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Andora, il sindaco Floris: “Patto di stabilità deve tenere conto dei flussi turistici”

[thumb:3488:l]Andora. “Occorre inserire alcuni correttivi per i Comuni turistici che tengano conto non solo dei residenti, ma anche della popolazione fluttuante”. E’ quanto dichiara Franco Floris, sindaco di Andora e responsabile economico regionale dell’Anci, in tema di finanza locale. Il territorio comunale andorese, pur avendo 7500 residenti, raggiunge nei periodi estivi una popolazione di 50 mila abitanti. E sui conti per il patto di stabilità 2009 emergono alcune criticità.

“In base alla nuova normativa studiata dal governo – spiega il primo cittadino – verranno stabiliti gli indicatori per individuare gli enti virtuosi sulla base di alcuni elementi: rapporto tra spesa del personale e spesa corrente, rapporto tra numero dipendenti e popolazione, andamento spesa del personale nel quinquennio precedente. In merito al secondo punto, per i Comuni con popolazione compresa tra i 5000 ed i 9999 è previsto, tra i parametri degli enti virtuosi, un rapporto di 1/126, ovvero un dipendente ogni 126 abitanti, che verrebbe a penalizzere notevolmente il nostro Comune, in quanto questo parametro non tiene assolutamente conto dei Comuni turistici e degli incrementi di popolazione data dai flussi turistici”.

“Il nostro Comune infatti annovera 88 dipendenti e dovrebbe scendere di colpo a 58 unità: è impossibile licenziare o spostare in altre società 30 persone da un giorno all’altro” osserva Floris, che invita il legislatore a fornire chiarimenti e ad introdurre eventuale modifiche per non ridimensionare gli organici delle amministrazioni dei Comuni turistici.

Il sindaco di Andora conclude esprimendo dubbi sulla contabilità delle alienazioni immobiliari: “Secondo la legge – osserva il primo cittadino – per l’anno 2009 nel saldo non devono essere conteggiate le entrate derivante da alienazioni di immobili dell’ente se destinate ad investimenti infrastrutturali. Che cosa si intende per ‘investimenti infrastrutturali’? Quali sono allora gli investimenti che non comportano l’esclusione dai saldi dei ricavati dalle alienazioni immobiliari? Come facciamo a pagare gli investimenti e le opere pubbliche, se si escludono dal conteggio le entrate delle alienazioni?”.

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