento di forti rincari su tutti i beni, anche quelli di prima necessità, e la scarsità di investimenti adeguati. Tema caldo della mobilitazione la scuola pubblica, con il taglio di 150 mila insegnanti e il ritorno al maestro unico nelle elementari secondo la riforma presentata dal Ministro Gelmini.

Commenti

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  1. Scritto da vespa

    Condivido l’idea di razionalizzare la spesa eliminando le scuole che dovessero rivelarsi antieconomiche, anche se non si può obbligare tutti ad abitare in città o i ragazzi a lunghissime trasferte; ma soprattutto condivido il fatto di allontanare dall’insegnamento i docenti incapaci.

  2. Scritto da vespa

    X The Gecko
    vedo che non sai come funziona, allora provo a spiegartelo:
    3 maestri fanno funzionare più classi e si occupano ognuno di un settore specifico (ad esempio uno insegna matematica e scienze, uno insegna lettere e l’altro si occupa di insegnare storia, lingua straniera, geografia, disegno….) ovviamente i settori possono essere diversificati e i maestri possono anche essere di più, ma allora fanno funzionare più classi.
    Non è come pensi tu, che tre maestri insegnano nella stessa classe, e basta!
    I maestri si alternano nelle varie classi dell’istituto e ognuno è specializzato in determinate materie.
    Come vedi, avere un maestro solo per ogni classe non rappresenta un risparmio, perché il n° totale non cambia; invece, è molto importante per uno scolaro avere più maestri con conoscenze approfondite che possano interagire tra loro fornendo all’alunno un piano formativo completo.
    Diciamo che i tempi del maestro Perboni dovrebbero appartenere al passato.
    Sperando di esserti stato d’aiuto ti ricordo che, risolini a parte, lo stato siamo noi.
    Infatti c’è poco da ridere perché, quella che si sta allestendo non è una riforma, ma lo smantellamento della scuola pubblica.

  3. serpe01
    Scritto da serpe01

    il totale è che la scuola italiana è la migliore
    in europa come finanziamenti,ma con modesti risultati
    quindi bisogna fare delle scelte,

    io ho un idea,certo non popolare,ma mio modo di vedere
    risolutiva.

    in italia abbiamo troppi piccoli comuni tutti dotati di varii gradi
    di classi,ormai sono soldi buttati,devono essere gli alunni a
    raggiungere le scuole e non viceversa.
    concetrando si abbasseranno di molto i costi,si potrà disporre
    di migliori attrezzature e servizi
    i docenti dovranno all’iterno di grosse strutture raggiungere per
    meriti le cattedre,gli incapaci faranno …….gli assistenti

  4. BrioLenin
    Scritto da BrioLenin

    i tagli si sono susseguiti di anno in anno senza alcuna differenza di colore di governo…a differenza sua signor hopper io non scarico il barile delle colpe ai governi di un determinato colore…

    questi dati mi venivano forniti nel limite del possibile in quanto rappresentante d’istituto del Liceo G.Bruno e quindi membro del Consiglio d’Istituto.
    Volendo posso chiedere i dati precisi sempre se ora mi è ancora concesso esserne a conoscenza in quanto non più studente.

    I tagli hanno inciso sulle seguenti voci:
    a) corsi di recupero, aggiornamento e approfondimento pomeridiani che addirittura un anno sono stati bloccati.(alcuni professori si sono resi disponibili a farli gratis, in particolare i corsi di approfondimento)
    b) Cancelleria, fotocopie e spese amministrative: considerato che il nostro liceo è diviso in 4 sedi nella città di Albenga le comunicazioni e lo scambio di informazioni ha subito dei ridimensionamenti
    c) assemblee studentesche e fondi per progetti promossi dal comitato studentesco. i tagli infatti hanno costretto noi studenti ad autotassarci per avere la possibilità di svolgere assemblee studentesche in un locale che ci contenesse in almeno 2 tornate, come è stato il Cinema Ambra. Per quanto riguarda i progetti promossi dal comitato studentesco i soldi del D.P.R. 567 sono stati in costante diminuzione.
    d) mancanza di possibilità per il liceo di alleviare la spesa degli studenti per i viaggi d’istruzione attraverso pagamenti parziali delle quote.

    questi sono solo i primi problemi che mi vengono in mente…

    Cristian Briozzo

  5. The Gecko
    Scritto da The Gecko

    Ma perchè non ne mettiamo dieci?? Tanto paga lo stato mica noi… ^__^ e in più creiamo molti posti di lavoro..