Alassio impone la linea dura contro i vù cumprà
Alassio. Il Comune di Alassio intensifica la campagna contro i vù cumprà. Un’ordinanza, che ricalca quella già firmata dal sindaco di Venezia, vieta il trasporto, senza giustificato motivo, di mercanzia in borsoni e grandi sacchi di plastica. Vietato anche l’ utilizzo di auto e furgoni come deposito della merce.
“Ho preso questo provvedimento perché più volte sollecitato dai commercianti che avevano chiesto maggior rigore da parte dell’amministrazione comunale” spiega il sindaco Marco Melgrati. A fare rispettare le nuove regole sarà la polizia municipale, ma anche le altre forze dell’ordine.
“Spesso – sottolinea il primo cittadino – la fuga di coloro che svolgono questa attività in zone altamente frequentate, compromette la sicurezza e l’incolumità delle persone che si trovano lungo il loro cammino, specie per la voluminosità dei sacchi dove è contenuta la merce. Durante la fuga questi borsoni diventano veri e propri oggetti contundenti”.
La presenza di auto e furgoni che stazionano in sosta nelle zone vietate al commercio è poi, spiega il sindaco, “la causa di continue frizioni con i residenti nelle zone interessate al fenomeno, con gli operatori commerciali regolari e con le altre categorie produttive con conseguenti stati di tensione che arrivano anche a compromettere la sicurezza urbana”.
12 commenti a “Alassio impone la linea dura contro i vù cumprà”
Personalmente continuo a non capire l’oggetto dell’ordinanza, volta a vietare il porto di borsoni o grandi sacchi di plastica “senza giustificato motivo”.
Il giustificato motivo chi lo decide…il colore della pelle??
questi poveri cristi che di girano x le spiagge a vendere due cosine sotto il sole avanti e indietro non disturbano nessuno,anzi sarebbe il caso di lasciarli perdere e concentrarsi di più a chi delinque ,ripeto x ben che possano essere abusivi x lo meno non ammazzano nessuno non drogano nessuno e sempre a mio parere è gente che non è neanche maleducata se uno non vuole comperare se ne vanno tranquillamente.
Grazie franco per le utili precisazioni…. andrò di proposito ad Alassio con un borsone per farmi comminare un verbale…..
E’ iniziata la distruzione dello Stato di Diritto: nel Medioevo prossimo ventiro che il Senatur ci ha confezionato e che ci attende non ci sarà più osto per diritti e leggi dello Stato. Esisteranno solo leggi regionali in ogni materia, diversi trattamenti fiscali in funzione della regione di appartenenza, etc. etc. una miriade di piccoli feudi indisciplinati dove i Governatori e i signorotti feudali potranno fare il bello e cattivo tempo…. me ne andrò da questo paese delle banane in un luogo dove esiste ancora la democrazia.
Per la cara Vince: hai ragione tu. ma….é piu’ importante che le “istituzioni” difendano le lobbies dei commercianti scalpitanti perché quest’anno non sono riusciti a liberarsi della rumenta fuori moda dei loro magazzini neanche con i plurimi e truffaldini pseudo-saldi….!!!! A nessuno importa che questi venditori non delinquono ma tirano a campare.
Cordialmente.
In effetti, vorrei tanto che le Ordinanze Sindacali venissero applicate, seguendo le leggi nazionali. Sarebbe a dire che, se per caso quei borsoni potrebbero essere giudicati pericolosi da una normativa Italiana, il Sindaco potrebbe emanare un atto d’Ordine alla Polizia Locale al fine di far salvaguardare il rispetto della detta norma nazionale, applicando la sanzione che essa stessa prevede.
x hi-tech
evita di andare ad alassio con il borsone.se sei italiano e bianco dubito che qualcuno ti noterà e ti farà il verbale
I vù cùmpra sono l’ultimo anello di una catena che si basa sullo sfruttamento dei più deboli.
Scoraggiare questa attività è un’azione giusta anche nei confronti degli immigrati che vengono in Italia in cerca di un lavoro dignitoso.
Non condivido affatto che si gridi (giustamente) allo scandalo se gli extracomunitari lavorano in nero in campagna o nell’edilizia, ma che si tolleri che gli stessi siano sfruttati nel commercio abusivo che oltretutto danneggia anche l’economia dei negozianti regolari.
X VESPA: da una parte sono daccordo con lei,dall’altra penso che la maggior parte di quelli che vendono sulle spiagge sia gente che lo fa x se e non comandati da altri,certo che se levano loro questa piccola fonte di sopravvivenza non possono fare altro che mettersi a rubare e sarebbero più propensi ad entrare a far parte di spacciatori e altro.
marco77 ha scritto il 19 Agosto 2008 alle 19:47
x hi-tech
evita di andare ad alassio con il borsone.se sei italiano e bianco dubito che qualcuno ti noterà e ti farà il verbale
Potresti tuttavia usare una specie di burka ed un po’ di lucido scuro per la pelle (delle scarpe)
x
hi-tech ha scritto il 18 Agosto 2008 alle 17:22
…. una miriade di piccoli feudi indisciplinati dove i Governatori e i signorotti feudali potranno fare il bello e cattivo tempo…. me ne andrò da questo paese delle banane …….
