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In Liguria tassi bancari e mutui più alti d’Italia

[thumb:688:l]Regione. La Regione deve intervenire immediatamente per salvaguardare le famiglie e le imprese dall’emergenza dei tassi bancari e dei mutui elevati, che in Liguria risulta essere ancora più pesante e lede la competitività del sistema economico, oltre a erodere il reddito dei cittadini. L’ha chiesto Ubaldo Benvenuti (Pd), con un’interpellanza, sollecitando la convocazione di un tavolo ufficiale con parti sociali, associazioni dei consumatori e banche per affrontare la situazione.

Nel documento Benvenuti ha ricordato che, secondo il rapporto dell’Abi di giugno, i tassi bancari in Italia sono diventati più alti e onerosi, così come i mutui per acquistare la casa, passando dal 5,75% al 5,85%. Si tratta del valore più alto negli ultimi sei anni. Lo stesso rapporto mensile mette in mostra un livello record dei tassi per i prestiti complessivi a famiglie e imprese, saliti dal 6,23% di maggio al 6,3%. La relazione di Banca d’Italia L’economia della Liguria nell’anno 2007, presentata lo scorso giugno, denuncia, per il decimo anno consecutivo, che “il tasso medio applicato in Liguria sui finanziamenti a breve termine permane più elevato rispetto alla media nazionale e a quella delle regioni nord-occidentali”, e che le condizioni di accesso al credito sono, quindi, nella nostra regione più alte dello 0,7% sulla media nazionale e dell’1% rispetto area del Nord-Ovest.

“In una situazione – ha denunciato Benvenuti – in cui i mutui e i tassi d’interesse diventano più pesanti per tutti, una cosa è certa: il nostro Paese e la Liguria sono in una posizione peggiore e lo dicono accertate relazioni di associazioni bancarie. Purtroppo nella nostra regione l’innalzamento dei tassi dei mutui si somma a una situazione decennale, in cui i tassi d’interesse sono più alti di quasi l’1%. I tassi più alti sembra siano giustificati dalla presenza di troppa microimpresa in Liguria. Bisogna intervenire subito pesantemente per attenuare le conseguenze negative per i cittadini e le imprese. La Regione, con le misure a favore delle famiglie in difficoltà nel pagamento dei mutui casa, ha fatto la sua parte: adesso occorre richiamare il sistema del credito alle proprie responsabilità”.

“E’ vero – ha risposto l’assessore alle risorse finanziarie Giovanni Battista Pittaluga – i tassi d’interesse sui prestiti in Liguria sono più alti che nel Nord e Centro Italia. Solo in meridione sono più alti, non solo, ma in Liguria i tassi sui depositi sono più bassi, lo spred cioè è particolarmente elevato. Le ragioni addotte per giustificare questa situazione sono tre, ma solo l’ultima è davvero fondata: la prima è il grado di rischio del credito è elevato, ma non sembra esserci in liguria un livello di sofferenza bancaria più alto che nel resto del Nord Italia, la seconda ragione è la piccola dimensione delle imprese e la terza è il monopolio del sistema bancario. A questo punto tocca alla Banca d’Italia verificare se esiste un “monopolio patologico” in Liguria e contrastarlo. La Liguria, per prima tra le regioni italiane, ha costituito un fondo diretto ai ceti sociali deboli (separati, disoccupati, vedovi) per sostenere in caso di difficoltà il pagamento dei mutui per acquisto e restauro della prima casa. Ma il problema del monopolio si può contrastare soltanto con provvedimenti che competono alle autorità di vigilanza”.

Soddisfazione da parte di Benvenuti che ha sottolineato: “Condivido la denuncia molto pesante dell’assessore: non siamo di fronte a una concorrenza, ma a una situazione di oligopolio preoccupante. Sono d’accordo che la vera soluzione sia intervenire su questo punto, ma la Regione potrebbe comunque assumere un’iniziativa facendo incontrare tutti i soggetti coinvolti, cosa richiesta anche dalle piccole medie imprese”.

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