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Carcare, palazzo di piazza Caravadossi: le perplessità di Rodolfo Mirri

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Carcare. In merito alle dichiarazioni del sindaco di Carcare Angela Nicolini, pubblicate ieri su IVG.it, sulla vicenda del palazzo di piazza Caravadossi, al centro delle polemiche dopo le dichiarazioni di Rodolfo Mirri e di Rifondazione Comunista, prende posizione Rodolfo Mirri, coordinatore della lista trasversale che si presenterà alle prossime elezioni Comunali di Carcare.

Il primo cittadino di Carcare ha dichiarato che “L’amministrazione comunale non ha approvato alcuna modifica alle possibilità edificatorie delle aree fabbricabili che sono state assegnate dal PRG del `94 e dalla variante parziale del 2004. I costruttori che hanno acquistato quei terreni hanno acquisito dei diritti che l’amministrazione non può limitare e dovranno attenersi strettamente a quanto previsto dal PRG.”

“Nel 2004, a fine mandato” spiega Rodolfo Mirri, “sedevo sui banchi della minoranza avendo frattanto assunto una posizione meno critica e collaborativa verso la maggioranza tant’è che la mia ‘astensione’ alle varianti al PRG aveva lo scopo di concedere un fiducia ‘sub-condicio’ che non è assimilabile alle responsabilità di chi, in maggioranza, approva uno strumento così delicato e fondamentale qual è quello urbanistico.”

“Oggi, purtroppo, verifico di avere ecceduto in credito a quella Giunta verso la quale mi trovo in posizione assolutamente critica” dichiara Mirri. “Nessuno chiede di compiere atti contrari ai diritti dei cittadini ma, nel caso di specie, si evidenzia una deficienza da parte della maggioranza che allora elaborò ed approvò PRG e varianti, a valutare portata e criteri d’espansione urbana del comune, con eccessi intollerabili di indice come quello in discussione.”

“Sta sicuramente nelle capacità degli amministratori evitare forzature e obrobrii” afferma Rodolfo Mirri. “Di questo progetto si asserirebbe, anche da parte di persone esperte, che per architettura e invasività potrebbe causare un ‘vulnus’ grave e irreparabile al centro cittadino. Infine, viste le dimensioni e la portata faraonica del progetto, perché non lo si illustra preventivamente alla cittadinanza per evitare la magra figura subita dall’amministrazione per la circolazione veicolare sul ponte vecchio di cui si è parlato pubblicamente soltanto a ‘babbo morto’?”

“E perché le minoranze e i vari gruppi creati nel nostro comune” conclude, “spesso tanto loquaci e clamorosi su eventi marginali (colore sede Croce Bianca, fermate bus, eccetera) sono così silenti e indifferenti verso questa discutibile iniziativa?”

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