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Articolo n° 28680 del 02/07/2008 - 17:48

Turismo, Forza Italia: “I dati effettivi evidenziano una crisi del settore”

Spiaggia bagnanti turismo

Regione. In merito alla comunicazione dei dati sull’andamento del turismo in Liguria da parte dell’assessore regionale Margherita Bozzano, i consiglieri di opposizione Matteo Marcenaro e Nicola Abbundo, del gruppo “Moderati per il Popolo delle Libertà”, esprimono il proprio punto di vista.

“Questa mattina siamo riusciti ad ottenere i dati definitivi del movimento turistico del primo quadrimestre in Liguria. Sono trascorsi solo dieci giorni dalle trionfalistiche dichiarazioni dell’assessore e i dati sul turismo del I Quadrimestre in Liguria mettono a nudo la drammatica realtà di questo settore nella nostra Regione.”

“Nei primi quattro mesi del 2008″ dichiarano i consiglieri di minoranza, “sono arrivati nella nostra Regione circa 55.000 turisti in meno rispetto al medesimo periodo del 2007 (il 6% di deficit). Se si leggiamo il dato degli arrivi di cittadini italiani, la diminuzione si attesta al 9%, con una contrazione di circa 64.000 unità. La logica conseguenza di questa forte riduzione di arrivi è un calo altrettanto sensibile delle presenze che scendono di 180.000 unità nel complesso e di oltre 225.000 se si limita il dato ai nostri connazionali.”

“Se si passano ad esaminare i dati relativi alle sole strutture alberghiere” proseguono, “la musica non cambia ed i decrementi del primo quadrimestre si attestano su percentuali del 5,42 (complessivi) e 8,29 (italiani). Il tendenziale poi rappresenta numeri da tragedia, infatti il mese di aprile segnala nel comparto alberghiero della Provincia di Savona addirittura un 40% di riduzione negli arrivi di italiani con un 35% in meno di presenze, ad Imperia siamo quasi al 19% di arrivi nazionali in meno ed un calo del 17% di presenze. Se a questi dati si aggiungono le pessime condizioni meteo che nei mesi di maggio e giugno hanno interessato la nostra regione si capisce quale potrà essere il dato semestrale, altro che il tutto va bene dell’assessore Bozzano.”

“Sul fronte degli stranieri l’incremento del 3.79% degli arrivi e del 7.48% delle presenze, oltre a rappresentare cifre sensibilmente inferiori (si tratta di 9.000 unità sugli arrivi), risente, rispetto al I quadrimestre 2007, del dato fortemente anomalo della Provincia di La Spezia che, come noto, computa una forte presenza di lavoratori trasferisti impiegati nei cantieri navali, oltrechè dei lavoratori spagnoli impiegati nel cantiere per il raddoppio della ferrovia in provincia di Imperia. Questa anomalia è confermata dal fatto che benché l’incremento, sul quadrimestre, di arrivi di stranieri si attesti in tutte le province tra il 3,5 ed il 4% le presenze a Imperia salgono al 7% e a La Spezia schizzano addirittura al 21,39%. Anche qui passando all’esame del dato mensile si riscontra come ad aprile i decrementi siano significativi sia in termini di arrivi che di presenze in tutte le realtà provinciali (a Savona ad esempio – 12,19% di arrivi e – 13,47% di presenze). Stupisce che stante l’imminenza di questi dati evidentemente catastrofici per le attività turistiche della nostra Regione l’assessore abbia avuto l’ardire, appena 12 giorni fa, di vantarsi su tutti i media per una ‘buona partenza del turismo ligure nel I trimestre del 2008′.”

“E fin qui i dati” precisano Abbundo e Marcenaro. “Nel momento in cui noi abbiamo ‘osato’ confutare le dichiarazioni dell’assessore sul I trimestre ci siamo unicamente sentiti rispondere che eravamo razzisti per il semplice fatto di avere sottolineato che i lavoratori stranieri presenti in Liguria non possono essere considerati turisti. Dimostrando, lei, in tal modo, non solo di non conoscere la definizione che di turista da la World Tourism Organization (dipartimento delle Nazioni Unite): ‘un turista è chiunque viaggi in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno e il cui scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata all’interno del paese visitato’, fatto singolare per chi ricopre la carica di assessore Regionale non perché scelta dai cittadini bensì in virtù di specifiche competenze nel settore, ma di non conoscere neppure il significato della parola turista nella lingua italiana, (dalla voce del Devoto & Oli) ‘turista: viaggiatore non mosso da motivi utilitari, bensì da scopi di svago o da interessi d’ordine culturale nei confronti dei luoghi visitati’.”

“Si reputa” concludono, “che un’assessore che non conosce neppure il significato della materia della quale si dovrebbe occupare ed è inoltre incapace di valutare lo stato di forte disagio nel quale versa l’industria turistica della nostra Regione, vedendo addirittura risultati positivi laddove invece campeggia un triste segno meno, non abbia davanti che un’unica scelta, le sue irrevocabili dimissioni nell’interesse dello sviluppo di questo settore fondamentale per la nostra economia regionale.”

 

Felix Lammardo

7 commenti a “Turismo, Forza Italia: “I dati effettivi evidenziano una crisi del settore””
ivano ha detto..
il 2 luglio 2008 alle 19:40

Colgo l’occasione di questa notizia per fare alcune osservazioni non direttamente sull’ interessante questione indicata dai due consiglieri regionali ma di carattere più generale , perchè è si giusto dare e leggere i dati numerici e le scale di raffronto , ma se l’articolo vuole dare la notizia che il turismo , in Liguria non va affatto bene, allora è possibile collegare anche semplici riflessioni. E’ vero ? Siamo alla lenta (ma neanche tanto lenta ormai ) agonia di un “sistema” turistico mai strutturatosi e mai veramente decollato. Pare non esista nessuna struttura stabile , pubblica o privata, che tratti veramente di turismo e non esistono di conseguenza schemi testati e pianificazioni che lo riguardino veramente. Sembre rimangano soltanto gli sprazzi di luce di chi con buona volontà cerca e inventa soluzioni temporanee.
Questo interesse generalizzato è sicuramente positivo ma richiedeva un deciso potere di coordinamento per evitare che il disordine annullasse l’importanza del settore turistico, sulla cui indispensabilità nessuno dubita più. Le ragioni dell’ ormai imminente fallimento economico/funzionale sono molte , troppe per essere contenute in questo breve pensiero, però alcune si possono comunque indicare : individualismo, gelosia, comodità per dirne alcune legate al comportamento e poi conflitto d’interessi , speculazioni, posizioni di rendita , potere contrattuale per dirne altre che segnano la strada gestionale e imprenditoriale di molte categorie. Ora forse è veramente finita , anche l’ultima frutta è stata mangiata e non resta altro. O meno, non dovrebbe restare altro , ma purtroppo, anzichè provare a cambiare, si attenderanno ancora i grandi rilanci dati dalle grandi e nuove realizzazioni immobiliari in itenere, che qualcuno pensa cambieranno il volto dei nostri Paesi integrando complessi e strutture di cui abbiamo (a loro dire) urgente bisogno. Purtroppo ci dimentichiamo su cosa si era formato il nostro turismo e su quanto nei tre decenni di crescita 60/70/80 non si è fatto pensando che non avesse mai a finire. Erano i tempi degli Alberghi pieni, agenzie tutto esaurito, bar , ristoranti e pizzerie al lavoro. Bagni marini dalle due alle 12 file di ombrelloni. Le discoteche e sale da ballo , tante e ovenque. Certo un pò di austerity c’è stata ma bazzecole di fronte ad ora. Poi dagli anni 90 in poi , l’inizio dei problemi. Il mare sporco, le strade , i parcheggi, gli alberghi senza bagno nelle stanze, i bar non più per gli aperitivi e i gelati ma sale per fumatori e giocatori di carte. I ristoranti , non tutti per fortuna, divenuti non il centro dove trovare della cultura del cibo tipico ligure , ma una forzata tappa per la sopravvivenza. Le pizzerie sempre più internazionali. Lo shopping anchesso mondializzato. un’ avversione per la musica anche del pianobar. Eppure il tanto denaro guadagnato in quei decenni, un po da tutti , dagli imprenditori alle banche, dai commercianti, dagli operatori in grigio scuro …avrebbe potuto servire a cambiare di un qualcosa il corso delle cose, magari un depuratore, una piccola rete delle acque bianche, un palazzotto sul mare in meno, un ufficio di informazioni turistiche in più, qualche parcheggio pubblico in più , qualche addetto al turismo in più e qualche addetto alle cazzate in meno. Allora si poteva fare , ora non più. Adesso le soluzioni dovranno passare prima dal conflitto sociale che attende di esplodere con i problemi economico-finanziari che covono sotto la cenere.

