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Garlenda, depuratore: il sindaco replica all’opposizione

[thumb:8803:l]Garlenda. Il sindaco di Garlenda Giuliano Miele replica alle dichiarazioni dell’opposizione apparse sul quotidiano La Stampa lo scorso 20 settembre, con al centro la questione del Piano regolatore e le infrastrutture per il paese, in primis il depuratore.

Di seguito la lettera del primo cittadino di Garlenda: “Sconcertano le dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco Dario Braggio alla Stampa il 20 settembre scorso. La sorpresa nasce dal fatto che egli, nel corso della suo mandato amministrativo dal 1999 al 2004, ha elaborato e fatto approvare il nuovo piano regolatore di Garlenda, che consente una edificabilità molto alta (circa 50.000 metri cubi) per il nostro paese, con possibilità di edificazioni in ordine sparso su tutto il territorio comunale, anche nelle zone agricole. Mancavano invece previsioni infrastrutturali, come ad esempio una variante alla strada provinciale, così come e’ privo di qualsiasi riferimento che prevedesse un’ estensione del depuratore. L’espansione edificatoria che Braggio definisce “incontrollata” è quella prevista dal Piano Regolatore Generale da lui voluto. Se poi e’ così preoccupato per l’eccessiva edificazione dia lui per primo il buon esempio rinunciando a costruire case nei suoi terreni”.

“Abbiamo aderito due anni fa alla società del depuratore ingauno che entro quest’anno vedrà realizzato il progetto definitivo – ha sottolineato Miele -. Abbiamo investito circa 50.000 euro nell’adeguamento e miglioramento della struttura esistente pur consapevoli che qualsiasi intervento economico al depuratore è un intervento temporaneo e totalmente a fondo perduto in quanto il piano provinciale ne decreta l’eliminazione. Abbiamo avviato consultazioni informali con il Comune di Villanova per verificare la fattibilità di un collegamento, temporaneo, con il loro depuratore al fine di alleggerire il nostro. Abbiamo in corso una verifica di ditte specializzate per il potenziamento del nostro depuratore, nella consapevolezza che sono impossibili finanziamenti pubblici (in quanto sono tutti assorbiti dal depuratore consortile), e che pertanto il costo di qualsiasi intervento risolutore sarebbe temporaneo e ricadrebbe totalmente sulla nostra comunità”.

“In conclusione ritengo che questo delicato tema avrebbe dovuto essere trattato con maggiore cautela e senso di responsabilità da parte dell’ex sindaco Dario Braggio che come me ha trascorso ogni giorno del suo mandato con la spada di damocle rappresentata dall’esito delle periodiche analisi delle acque reflue che da molti anni sono talvolta negative, anche se non rappresentano un pericolo per la salute di nessuno, tantomeno per le culture di ortaggi o piante aromatiche”.

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