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Ferrania, il consigliere Ressia: “Cambio di rotta da Scajola e Orsi”

[thumb:1718:l]Cairo Montenotte. Stefano Ressia, vice presidente del consiglio comunale di Cairo, esprime preoccupazione sul futuro di Ferrania in seguito all’uscita dei gruppi Malacalza e Gavio dalla cordata di imprenditori che avevano acquisito lo stabilimento e al cambio di maggioranza a livello nazionale. In particolare, Ressia accusa il ministro Claudio Scajola ed il senatore Franco Orsi di essere responsabili di “uno scardinamento dei contenuti dell’accordo”.

Così spiega Ressia: “Sono molte le dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione che fanno pensare che vi sia una forte pressione a rivedere i progetti. La nostalgia per una bella ‘centralona’ a carbone riaffiorava in pieno dalle parole di Scajola già nell’ottobre dell’anno scorso. Ad aprile di quest’anno il neoeletto senatore Orsi ci metteva del suo dichiarando: ‘Bisogna vedere se ci sono i soldi, più ampio il respiro dell’accordo che volle Scajola’. Certamente il respiro di cui si parla è quello dei nostri polmoni, con l’aria piena di poveri sottili da carbone”.

Ressia teme che l’accordo firmato nello scorso marzo dall’ex ministro Bersani possa diventare “carta straccia”, mettendo fine a un percorso di discussione che aveva appena preso il via. Il timore è che torni sul tavolo il progetto di centrale elettrica a carbone a discapito di altre proposte, quali la centrale a biomasse, che avrebbe permesso anche di immaginare il teleriscaldamento per alcune zone di Cairo, ed il laminatoio a freddo. Per il consigliere cairese, Scajola ed Orsi sarebbero “portatori di un radicale cambio di rotta” che trasparirebbe ancor più dalle loro dichiarazioni immediatamente successive alla vittoria elettorale del centrodestra.

Preoccupazione viene espressa anche nei confronti della possibilità di realizzazione di preventivati interventi infrastrutturali considerati rilevanti come lo svincolo di località Curagnata dalla nuova variante del Vispa, utile alla zona industriale di Bragno, la strada del ponte della Volta, il nuovo raccordo ferroviario con Ferrania.

Il vice presidente del consiglio comunale cairese invita gli enti e le istituzioni firmatarie dell’accordo a non permetterne lo stravolgimento: “Credo che le prospettive ed i traguardi vadano difesi fortemente dalle istituzioni, in primis dalla Regione Liguria e dalla Provincia di Savona; inoltre spero vivamente che l’amministrazione di cui faccio parte insista nella difesa delle materie oggetto della firma sottoscritta, respingendo le ipotesi di varie megacentrali che dovessero ripresentarsi”.

“Considerate le note propensioni nucleariste dell’attuale ministro delle attività produttive – conclude Ressia – non vorrei che dovessimo passare, con un abile gioco di prestigio, dal carbone al nucleare. Ipotesi questa che vedrebbe me stesso e, ne sono certo, la stragrande maggioranza dei cairesi, fortemente contrari”.

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