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Da anni uno di questi “… personaggi ….” che regna in uno di questi feudi …. che non frequento piu’ se non in casi eccezionali
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mi scrive una raccomandata pochi giorni prima di ferragosto intimandomi …. qualcosa che si inventa …. (ora e’ la volta dell’erba alta) da fare entro 15 giorni pena…. boh forse la gogna.
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Ovviamente ricevo la raccomandata in un periodo in cui anche il portiere e’ in ferie solo perche’ me la aspetto in questo periodo in cui e’ problematico trovare qualcuno che esegua l’ordinanza.
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…. Per quanto riguarda la tassazione …. e’ lo stesso tipo che in tre anni mi ha aumentato l’ICI del 91 % ….
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Ho notato con piacere (non per la persona ma per la carica messa in discussione) che anche un presidente di regione puo’ venire arrestato ….. magari domani anche il signorotto locale …….
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Non disperare … in fondo al vaso vi e’ sempre ….
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Il vaso di Pandora ….aprì il misterioso vaso:
subito ne uscì un turbine nero che invase la stanza e si sparse per tutti i paesi,
mentre già intorno risuonavano pianti e lamenti.
In quel vaso infatti c’erano i dolori, i vizi, i rancori e tutti i mali che gli uomini primitivi ancora non conoscevano.
Pandora stava per richiudere il vaso ormai vuoto,
quando vide che sul fondo restava ancora qualcosa, …..
che Zeus aveva lasciato agli uomini perché potessero sopravvivere:
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…….. era la speranza.
X Vince
Non sono sicuro che esista un’organizzazione che li gestisca, ma alcuni vù cumprà che ho conosciuto mi hanno detto che funziona così: esistono dei distributori che forniscono la merce che deve essere pagata anticipatamente dai vù cumprà i quali la rivendono con un minimo guadagno.
Spesso i primi fornitori sono dei vù cumprà di vecchia data che a loro volta comprano da grossisti che si forniscono da altri distributori o direttamente da produttori o importatori.
Credo che spezzare questa catena di sant’Antonio, sia un dovere per coloro che si occupano di: sicurezza, fisco, lavoro (a questo proposito noto un assordante silenzio da parte dei sindacati).
Se gli immigrati non potranno più vendere le merci che gli fornisce l’organizzazione, potranno sempre fare qualche altro lavoro e nel caso in cui non dovessero trovare altri lavori, non credo che debbano essere giustificati a delinquere, visto che possono sempre tornare al loro paese.
Nello specifico ho conosciuto un marocchino che, vive in Marocco da ottobre a marzo, viene in Italia a primavera, lavora 2 mesi presso qualche az. agricola dove si guadagna 1500/2000 e e la possibilita di avere un permesso di soggiorno, le due cose gli permettono di comprare la merce e di circolare liberamente in Italia a vendere per tutta l’estate (senza pagare tasse) foraggiando i fornitori che restano prudentemente nell’ombra.
Il permissivismo sempre e comunque non aiuterà certo i commercianti; fa bene il Sindaco ad usufruire degli strumenti che il Governo della Repubblica Italiana (smettila Franco con la solita, italica, truffaldina politica del ricorso e della gabola) mette nelle sue mani e come al solito ci voleva la Lega Nord a dare voce alla gente che invoca aiuto e a dare una risposta operativa e non già demagogica.
Se ne vanno tranquillamente Vince? C’è anche chi compra merci provenienti da circuiti illegali e generate dallo sfruttamento di bambini chissà dove ancora prima di sfruttare gli extracomunitari che sono qua i quali non trovando lavoro devono cedere e sottostare volontariamente o no a chi opera non certo per il bene della comunità con la conseguenza che sul mercato vengono immessi souvenir di bassa qualità a poco prezzo sicuramente non di Albenga raffiguranti le torri del centro storico, di Alassio raffigurante la chiesetta sul porto ecc. ma collanine di una simil ambra molto luccicanti che devono fare una gran bella presa sui turisti della riviera visto che aprono continuamente negozi di queste cianfrusaglie di artigianato “locale”.
Parlando di mercato: questi extracomunitari devono anche abitare. 10 o 15 in un appartamento da 1000 euro possono permetterselo, la coppia di Albenga a 1000 euro non ce la fa! La coppia di Albenga resta con i genitori e non procrea, l’appartamento resta a 1000 euro più aggiornamenti istat e robe così.
Parlando di mercato: questi extracomunitari devono anche lavorare. 1000 euro di stipendio in nero nelle campagne lo possono trovare e ne spediscono la metà in Marocco, Pakistan, India, Tunisia, Polonia ecc. 1000 euro lordo in regola la coppia di Albenga non lo trova neanche! La coppia di Albenga non si forma e non procrea, gli agricoltori danno 1000 euro all’extracomunitario che vive a cavallo di Italia e Marocco con tappe al Kebab o in Moschea costruita da noi Italiani coi soldi (che stanno ormai finendo) dei genitori di quella coppia di Albenga che non si è potuta formare!!!!!
Bene bravi, benpensanti.




LETTERA APERTA AI CITTADINI ITALIANI E STRANIERI PRESENTI SUL TERRITORIO
Spettabili cittadini,
Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 70 e 117 secondo comma lettera h della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale.
Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la questione di legittimità costituzionale della normativa succitata (articolo 54 commi 1 e 4 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (70 e 117 comma 2 lettera h); i quali dichiarano che la potestà legislativa, soprattutto in materia di Ordine e Sicurezza pubblica, spetta allo Stato.
Grazie.