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Articolo n° 35653 del 27/09/2008 - 14:02

La protesta della Cgil in piazza a Savona

Presidio sindacale

Savona. Circa 600 manifestanti hanno preso parte questa mattina a Savona alla giornata di mobilitazione nazionale contro la politica del governo organizzata dalla Cgil in diverse piazze italiane. La manifestazione si è svolta dalle 9 alle 13 in Piazza Sisto e via Paleocapa, con la distribuzione di volantini da parte del sindacato.

Al centro della protesta la politica di tagli e ridimensionamenti a danno di lavoratori, pensionati e studenti, in particolare l’erosione del potere d’acquisto in un momento di forti rincari su tutti i beni, anche quelli di prima necessità, e la scarsità di investimenti adeguati. Tema caldo della mobilitazione la scuola pubblica, con il taglio di 150 mila insegnanti e il ritorno al maestro unico nelle elementari secondo la riforma presentata dal Ministro Gelmini.

 

Federico De Rossi

10 commenti a “La protesta della Cgil in piazza a Savona”
BrioLenin ha detto..
il 27 settembre 2008 alle 21:06

Per fortuna un pò di movimento contro questo sfacelo…ogni legislatura butta sul nostro sistema scolastico una pallina di letame…e di nascosto o esplicitamente taglia continuamente fondi…
un dato grossolano e approssimativo ma che fotografa la situazione…il nostro Liceo di Albenga in circa 7 anni si è visto tagliare il 60% dei finanziamenti statali…un ottimo bilancio per chi vuole rilanciare l’istruzione e investire sul futuro

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vespa ha detto..
il 28 settembre 2008 alle 14:48

Il primo passo, per foraggiare la scuola privata, è quello di togliere fondi alla scuola pubblica.

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Hopper ha detto..
il 28 settembre 2008 alle 21:50

Essendosi negli ultimi 7 anni succeduti ministri della istruzione di Governi di orientamento politico differente ,gradirei conoscere a chi é imputabile il taglio dei finanziamenti da Lei evidenziato e da quale fonte desume questi dati (che badi bene , non contesto , in quanto non ho documenti per accertarli ) e quale é stato l’impatto che una così cospicua sottrazione di risorse ha determinato nella gestione di codesto Liceo in termini di insegnamento ed apprendimento.Grazie

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goFFi ha detto..
il 29 settembre 2008 alle 13:30

Tema caldo della mobilitazione la scuola pubblica, con il taglio di 150 mila insegnanti e il ritorno al maestro unico nelle elementari secondo la riforma presentata dal Ministro Gelmini.

Era ora al posto di avere della gente a far niente a scuola che non sanno neanche parlare italiano ma dialetti meridionali.. ( E ho le prove visto che sono uscito da scuola recentemente )

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vespa ha detto..
il 29 settembre 2008 alle 22:55

Sono perfettamente d’accordo che certi insegnanti siano inadeguati, ma questo vale per tutte le professioni ( medici, avvocati, dentisti, meccanici…..)
Avere il maestro unico, per uno scolaro, è un pò come avere un solo dentista e non poterlo cambiare anche se è un incapace; infatti, se gli capitasse un maestro che non sa parlare italiano, non imparerà l’italiano ma se lo dovrà tenere.
Con tre insegnanti c’è un’interazione che evita questi paradossi.
La vera riforma dovrebbe portare al premio del merito e all’allontanamento degli insegnanti incapaci.
Questa non è una riforma ma è la morte della scuola pubblica italiana e l’inizio della scuola privata di classe.
Vi racconto una piccola storia, estrapolata dal Corriere della Sera, per valutare lo spessore morale e culturale del ministro ideatore della riforma, che tanto ha criticato la scuola meridionale.

Per diventare avvocati, infatti, non basta la laurea. Occorre iscriversi all’albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, «battere» i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere via via su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l’effettiva frequenza alle udienze e infine superare appunto l’esame indetto anno per anno nelle sedi regionali delle corti d’Appello con una prova scritta (tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari) e una (successiva) prova orale. Un ostacolo vero. Sul quale si infrangono le speranze, mediamente, della metà dei concorrenti. La media nazionale, però, vale e non vale. Tradizionalmente ostico in larga parte delle sedi settentrionali, con picchi del 94% di respinti, l’esame è infatti facile o addirittura facilissimo in alcune sedi meridionali.
Da Brescia a Reggio Calabria.
Novantatré per cento di ammessi agli orali! Il triplo che nella Brescia della Gelmini (31,7) .
Come resistere alla tentazione? E così, tra i furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. «Molti ragazzi andavano lì e ho deciso di farlo anch’io» ha commentato.

