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Celle, licenze per bar e ristoranti solo a chi conosce l’inglese

[thumb:695:l]Celle Ligure. La conoscenza della lingua inglese è uno dei principali requisiti di qualità inserito dall’amministrazione comunale di Celle Ligure all’interno del nuovo Piano Commerciale per la somministrazione di alimenti e bevande, ideato per disciplinare le nuove licenze.

La normativa, approvata ieri, mercoledì 24 settembre, punta ad un livello di servizi alto ed estremamente competitivo sul piano turistico. Non è valida per le licenze già rilasciate, ma sarà applicata a quelle che saranno richieste d’ora in poi. Gli amministratori, dopo un attento studio, hanno stabilito un punteggio di merito la cui soglia minima, per ottenere la licenza, è di 20 punti. Oltre ai criteri di legge, l’amministrazione di Celle ha aggiunto quelli “qualitativi” che faranno la differenza.

Tra questi ultimi, vi sono quelli soggettivi relativi al titolare: conoscenza della lingua inglese e di altre lingue straniere (da dimostrare con attestati e diplomi), l’aver frequentato corsi di specializzazione in somministrazione presso enti riconosciuti, l’esperienza nel settore. E quelli dell’esercizio: aria condizionata e impianto di riscaldamento, strumenti per il risparmio energetico, raccolta differenziata, postazione internet, più di un servizio igienico, area giochi attrezzata per i bambini, aperture serali, uso di prodotti del commercio equo e solidale certificati dai consorzi, l’uso di prodotti tipici dop e di vitigni autoctoni e liguri, eccetera.

“In una realtà di liberalizzazione tout-court delle licenze, abbiamo ritenuto opportuno adottare i criteri, consentiti per legge, di seria regolamentazione degli esercizi all’interno del nostro Piano Commerciale” commenta il sindaco Remo Zunino. “Lo abbiamo fatto in sintonia con le scelte di qualità che l’amministrazione ha portato avanti in questi anni, ma anche per coltivare un’immagine turistica competitiva che ci distingua da altre realtà. D’ora in poi, le licenze che rilasceremo per bar e ristoranti, dovranno soddisfare il punteggio minimo stabilito dalla nostra regolamentazione e se possibile raggiungere quello massimo adottando quelli che per noi sono i requisiti fondamentali per essere gestori dotati di professionalità, qualità e competenza”.

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