Dal Cav di Albenga acqua per Eluana Englaro
Albenga. “Portate litri di acqua al Centro di Aiuto alla Vita di Albenga, lasciatela nei pressi della Culla per la vita, date da bere a Eluana Englaro, perché non possiamo lasciarla morire di sete e di fame”. Questo il messaggio che da venerdì 18 e fino a domenica 20 girerà in pubblicità sonora per tutte le città del territorio savonese, su iniziativa dei volontari del Cav ingauno.
Anche dal ponente ligure, quindi, un’adesione all’iniziativa promossa da “Il Foglio” di Giuliano Ferrara, che ha lanciato l’idea di posizionare bottiglie d’acqua sul sagrato del Duomo di Milano, accanto alla porta principale, come segnale di protesta per la decisione del tribunale di Milano di autorizzare la sospensione dell’alimentazione e idratazione per Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente dal 1992.
I responsabili del Cav di Albenga spiegano: “Chiediamo alla gente comune un gesto di sostegno alla vita di Eluana e un segno concreto di rifiuto per una pericolosa mentalità eutanasica che a poco a poco elimina il diritto alla vita, in qualunque circostanza e stato di essere”. E l’invito viene rivolto anche al Vescovo di Albenga, mons. Mario Oliveri, al ministro delle attività produttive Claudio Scajola, al presidente, agli assessori e ai consiglieri della Regione Liguria e della Provincia di Savona, nonché ai sindaci savonesi.
“Porterò anche io acqua, insieme a Giuliano Ferrara, in piazza Duomo a Milano giovedì pomeriggio, perchè sono convinto che per Eluana Englaro non sia arrivato il momento dell’estremo saluto. Raccoglieremo litri di acqua anche al Centro di aiuto alla vita di Albenga da venerdì e fino a domenica, passando per tutte le città e chiedendo alla gente di partecipare” afferma Eraldo Ciangherotti, presidente del Centro di Aiuto alla Vita albenganese.
“Eluana ha semplicemente bisogno di bere e di mangiare – osserva Ciangherotti – non può parlare per chiedere la morte, dice il padre, Beppino Englaro, ma non può parlare neppure per chiedere ancora acqua e cibo: ecco perché nessuno ha il diritto di sfilare via il sondino naso-gastrico, neppure per protagonismo politico, nè per eroismo laicista o per spirito liberale. Eluana oggi ha semplicemente tutto il diritto di continuare a vivere, ha tutto il diritto di ricevere le cure e l’assistenza che non sono mai venute meno, ha tutto il diritto di non essere abbandonata dalla società. Un diritto per certi versi scomodo per tutti noi, ma è il diritto alla vita di Eluana Englaro”.
3 commenti a “Dal Cav di Albenga acqua per Eluana Englaro”
Il CAV fino a l’altro ieri non sapeva neppure chi fosse Eluana. Aderire alle iniziative di Ferrara non e’ una cosa che possa dare lustro all’associazione, anzi , ci aiuta a capire come mai fino a ieri il CAV (Carneade chi era costui ? ) non sapeva neppure chi fosse Eluana.
Rispettiamo il volere e la volontà dei geniori e di Eluana . