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Albenga, raduno delle confraternite diocesane: realtà sempre attive

Albenga. Nei giorni scorsi ad Albenga si è svolto il raduno delle Confraternite della diocesi di Albenga- Imperia, che ha avuto un grande successo ed è stato seguito da migliaia di persone ed al quale hanno preso parte più di trenta confraternite. L’evento è stato anche l’occasione per stimolare in molti una riflessione su questo aspetto devozionale che per molti rappresenta oggi soltanto un fenomeno puramente folcloristico.

Le confraternite invece oltre ad avere una grande importanza nella storia delle nostre comunità, rappresentano un esempio ancora ragguardevole di religiosità e fede, ereditato dal nostro passato. Non sono società di mutuo soccorso, o gruppi culturali, ma associazioni di laici che vogliono vivere pienamente la propria fede. Le prime confraternite nacquero, proprio in Liguria, attorno al 1230, in corrispondenza delle prime processioni di flagellanti diretti verso la Provenza. L’esigenza di un rinnovamento della Chiesa e di un ritorno alla povertà evangelica aveva dato impulso al sorgere di nuovi Ordini religiosi e le confraternite furono proprio una delle prime dimostrazioni del rinnovato fervore religioso.

A Genova e nel Levante ligure sorsero le prime Confraternite di disciplinati, che seguivano la regola della disciplina penitenziale. Spesso, i confratelli appartenevano ad una stessa classe sociale o svolgevano lo stesso mestiere. Se all’inizio le Confraternite cercarono l’appoggio e la protezione della Chiesa, a partire dal XV secolo, le stesse iniziarono a rivendicare la propria autonomia ed alcune divennero così importanti da mettere addirittura in ombra la stessa loro parrocchia. Nel corso dei secoli le confraternite cominciarono poi a costruire anche sedi, oratori e luoghi di incontro e iniziarono a specializzarsi. Sebbene fossero nate per preparare i fedeli alla vita ultraterrena, furono coinvolte nelle attività sociali, politiche e culturali della comunità nella quale operavano. Successivamente alle confraternite titolari si affiancarono poi, spesso nel medesimo oratorio, altri gruppi che porteranno alla costituzione delle “Casacce”.

I secoli XVII e XVIII furono quelli di massimo splendore per le Casacce che, aumentando la loro forza economica, fecero produrre casse, realizzare argenti, vesti e spesso commissionarono opere anche a celebri artisti (oggi tutto queste vario e spesso ricco patrimonio artistico ed arredo è quasi sempre ospitato nei tanti e splendidi Musei Diocesani). Gli storici in passato hanno inoltre a volte sottovalutato l’importanza delle Confraternite, così come oggi (erroneamente) fanno coloro che vedono in esse un puro esempio di folclore ad uso turistico. In effetti invece casacce e confraternite, a seconda dei luoghi e delle città in cui nacquero e si svilupparono, furono praticamente impegnate in tutti i campi della vita sociale: gestivano ospedali, organizzavano scuole, davano ospitalità ed asilo agli stranieri, ai viandanti ed ai bisognosi, si occupavano degli orfani, donavano la dote alle giovani povere, patrocinavano le arti e la musica, perseguitavano gli eretici, accompagnavano al patibolo i condannati a morte e si occupavano delle cerimonie funebri.

Quanto siano ancora importanti e radicate nella fede e nella devozione lo dimostra il fatto che al raduno delle confraternite della Diocesi di Albenga-Imperia, che si è svolto recentemente ad Albenga, fossero presenti più di trenta ” Cristi” lignei artistici ed altrettante confraternite. A livello locale nella nostra diocesi esistono ancora ben 71 confraternite. Tra le più celebri ci sono le loanesi di San Giovanni Battista (Cappe Bianche) e del Santo Rosario (Cappe Turchine).

Attualmente le Confraternite sono associazioni di laici che hanno vita dalla Chiesa. Infatti da essa sono costituite ed è grazie ad essa che si distinguono dalle altre associazioni. Appartengono all’ordine ecclesiastico da cui ne deriva il dovere di una particolare e filiale sottomissione ( per la Liguria il documento più importante è senza dubbio quello del 1955, emanato dal Cardinale Siri “Lettera Pastorale ai superiori e ai membri di tutte le Confraternite”). Coloro che vi aderiscono non le considerano né un gruppo folcloristico, né un circolo dopolavoristico o culturale, ma hanno invece scopi di natura ecclesiastica. Ancora oggi infatti esse si occupano di curare la sacra liturgia, dell’ Eucaristica (S. Messa), delle Ore (Officiatura), di intensificare il culto a Dio, all’Eucarestia, al Divin Crocifisso, alla Beata Vergine Maria, alla devozione verso i Santi e di incrementare la recita del Santo Rosario.

Altro scopo è quello di migliorare ed approfondire la formazione religiosa e morale degli appartenenti, con incontri e riunioni di catechesi. Molto importanti restano comunque gli aspetti caritativi e sociali, come ad esempio dar da mangiare a chi non ne ha, visitare gli infermi, confortare gli afflitti, accogliere chi non ha casa, aiutare i disoccupati a trovare lavoro.

Altre attività che vedono impegnate le confraternite oggi sono: il suffragio dei defunti (tutte le Confraternite hanno l’obbligo di svolgere il tradizionale Ottavario dei Morti, con preghiere particolari: Officiatura, Rosario e S. Messe), le Processioni diurne e notturne; il sostegno agli artisti e la cura delle artistiche casse processionali (e delle immagini sacre, degli stendardi, delle mazze e delle vesti processionali). I confratelli infine aiutano e collaborano con il loro parroco e con i sacerdoti della chiesa locale.

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