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milena d ha detto..
il 2 luglio 2008 alle 19:53

Ma dovete proprio appellarvi a queste polemiche sterili e stupide su cifre, percentuali, su come siano da conteggiarsi gli stranieri, giusto per dimostrare, nella polemica, piu’ o meno demagogicamente, che “l’altro” ha torto, e rimanere soddisfatti di questo e dell’eventuale clamore suscitato, e morta li’?

Andiamo ai fatti, piuttosto:

- c’e’ crisi economica, in aumento, legata ai prezzi, soprattutto dei carburanti, legata al lavoro in diminuzione e sempre piu’ precario. E’ evidente che sempre meno persone possono permettersi le ferie

- la Liguria in generale e’ una regione con forti sofferenze: troppe seconde case, viabilita’ al collasso, inquinamento, mancanza di vivibilita’ adeguata, mare sempre piu’ sporco, difficile coesistenza di porti, insediamenti energetici e industriali, e zone turistico-balneari

- manca una cultura adeguata del turismo e si tende ancora allo sfruttamento economico del villeggiante

Signori, la torta di riso e’ finita. O prendiamo atto dei veri problemi, destra sinistra ecc, o con queste ridicole polemiche sulle percentuali di stranieri non se ne esce e si fa solo dell’inutile polverone.

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rocch ha detto..
il 2 luglio 2008 alle 23:21

Qualche osservazione:

Il dato non deve stupire: l’offerta nella fascia temporale estranea al periodo tipico estivo, in senso lato, risente della situazione del costo dell’offerta e della qualità in rapporto al prezzo sia delle strutture ricettive che degli immobili privati messi a disposizione…Nel periodo di normale più significativo afflusso (estivo) c’è da rimarcare un fenomeno che gioca a sfavore del turismo ed è rappresentato dall’assenza di adeguati, numericamente, spazi di spaiggia libera….per cui di fronte ad un’ offerta che, in tempi di costi in aumento per il trasporto, potrebbe essere premiante, si preferisce “favorire” la “colonizzazione” del demanio pubblico, a vantaggio di pochi ma creando poi danni indiretti a tutti i settori che potrebbero beneficiare dell’afflusso di maggiori turisti. Manca poi una struttura ricettiva “low cost” fatta di soluzioni che consentano di adeguare l’offerta ricettiva alla durata della permanenza che, vuoi per i costi, vuoi per le mutate esigenze, non è più di lungo periodo ma di piccola durata

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Socrate ha detto..
il 3 luglio 2008 alle 10:41

gentile milena d, non si può non essere d’accordo con lei: la torta di riso è fintia.
Nella nostra regione, a differenza che in altre del nord est e nord ovest, nessuno, nè destra nè sinistra,. ha mai voluto fare una seria politica del turismo, organizzata, facendo scelte e prendendo posizioni.
Quello che la maggior parte dei nostri politici sa fare è un po’ di polemica sui numeri alla pre vigilia elettorale per cercare di tirare dalla propria parte i meno informati o i meno accorti.
personalmente sarei disposto a votare chiunque avesse almeno una idea discreta (non dico buona) su come risolvere i problemi e fosse disposto a lavorare seriamente per portarla fino in fondo. Purtroppo questo non accade: ci sono proclami, insulti, accuse da una parte e dall’altra e intanto noi, tra un po’ di pioggia e un po’ di recessiona andiamo a bagno, complice anche il fatto che la nostra classe imprenditoriale turistica, salvo rare eccezioni, preferisce accumulare piuttosto che innovare o investire.

Ha pienamente ragione lei: sarà meglio che anche qualcun altro oltre a noi si renda conto che la torta di riso è davvero finita… e da tempo…

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hi-tech ha detto..
il 3 luglio 2008 alle 12:52

