Piattaforma Maersk: nuove iniziative dei gruppi contrari al progetto
Vado Ligure. “Amarezza, preoccupazione, ma anche disgusto. Questi i sentimenti che provo con più frequenza nei giorni seguenti l’approvazione dell’accordo di programma per la realizzazione della piattaforma Maersk”. Così si esprimeva qualche giorno fa Maria Teresa Abrate del gruppo di “Le Firme” che con gli altri consiglieri di minoranza ha votato contro la delibera nel contestato consiglio vadese dello scorso 28 luglio.
La delibera del Comune, com’è noto, passerà nelle prossime settimane al vaglio della conferenza dei servizi che renderà esecutivo l’accordo di programma con probabile inizio dei lavori per la piattaforma Maersk previsto già per l’inizio del 2009. Tuttavia, nonostante la sconfitta avvenuta nel consiglio comunale i gruppi avversi al progetto (Amare Vado, Gruppo Le Firme, Gruppo Misto, Vivere Vado e Rifondazione) non hanno ancora comunque rinunciato a proseguire nella loro azione di opposizione e hanno programmato per martedì 5 agosto alle ore 20,45 presso la S.M.S. “Baia dei Pirati” di Portovado un nuovo incontro pubblico al quale seguiranno, nelle le mattinate dei quattro sabati successivi, ulteriori iniziative di protesta.
“Dopo la straordinaria prova di democrazia e di intensa partecipazione al consiglio comunale del 28 luglio, continua il nostro dignitoso dissenso nei confronti di sindaco, giunta, maggioranza e piattaforma”, spiegano ironici gli organizzatori. “Martedì discuteremo sulle iniziative per fermare la sicura e certa distruzione del nostro territorio e – concludono ribadendo alcune delle loro principali critiche – illustreremo le gravi carenze contenute nell’Accordo di programma, dimostrando che tali lacune comprometteranno la nostra vita e non daranno la risposta tanto attesa alle esigenze di lavoro”. Durante la serata il Comitato “Amare Vado” esporrà inoltre le iniziative che si svolgeranno in piazza Cavour nelle mattinate di sabato 9, 16, 23 e 30 agosto.
6 commenti a “Piattaforma Maersk: nuove iniziative dei gruppi contrari al progetto”
Bisognerebbe approvare un “qualcosa” che impedisca all’ente locale di incassare denari da questa operazione.
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Sono riusciti “forse” a rovinare del tutto un ambiente gia’ degradato, che questi amministratori passino alla storia di Vado per quello che sono, bisognerebbe evitare che con quattro piantine poste qua’ e la’ si possaro “rifare” l’immagine.
Trovo vergognoso che si sia indetto un referendum, la gente si è espressa per il NO ALLA PIATTAFORMA, e la politica se ne sia altamente fregata, Sig.Sindaco hanno ragione, SI DIMETTA!
Kappa, ho seguito il link ma il post non mi sembrava volto informativo.. era mica per fare pubblicita’ a quel blog?
Cmq la cosa che mi fa piu arrabbiare e’ che primo i vadesi votano il sindaco sapendo che avrebbe fatto la piattaforma, lo hanno votato perche a Vado c’e’ ancora questa “cultura” di votare il partito a prescindere, magari e’ colpa dell’eta’ media dei votanti.. poi succede che eccolo la, il sindaco te la approva la piattaforma, allora tutti a gridare e a votare contro il progetto al referendum
un po’ mi viene da dire che ce la meritiamo perche alla fine il sindaco tratta da ignoranti la popolazione vadese (che lo e’), un po’ mi viene da dire che non e’ una cosa democratica ecc ecc.
ovviamente ci sono degli interessi che neanche ci immaginiamo, ma cmq questa cosa riflette esattamente la situazione italiana: siamo allo sfascio
Da ” Il Secolo XIX 2 marzo 2007 INDAGINE BOCCONI SU GENOVA, LA SPEZIA E SAVONA
GENOVA. I soli porti liguri producono ogni anno quasi 4 miliardi di euro di gettito fiscale, l’equivalente di una media manovra finanziaria, con un incremento del 26,5% fra il 2005 e il 2006. Una quota consistente di questo gettito è assicurata dai terminal container: basti pensare che la sola entrata in servizio del terminal container di Vado produrrebbe per lo Stato un maggiore gettito per 546 milioni di euro.
Interessi in gioco:
1)Entrate per lo Stato e riconoscimenti per gli amministratori locali che si sono attivavati per la realizzazione di quest’ opera.
2)Guadagni per le imprese savonesi, che sui 450 milioni di euro previsti per realizzare l’opera sperano di trarre notevoli benefici.
3)Alcuni vadesi beneficieranno di qualche posto di lavoro, tutti gli altri invece?
4)Fortunatamente grazie alle leggi approvate, dopo mani pulite, si è legiferato contro le tangenti, adesso pare che, salvo quache caso, vedi Genova e Savona, non dovrebbero esserci più uomini politici che incassano soldi per il partito.
Su questo vorrei ricordare che chi ci ha governato ha pensato bene di mettere le cose a posto.
Infatti le tangenti sono punite, ma si possono dare, direttamente a movimenti e partiti politici, erogazioni liberali che consentono anche risparmi (detrazioni fiscali del 19%) per i benefattori: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebc76d0093fb197/Ris_41.pdf
Sicuramente il modo di andare oltre i massimi consentiti, lo avranno trovato.
Uno dei modi potrebbe essere questi: i soci di una società per azioni potrebbero essere liberi di sostenere qualche formazione politica ( a bordo si direbbe ” per intimo gaudio ” ).
Avremo la fortuna di riuscire a vedere, pubblicati e visibili a tutti, i bilanci dei partiti ed il nome dei loro benefattori? O non sarà possibile per motivi di privacy?
Io finora, nonostante abbia dedicato parecchio tempo a questa ricerca, non sono riuscito a trovare niente.
I Vadesi continueranno a pensare che i politici hanno agito per il bene della comunità, oppure, qualcuno ha letto il libro ” Il Partito del Cemento ” e ha cominciato ad aprire gli occhi?
La parte di articolo tratto dal secolo XIX termina con “”" gettito per 546 milioni di euro.”"”"
quello che segue sono soltanto delle mie considerazioni.



Leggete che articolo sulla Maersk.
http://biancoblutimes.blogspot.com