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Albenga, un parco agro-tecnologico ingauno per un’agricoltura più competitiva

[thumb:9104:l]Albenga. Il Comune di Albenga ha presentato al Distretto floricolo una “Proposta per la realizzazione di un parco agro-tecnologico ingauno” al fine di usufruire dei finanziamenti previsti per i “Progetti integrati” nel Piano di sviluppo rurale regionale.

La decisione del sindaco Antonello Tabbò e del consigliere delegato all’agricoltura Marco Bregoli (nella foto), che già un mese e mezzo fa è stata presentata alle associazioni di categoria (Cia, Coldiretti e Confagricoltura), di produttori (Floras) e di commercianti esportatori (Acea), ha un obiettivo preciso: quello di mettere a sistema, creando una rete di filiera, il mondo agricolo. Pur in un contesto di iniziative e proposte, il settore primario ingauno spesso si muove in ordine sparso, vanificando gli sforzi per costruire una forte identità locale con un territorio certificato di alta qualità.

“Dobbiamo creare le condizioni per instaurare una forte identità locale” spiega Marco Bregoli. “Nel nostro settore si capiscono le situazioni ma non si riesce ad agire in modo adeguato. La nascita del parco agro-tecnologico ingauno sarebbe la risposta alla risoluzione del problema e consentirebbe di mettere a sistema questa economia e tutto il suo indotto attraverso una società di servizi che si occupi principalmente di attuare tutte le strategie innovative necessarie a garantire uno continuo sviluppo di questo settore. Anche se la considerazione del mondo economico agricolo è cresciuta nelle scelte della giunta Tabbò, e mi auguro anche nelle decisioni del prossimo Puc (piano urbanistico comunale), non diamo ancora risposte adeguate ad un settore che, insieme al suo indotto, fattura 600 milioni di euro all’anno e dà lavoro a circa 8 mila persone.”

La proposta di progetto, illustrato al Distretto da Bregoli e dall’agronomo Paolo Caviglia, è stata curata dallo studio Caire dell’architetto Baldini, lo stesso studio che cura il Puc ingauno, e prevede l’ottimizzazione di una serie di servizi che vanno dall’energia alla telefonia, dalla burocrazia al fisco, dalle dogane ai commercialisti, dalle certificazioni socio sanitarie alla consulenze legali e alla messa in rete delle conoscenze. Si propone quindi la realizzazione materiale di un “parco agro-tecnologico diffuso”, cioè distribuito sul territorio, di qualità ambientale.

“Stiamo concretizzando un’idea che ho cercato di realizzare quando svolgevo il compito di assessore provinciale” commenta il sindaco Antonello Tabbò. “L’agricoltura albenganese e la sua filiera non hanno un contesto operativo ottimizzato che invece potrebbe e deve essere creato. Ora attendiamo la risposta della Regione per il finanziamento dello studio di fattibilità, ricordando che Albenga è indiscutibilmente la capitale dell’agricoltura ligure, sia per la floricoltura in vaso sia per i prodotti orticoli. In questo discorso rientra la razionalizzazione dei trasporti e di altri servizi con la creazione di una piattaforma logistica su cui, dopo il dibattito che c’è stato, prenderemo una decisione definitiva”. Il costo complessivo del progetto è di 350 mila euro.

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