@Ivano: pienamente daccordo sino a “Eppure il tanto denaro guadagnato in quei decenni….” il punto é proprio questo: gli imprenditori turistici nostrano SI FREGIANO SOLO DI QUESTO APPELLATIVO…ma l’imprenditoria é un altra cosa.
Imprenditoria é anche sapersi conformare alle variazioni dei mercati e riconvertirsi, pianificare e migliorare l’offerta, sopratutto in termini di rapporto QUALITA’/PREZZO. Le affermazioni tese a riversa responsabilità solo sulla gestione della regione sono STRUMENTALI E DEMAGOGICHE. Vogliamo arrivare all’assistenzialismo per la categoria dei “poveri” ex-albergatori-ora-residence che credevano di “fare l’uovo da due rossi” e invece hanno preso una sonora cantonata? O, peggio che hanno chiuso l’albergo e realizzato tanti simpatici bilocali che si sono venduti nel periodo grasso? O che ora affittano senza pagare le tasse e gestiscono di fatto un attività ricettiva occulta?
Vogliamo dare un piccolo aiutino a quei “poveri” titolari di concessioni demaniali delle spiaggie private che hanno dovuto subire il rincaro dei costi concessori (minori di 1 euro a metro quadrato….) e che negli anni d’oro lavorando 5 mesi l’anno si potevano permettere di comprarsi 3 alloggi ogni anno solare? O vogliamo dare un aiutino a quei poveri albergatori che resistono ancora e che non investono NIENTE a fin e stagione nella loro attività e che poi si lamentano perché non ci sono clienti ad occupare le loro fatiscenti strutture…? Vogliamo creare delle forme di sovvenzione per quei poveri gestori di bar o di risptranti che hanno raddoppiato il prezzo di un affogato al caffé o che ci voglioni far credere che la pizza margherita deve costare 5 o 6 euro? O che ti mettono una pastasciutta con il pomodoro della scatoletta a 8 Euro…..se va bene?
E poi giù a lamentarsi…a protestare perché i crocieristi vanno all’Outlet di Serravalle, perché i turisti vanno in Spagna…etcetc…. Mi fanno ridere.
Cari esercenti, gestori, e tutto il comparto e indotto: avete munto la mucca bene sino ad ora? Adesso la torta di riso i turisti se la portano da casa e voi mietete quello che avete seminato: NULLA!
Ma per favore….
Macché imprenditori… l’imprenditoria é un altra cosa.
l’INICA

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Antonio Marotta ha detto..
il 3 luglio 2008 alle 15:34

Già, cara Milena, la torta è finita. Ed è inutile e squallido, a parer mio, chiedere le dimissioni di un assessore perchè ha fatto valutazioni sbagliate sul turismo locale. E’ un patetico pretesto, poichè la crisi non è a livello regionale, ma nazionale. E non ci vuole un genio per poterlo capire.
Ieri, Draghi ha lanciato il suo ennesimo appello: signori, attenzione, avanti così non si può andare. Molti italiani non faranno vacanze quest’anno, già arrivano a malapena a fine mese, figurarsi se pensano alle vacanze. Ma forse, qualcuno non se ne è ancora reso conto.
Mi viene in mente la scena dell’orchestrina sulla nave, che continuava a suonare, mentre questa cominciava ad affondare.

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lui la plume ha detto..
il 3 luglio 2008 alle 20:16

Seconde case. ma perche’ sono tanto osteggiate?
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La casa in liguria per “noi” milanesi piu’ che una seconda casa e’ sentita come una parte cella casa in cui viviamo, la parte piu’ bella quella dove ci rechiamo appena possibile e .. raggiunta la pensione quella dove portare anche la residenza.
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E non e’ vero che i milanesi si portiano la torta da Milano, se lo fanno e’ solo perche’ qui non la si trova.
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Ma le vedete le code di macchine in direzione liguria il venerdi’ e quelle in rientro alla domenica?
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Io queste code le vedrei piu’ come opportunita’ che come un fenomeno di disagio.
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Se in quelle poche ore si potesse anche accedere agli esercizi commerciali fino a mezzanotte e piu’ il fatturato potrebbe decollare …. certo se trovato uno straccio di parcheggio non si puo’ piu’ spostare la vettura pena la sosta impossibile …. si lascia perdere e ci si deve organizzare nelle proprie quattro mura.
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I costi …. io trovo spesso cose convenienti …. nei negozietti ….. quando riesco a trovare un posto … se non lo trovo me ne torno indietro o vado al “gabbiano”.
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I treni poi non esistono …… e’ meglio pensare che non esistano.
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Cosa succedera’ quando con la TAV in un tempo ben minore si potranno taggiungere in treno altre localita’?
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Spesso alcune cose piacciono cosi’ come sono … il problema e’ renderle accessibili.

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