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Articolo n° 30236 del 28/07/2008 - 14:17

Piattaforma Maersk, passa la delibera: prima pietra a gennaio 2009

sala consiglio Vado

Vado Ligure. Con nove voti a favore (maggioranza) e cinque contrari (minoranza) è stata approvata dal consiglio comunale di Vado Ligure, la delibera relativa progetto definitivo della piattaforma contenitori, sulla base delle modifiche apportate all’accordo di programma.

Oltre cinque ore di discussione, in una sala consiliare al limite della capienza e con una temperatura vicina ai 30°, che ha visto gli interventi del sindaco vadese Carlo Giacobbe, della vicesindaco Monica Giuliano (pesantemente insultata dai manifestanti al suo arrivo al consiglio), e del neo componente della maggioranza Bovero, mentre per gli esponenti dell’opposizione hanno preso la parola Franca Guelfi, Enrico Illarcio, Attilio Caviglia, Maria Teresa Abrate e Pietro Toso. Assente invece il neo consigliere di Rifondazione Comunista nominato nel consiglio odierno al posto del dimissionario Mauro Lami.

Ora la delibera del Comune passerà al vaglio della conferenza dei servizi deliberante che renderà esecutivo l’accordo di programma, con probabile inizio dei lavori nel gennaio 2009.

Alle accuse di aver “venduto” il Comune così ha risposto il primo cittadino vadese Giacobbe: “Con questa delibera il ruolo del Comune è e sarà fondamentale affinché tutti gli accordi siano rispettati”.
Soddisfatto per l’esito del voto del consiglio comunale il presidente della Port Authority, Cristoforo Canavese: “Si è fatto davvero di tutto per minimizzare l’impatto ambientale dell’opera; le richieste avanzate dal comune sono state inserite nell’accordo di programma, che ora con la delibera odierna potrà diventare finalmente esecutivo”.

- Agg h. 15,15 Tattica dell’ostruzionismo da parte dell’opposizione consiliare a Vado Ligure, dove è in corso la discussione sul progetto definitivo della piattaforma contenitori. All’inizio della seduta è stata chiesta, infatti, una riunione dei capigruppo. Nel frattempo è arrivato nella sala consiliare anche il Questore di Savona, Giovanni Trimarchi.

Agg h. 14,40 Qualche momento di tensione all’arrivo del sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe nella sala consiliare per la discussione sul progetto della piattaforma Maersk: insulti e fischi nei confronti del primo cittadino vadese e qualche polemica per la capienza massima consentita nell’aula del consiglio, scesa a 48 posti. La seduta sta per prendere inizio.

Agg h. 14 Ad un’ora dall’inizio dalla seduta del consiglio comunale, “a porte chiuse”, di Vado Ligure è iniziata la contestazione dei cittadini contrari alla realizzazione della piattaforma contenitori. Nei pressi dell’aula consiliare di via Alla Costa si sono radunati una cinquantina di oppositori. Alcuni di essi fanno capo alle associazioni da sempre contrarie al progetto Maersk: Vivere Vado, Movimento firme e Gruppo misto. Presenti anche i gruppi di Rifondazione Comunista e Verdi, che compattano il fronte del No.

Sotto lo sguardo vigile di carabinieri, Digos e polizia, i contestatori intonano cori contro la piattaforma portuale ed espongono numerosi striscioni. Lo slogan più ricorrente è il seguente: “No alla piattaforma, rispetto per la volontà dei cittadini”. Al momento la situazione è tranquilla, non si segnalano episodi di particolare tensione.

Nell’aula consiliare si riunirà l’assemblea per sancire il nuovo accordo di programma per la realizzazione della piattaforma contenitori. Il documento è il frutto della mediazione della maggioranza, che aveva chiesto maggiori garanzie ambientali, Port Authority e Maersk. Se il parlamentino vadese darà il via il libera, Maersk provvederà alla redazione del progetto definitivo che sarà sottoposto alla valutazione al Comune e alla valutazione di impatto ambientale regionale, per poi passare all’elaborazione dei progetti esecutivi.

 

Felix Lammardo

7 commenti a “Piattaforma Maersk, passa la delibera: prima pietra a gennaio 2009”
Kappa ha detto..
il 28 luglio 2008 alle 15:31

Giacobbe dimettiti, te lo dici un Vadese immigrato (ma che segue anche da lontano), il mancato rispetto della volontà popolare implica le dimissioni di un sindaco!
Giacobbe vattene! No alla piattaforma Maersk, no alla distruzione di uno dei più bei tratti di costa ligure (quì non c’è un emergenza, come in campania, qui ci sono viceversa delle multinazionali sorrette da alcuni poteri, che si fanno beffe della volontà popolare e distruggono l’ambiente, peraltro non illudetevi dove in passato si è ceduto il passo, vedi sestri Ponente, i benefici che hanno ricevuto i locali sono stati davvero pochi…a fronte di un impatto paesaggistico violentissimo e invasivo…).

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antonio gianetto ha detto..
il 28 luglio 2008 alle 21:46

la mia amica Franca ( O bella ciao ) di cognome fa Guelfi.