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The Gecko ha detto..
il 30 settembre 2008 alle 14:46

Ma perchè non ne mettiamo dieci?? Tanto paga lo stato mica noi… ^__^ e in più creiamo molti posti di lavoro..

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BrioLenin ha detto..
il 30 settembre 2008 alle 14:50

i tagli si sono susseguiti di anno in anno senza alcuna differenza di colore di governo…a differenza sua signor hopper io non scarico il barile delle colpe ai governi di un determinato colore…

questi dati mi venivano forniti nel limite del possibile in quanto rappresentante d’istituto del Liceo G.Bruno e quindi membro del Consiglio d’Istituto.
Volendo posso chiedere i dati precisi sempre se ora mi è ancora concesso esserne a conoscenza in quanto non più studente.

I tagli hanno inciso sulle seguenti voci:
a) corsi di recupero, aggiornamento e approfondimento pomeridiani che addirittura un anno sono stati bloccati.(alcuni professori si sono resi disponibili a farli gratis, in particolare i corsi di approfondimento)
b) Cancelleria, fotocopie e spese amministrative: considerato che il nostro liceo è diviso in 4 sedi nella città di Albenga le comunicazioni e lo scambio di informazioni ha subito dei ridimensionamenti
c) assemblee studentesche e fondi per progetti promossi dal comitato studentesco. i tagli infatti hanno costretto noi studenti ad autotassarci per avere la possibilità di svolgere assemblee studentesche in un locale che ci contenesse in almeno 2 tornate, come è stato il Cinema Ambra. Per quanto riguarda i progetti promossi dal comitato studentesco i soldi del D.P.R. 567 sono stati in costante diminuzione.
d) mancanza di possibilità per il liceo di alleviare la spesa degli studenti per i viaggi d’istruzione attraverso pagamenti parziali delle quote.

questi sono solo i primi problemi che mi vengono in mente…

Cristian Briozzo

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serpe01 ha detto..
il 30 settembre 2008 alle 18:00

il totale è che la scuola italiana è la migliore
in europa come finanziamenti,ma con modesti risultati
quindi bisogna fare delle scelte,

io ho un idea,certo non popolare,ma mio modo di vedere
risolutiva.

in italia abbiamo troppi piccoli comuni tutti dotati di varii gradi
di classi,ormai sono soldi buttati,devono essere gli alunni a
raggiungere le scuole e non viceversa.
concetrando si abbasseranno di molto i costi,si potrà disporre
di migliori attrezzature e servizi
i docenti dovranno all’iterno di grosse strutture raggiungere per
meriti le cattedre,gli incapaci faranno …….gli assistenti

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vespa ha detto..
il 30 settembre 2008 alle 21:08

X The Gecko
vedo che non sai come funziona, allora provo a spiegartelo:
3 maestri fanno funzionare più classi e si occupano ognuno di un settore specifico (ad esempio uno insegna matematica e scienze, uno insegna lettere e l’altro si occupa di insegnare storia, lingua straniera, geografia, disegno….) ovviamente i settori possono essere diversificati e i maestri possono anche essere di più, ma allora fanno funzionare più classi.
Non è come pensi tu, che tre maestri insegnano nella stessa classe, e basta!
I maestri si alternano nelle varie classi dell’istituto e ognuno è specializzato in determinate materie.
Come vedi, avere un maestro solo per ogni classe non rappresenta un risparmio, perché il n° totale non cambia; invece, è molto importante per uno scolaro avere più maestri con conoscenze approfondite che possano interagire tra loro fornendo all’alunno un piano formativo completo.
Diciamo che i tempi del maestro Perboni dovrebbero appartenere al passato.
Sperando di esserti stato d’aiuto ti ricordo che, risolini a parte, lo stato siamo noi.
Infatti c’è poco da ridere perché, quella che si sta allestendo non è una riforma, ma lo smantellamento della scuola pubblica.

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vespa ha detto..
il 1 ottobre 2008 alle 23:09

Condivido l’idea di razionalizzare la spesa eliminando le scuole che dovessero rivelarsi antieconomiche, anche se non si può obbligare tutti ad abitare in città o i ragazzi a lunghissime trasferte; ma soprattutto condivido il fatto di allontanare dall’insegnamento i docenti incapaci.

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