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A Savona la Cgil in piazza contro il Governo

[thumb:2054:l]Savona. Si terrà a Savona sabato 27 settembre, in Piazza Sisto, dalle ore 10 alle ore 13, la giornata di mobilitazione della Cgil “Diritti in Piazza”, organizzata in diverse piazze italiane in segno di protesta contro la politica di tagli e ridimensionamenti verso lavoratori, pensionati e studenti messa in atto dal Governo.

Secondo la Cgil infatti l’azione dell’Esecutivo mette a rischio il potere d’acquisto di salari e pensioni, non combatte l’evasione fiscale e non si danno risposte al disagio sociale, mentre peggiorano le condizioni di lavoro, aumenta la cassa integrazione e la disoccupazione. “Si tagliano più di 8 miliardi alla scuola pubblica, rinunciando a un’istruzione di qualità con meno150 mila posti di lavoro e il ritorno al maestro unico. In discussione il contratto collettivo nazionale, assenza di investimenti in infrastrutture, tagli pesanti alle retribuzioni dei lavoratori pubblici”, si legge in una nota della Cgil, che spiega così le ragioni della giornata nazionale di protesta.

Nel Savonese le altre manifestazioni sono previste ad Albenga in piazza del Popolo, mentre a Vado Ligure, in località San Genesio, si terrà la Festa di Libertà “Per cambiare le scelte del Governo”, che si protrarrà anche nella giornata successiva con interventi pubblici.

Commenti

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  1. Scritto da vespa

    Naturalmente per il petrolio intendo $ al barile.

  2. Scritto da vespa

    Grazie alla caparbietà e alla lungimiranza di Prodi siamo entrati nell’Euro che in questi anni ci ha evitato il fallimento.
    Quando l’Italia ha aderito all’euro, Prodi impose l’eurotassa, con Berlusconi, Fini e Bossi che urlavano alla catastrofe (non mi sembra che si sia verificata) e non volevano che l’Italia aderisse alla moneta unica; ricordo che allora il petrolio costava 20/22 e al barile.
    Vorrei fare alcune domande a chi critica la nostra adesione all’euro:
    – Come mai dopo tanti anni di governo di centrodestra Berlusconi non ha fatto uscire l’Italia dall’euro, nonostante prima fosse contrario alla moneta unica?
    – Con il petrolio che varia da 100 a 150 e al barile, pensate che con la lira saremmo ancora in grado di comprare petrolio?
    – Viste le continue fluttuazioni dei mercati, se non fossimo agganciati alla moneta unica credete che saremmo ancora la settima/ottava economia del mondo?
    La verità e che saremmo rimasti schiacciati tra il dollaro e l’euro come un bicchiere di vetro tra due rocce, quindi la CGIL e gli altri sindacati hanno fatto benissimo a non fiatare perché essere fuori dall’euro sarebbe stata la fine per la nostra nazione a cominciare proprio dalla classe operaia e dai pensionati.
    Per quanto riguarda l’impatto negativo che l’euro ha avuto sul portafoglio degli italiani, è il risultato dell’atteggiamento tenuto dal governo Berlusconi che oltre a non aver adottato nessuna procedura di controllo, è stato il primo a paragonare 1000£ ad 1e infatti con il Decreto legge n°452 del 28/12/2001 al Capo II
    (DISPOSIZIONI IN TEMA DI CONCESSIONI PER IL SERVIZIO DI RACCOLTA DELLE
    SCOMMESSE IPPICHE E SPORTIVE, DI AUMENTO DELLE POSTE DEI GIOCHI E
    ALTRE MISURE IN VISTA DELL’INTRODUZIONE DELL’EURO)
    Ha decretato che il costo di tutte le giocate sarebbe passato da 1000£ ad 1e già dal primo giorno di validità dell’euro, che sarebbe avvenuto appena 3 giorni dopo (01-01-2002) un bell’esempio per molti, che si sono sentiti autorizzati a speculare, sicuri di non essere sorvegliati da nessuno.
    Per completezza faccio un copia incolla, dal decreto, dei firmatari:

    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
    Tremonti, Ministro del-l’economia e delle finanze
    Marzano, Ministro delle attivita’ produttive
    Alemanno, Ministro delle politiche agricole e forestali
    Lunardi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
    Matteoli, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio

    Visto, il Guardasigilli: Castelli

    La morale è che chi è informato non crede a tutte le panzane che gli raccontano!

  3. unbe
    Scritto da unbe

    Ma quand’è che i sindacati si decideranne a dichiarare uno SCIOPERO GENERALE NAZIONALE A OLTRANZA per ESIGERE il taglio delle tasse dagli stipendi sotto i 1.500 Euro??? Quando lo faranno mi farò la tessera della CGIL.

  4. urogallo
    Scritto da urogallo

    Non mi sembra che gli adepti della sigla sindacale si siano mobilitati sulle piazze quando ci è stato
    IMPOSTO il famigerato euro che ha eroso le entrate delle Famiglie mentre tutti assistevamo alla lievitazione dei prezzi di ogni genere, alimentare e non.
    Non è che le cose adesso vadano bene ma diamine, un po’ di coerenza!
    Per cambiare le scelte del Governo, occorre cambiare Governo ma, quello in carica è stato eletto dal
    Popolo.
    Alla prossima tornata elettorale si faccia un programma che, prometta a gli elettori l’adeguamento degli stipendi e delle pensioni alle remunerazioni dei leader sindacali, è solo un’idea ma potrebbe
    riscuotere molti consensi.
    E, poichè il contributo versato al sindacato ha la progressione simile a quella dell’irpef, automaticamente aumenterebbero anche le entrate per il sindacato.
    Non male vero?