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acrobat2004 ha detto..
il 28 luglio 2008 alle 21:53

Prima di tutto una precisazioni: una esponente dell’oppsizione, movimento Vivere Vado si chiama Franca Guelfi e non Guerci, l’altro rappresentante dell’opposizione di chiama Attilio Caviglia e non Ilario, questo per la precisione. In quanto al Consiglio Comunale e al suo esito non poteva che finire così; con una sala consiliare con posti numerati, non più di 48 posti da occupare, finestre chiuse, tapparelle abbassate e temperatura molto alta per ovvi motivi, beh ogni persona di buon senso e di qualsiasi colore politico può o potrà trarre conclusioni. Un Consiglio convocato in fretta e furia a fine luglio alle tre del pomeriggio su un ordine del giorno che includeva un tema determinante per la vita futura di Vado Ligure ha solo un nome che per rispetto dei vadesi non nomino ma che é degno delle peggiori dittature, altro che DEMOCRAZIA!. Il Partito Democratico appoggiato dall’insignificante assessore all’Infrastrutture é veramente partito (andato) perché di democratico non ha più nulla.
Grazie

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giezz ha detto..
il 29 luglio 2008 alle 15:16

Per esplicita richiesta del Comune di Vado sulla piattaforma Maersk verrà realizzato anche il terminal rinfuse necessario alla Tirreno Power.
Prende quindi sempre più corpo un altra tragedia per Vado e la provincia intera, il temuto raddoppio dei gruppi alimentati a carbone.
Dopo gli studi epidemiologici mai condotti od interpretati in maniera distorta e rassicurante, la mancata misurazione dell’emissione di polveri sottili, la beatificazione della Tirreno Power scaltra nel comprarsi consenso ed articoli di giornale con l’elargizione di qualche borsa di studio e sconti ad aziende in
difficoltà, mi domando come la gente della nostra provincia possa opporsi pacificamente a questa ennesima violenza, ad un arbitrio ed ad una serie infinita di speculazioni già decise e pianificate.
Quali mezzi si debbano usare per evitare che la banda degli affaristi liguri travestiti da politici possa spremere fino in fondo uno degli ultimi feudi rimastigli, approvando in fretta e furia questa come altre opere senza senso alcuno per la nostra terra.

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antonio gianetto ha detto..
il 29 luglio 2008 alle 16:22

Resta, anche se è stata scambiata la disposizione degli ormeggi con le rinfuse, il terminal petrolifero.
A nessuno viene in mente che le petroliere possono trasportare carichi ( flash point < 60°C ) ritenuti pericolosi? a Genova ad esempio:
ART.6 – ORMEGGIO NAVI CISTERNA .-
Nel porto di Genova, esclusa la darsena petroli di Multedo, non è consentito l’ormeggio di navi
cisterne per la movimentazione di prodotti petroliferi e petrolchimici, ancorché in transito, aventi
punto di infiammabilità inferiore a 61°C.
Per consentire al consulente chimico del porto il rilascio del certificato di “gas free” o di
“inertizzazione” prima dell’ingresso in porto delle navi cisterna, destinate alle banchine in
concessione ai depositi costieri e trasportanti prodotti con punto di infiammabilità superiore a
61°C, il raccomandatario marittimo deve far pervenire una comunicazione integrativa (allegato 5)
dalla quale deve risultare:
- la tipologia del carico da sbarcare/imbarcare o in transito nel porto di Genova;
- condizione delle cisterne vuote o parzialmente vuote che abbiano contenuto eventuali prodotti
con punto di infiammabilità inferiore a 61°C.
L’Autorità Marittima si riserva la facoltà di valutare, volta per volta, eventuali richieste di
ormeggio di navi cisterna che transitano con prodotti petroliferi/petrolchimici aventi punto
di infiammabilità inferiore a 61°; nel caso in cui l’istanza venisse accolta, l’Autorità
Marittima assegnerà l’ormeggio ritenuto più idoneo, tra quelli destinati ad attività di
deposito costiero, e stabilirà le precauzioni da adottare durante la sosta dell’unità per la
prevenzione di eventuali incidenti in relazione al quantitativo ed alla tipologia del carico in
transito.
Le navi cisterna vuote, destinate all’ormeggio nell’area delle riparazioni navali per lavori,
prima dell’ingresso in porto devono essere in “gas free” attestato dal consulente chimico del
porto ; inoltre, l’agente marittimo dovrà far pervenire alla Capitaneria di porto -sez.tecnica una
comunicazione dalla quale risulti la tipologia e la quantità dell’ultimo carico trasportato.

OGNUNO COMUNQUE, NEL SUO PORTO, PER QUANTO RIGUARDA LA SICUREZZA, STABILISCE LE REGOLE A SECONDA DI COME VALUTA IL PROBLEMA.
Forse a Genova sono non un po’ troppo prudenti.

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lui la plume ha detto..
il 29 luglio 2008 alle 22:41

Ecco una pessima notizia.

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steva ha detto..
il 29 luglio 2008 alle 23:21

Ancora una domanda : secondo voi chi e’ onesto ed e’ disposto ad un dialogo democratico ha bisogno di essere scortato e protetto dalla polizia , perchè non si sente tranquillo al cospetto dei suoi stessi elettori ?
Ed inoltre d’ora in avanti, e negli anni a venire si farà scortare anche quando andrà a fare la pipì ?

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