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Contro i pericoli dell’alcool i giovani savonesi scelgono il Bob

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[thumb:555:l]Provincia. E’ sempre più frequente tra i ragazzi savonesi il ricorso al “guidatore designato”, il cosiddetto Bob, che sceglie di non bere per riportare a casa gli amici sani e salvi. E’ la novità che emerge in prima battuta dai dati raccolti attraverso “Io non me la bevo”, la campagna di prevenzione dell’Asl 2 Savonese e della Provincia contro l’abuso alcolico.

L’iniziativa ha visto l’installazione di “corner” dove poter effettuare test etilometrici nell’ambito di sagre e feste estive sull’intero territorio provinciale. Si concluderà in occasione di Sagralea, la rassegna del vino pigato di Salea d’Albenga. I risultati derivanti dal questionario anonimo proposto nel corso delle eventi verranno elaborati in collaborazione con l’Istituto di biometria e statistica medica dell’Università di Genova.

Ad ottobre saranno pronte le analisi dei dati, che daranno nel dettaglio un’immagine delle abitudini alcoliche dei frequentatori delle sagre e della loro propensione a mettersi alla guida. L’obiettivo della campagna informativa, che si ripete ogni anno, è quello di incentivare una presa di coscienza del proprio tasso alcolemico e sembra che tale consapevolezza sia sempre più matura.

“Quest’anno abbiamo rilevato che le persone sono molto più disposte a chiedere delucidazioni e a fare il test etilometrico rispetto agli anni scorsi – afferma la dottoressa Rachele Donini, responsabile della struttura di Attività di Prevenzione del Ser.T. savonese e coordinatrice del progetto dell’Asl – Sanno che possono incorrere in un blocco stradale e vogliono evitare con cognizione di causa soprattutto il ritiro della patente. Dai primi dati grezzi raccolti durante le sagre possiamo dedurre che si sta alzando il livello di consapevolezza, soprattutto di fronte all’inasprimento delle sanzioni per coloro che si mettono alla guida sotto i fumi dell’alcool”.

Durante le sagre del 2007 il personale dell’Asl aveva incamerato 1600 questionari, dai quali risultava che il 25% delle persone che si erano sottoposte al test volontario aveva un tasso alcolico superiore alla 0,50. In attesa che venga completata la raccolta degli attuali questionari (si preve che superino i 2000) e la loro elaborazione, emerge un dato significativo: i giovani stanno acquisendo un’abitudine propria del mondo anglosassone, ovvero quella di assegnare ad uno della compagnia il compito di rimanere sobrio – nel gergo “Bob” – per ricondurre in perfetta sicurezza tutti gli altri a casa al termine della serata.

“Abbiamo notato che i ragazzi tendono ad organizzarsi in modo tale che almeno uno non beva o che comunque mantenga il tasso alcolico sotto il limite prescritto per legge – spiega la dottoressa Donini – Si diffonde l’abitudine del ‘guidatore designato’, così tutti sono più tranquilli e, come nel caso delle sagre, possono godere dell’aggregazione e del contesto conviviale lasciandosi andare a qualche bevuta in più senza rinunciare alla sicurezza”.

Secondo la referente del Ser.T., le misure del decreto Bianchi e ancor prima l’introduzione della patente a punti hanno dato i loro effetti, ma – ossserva – “è evidente la maturazione di un diverso tipo di consapevolezza”. “Chi frequenta le sagre è un bevitore occasionale – spiega – Notiamo che certe persone vengono più volte nel corso della serata a misurare il tasso per vedere come reagisce il proprio fisico dopo mezzo bicchiere, dopo il primo bicchiere, dopo il secondo e così via. Voglio prendere coscienza del proprio stato individuale prima di mettersi alla guida di un veicolo”.

Emerge inoltre che quanto più uno ha bevuto, tanto meno ha stima del proprio stato di alterazione. “Lo scarto tra il valore atteso ed il valore reale diventa tanto più alto quanto più cresce il tasso alcolico” spiega la dottoressa Donini, che aggiunge: “Molti, proprio facendo l’alcolimetro con noi, si rendono conto che il loro corpo reagisce in maniera diversa a quello che si aspettano”.

L’intervento nelle sagre ed in altri eventi estivi dell’Asl, iniziato dal mese di giugno, ha anche sollecitato i giovani ad affiancare gli operatori del Ser.T. nell’offerta della prova dell’etilometro; una forma di “peer education”, in modo che il messaggio trasmesso attraverso i ragazzi ad altri coetanei possa avere una maggiore efficacia. Sono stati anche distribuiti gadget a coloro che si sono sottoposti ai test con l’etilometro e alla compilazione del questionario anonimo. Il maggior successo dell’iniziativa è stato registrato (per ora, visto che si attende Sagralea) alla tradizionale Festa dei Gunbi a Toirano.

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