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Albenga, musulmani pronti al Ramadan e in attesa della moschea

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[thumb:644:l]Albenga. Con l’avvistamento della luna nuova anche per i musulmani savonesi comincia il mese di Ramadan, il nono del calendario islamico, quello che ricorda la rivelazione del Corano al profeta Maometto, consacrato al digiuno e alla contemplazione. Ad Albenga la comunità religiosa si riunirà per la preghiera nella tensostruttura di Campolau nella zona di Vadino. Circa 500 fedeli provenienti dall’intero comprensorio ingauno si raccoglieranno nella palestra concessa dall’amministrazione comunale.

Roberto Hamza Picardo, ex segretario dell’Ucoii ed esponente di spicco dell’Islam ligure, ringrazia il sindaco Antonello Tabbò per aver dato la disponibilità della struttura, ma torna a sottolineare la necessità di un luogo di culto stabile per i musulmani del territorio albenganese: “Al di là delle soluzioni provvisorie, speriamo prima o poi di avere un centro di culto che sia legato alle esigenze della nostra comunità in maniera permanente. Ringraziamo il Comune per la sua comprensione, ma nello stesso tempo ci auguriamo presto di avere un posto dove organizzare attività anche durante il resto dell’anno”.

Il centro islamico di piazza San Francesco, dove al venerdì si radunano circa 200 persone per la preghiera, è un locale ridotto rispetto al numero dei fedeli: circa un terzo di loro rimane tagliato fuori e deve arrangiarsi sullo spiazzo antistante l’entrata. “Non ci aspettiamo che il Comune faccia una Moschea – dice Hamza Picardo – Dobbiamo muoverci con le nostre gambe. Però chiediamo che ci sia un’agevolazione da parte delle istituzioni e che si vincano i problemi burocratici. E desideriamo che ci venga riconosciuto degnamente il diritto al culto che la Costituzione ci riconosce”.

“La gente è sospettosa e quando si decide di fare una moschea si chiede chissà che cosa succederà nei dintorni – aggiunge l’esponente della comunità musulmana, temendo che anche Albenga sia investita dallo stesso tenore delle polemiche divampate recentemente a Genova. “L’amministrazione di Albenga è sempre stata aperta e dialogante – specifica – Ma è nei progetti di qualcuno ritardare il più possibile la creazione di una moschea. Il ragionamento di chi si oppone a me pare questo: ‘Ritardiamo il più possibile, così diventeranno meno musulmani’. Ma è un calcolo miope, perché il credente ha un legame spirituale che sopravvive in tutte le condizioni”.

“I luoghi per adattare una struttura a centro di culto individuati negli anni scorsi – spiega Hamza Picardo – per una ragione o per l’altra non sono andati bene, vuoi per incompatibilità ambientale, vuoi per questioni di destinazioni d’uso”. Le ipotesi di via Gramsci e di viale Pontelungo, infatti, sono decadute ed attualmente non è stata ancora avanzata altra idea sulla localizzazione dell’eventuale moschea. “Noi non pensiamo alla ‘costruzione’ di una moschea – sottolinea il rappresentante dei musulmani – ma all’adattamento o alla ristrutturazione di un’edificio già esistente. Confidiamo in una ricerca di fondi a livello locale e nazionali che sarebbero sufficienti allo scopo. Quanto all’individuazione dell’area adatta, attendiamo con fiducia la redazione del Piano Urbanistico Comunale”.

La moschea sarebbe autogestita e senza alcun tipo di onere finanziario aggiuntivo da parte del Comune, assicurano i fedeli. Accanto alla richiesta del centro di culto, permane da parte dei musulmani dell’Albenganese l’interesse per un’area destinata alle sepolture con rito islamico. “E’ un atto di misericordia – afferma Roberto Hamza Picardo – per i morti e per le loro famiglie”.

Del migliaio di musulmani presenti nel Ponente savonese, soltanto 500 circa frequenteranno il “pallone” di Campolau a Vadino. Ma al di là del momento collettivo, la pratica del Ramadan è generalmente osservata. Dall’alba al tramonto non solo è vietato mangiare, ma anche bere, usare il profumo e avere rapporti sessuali. Divieti ai quali in questi giorni se n’è aggiunto un altro: fumare. Una prescrizione arrivata dagli ulema egiziani, che hanno incluso il vizio delle sigarette tra le “muftirat”, i beni voluttuari il cui consumo interrompe il Ramadan.

L’obbligo dell’astinenza va osservato da tutti gli islamici a partire dai 14 anni in su, uomini e donne. Sono esonerati, invece, i malati, se il digiuno può danneggiare la salute, i viaggiatori, se il percorso superi 81 km tra andata e ritorno, le donne mestruate e in gravidanza. L’interruzione involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purchè poi questo venga ripreso.

Nel caso in cui invece l’interruzione sia consapevole, il “trasgressore” deve rimediare offrendo un pasto a sessanta musulmani bisognosi, o dando allo stesso numero di musulmani l’equivalente in denaro di un pasto per tutti i giorni del Ramadan. Il digiuno comincia circa un quarto d’ora prima dell’alba, preceduto da una colazione leggera. Solo al calar del sole è possibile rompere finalmente il digiuno e riprendere anche le altre attività. L’astinenza viene rotta mangiando tre o cinque datteri e bevendo un bicchiere di latte, poco prima di iniziare la preghiera del tramonto.

Il Ramadan si conclude allo spuntare della luna nuova del decimo mese dell’anno lunare, con una grande e solenne festa di tre giorni a cui partecipa l’intera comunità. La durata e la lunghezza dei giorni di digiuno è variabile, perchè il calendario islamico è basato sulle fasi della luna e per questo cade in stagioni diverse dal calendario solare. Agli occhi di Allah, le azioni compiute in tutto il mese del Ramadan hanno un valore superiore rispetto a quelle compiute negli altri mesi, tanto che chi rispetta il digiuno e la preghiera ottiene per tutto l’anno l’indulgenza plenaria.

Commenti

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  1. Scritto da Alexxx

    La situazione in piazza S. Francesco è a dir poco scandalosa, i tappeti su cui si accomodano i fedeli occupano la quasi totalità della piazza ostruendo completamente i portoni e i garages (con tanto di passo carrabile) i cui proprietari si trovano chiusi fuori o dentro casa proprio nell’ora in cui si “dovrebbe” tornare a casa nella pausa pranzo. Il resto della piazza, che “sarebbe” zona a traffico limitato è adibito a parcheggio per gli scooter, i motorini e le biciclette dei musulmani.

  2. Scritto da vespa

    Speriamo che al calar del sole non comincino a bere birra abbandonando dove capita bottiglie vuote, immondizia varia e…….. non solo.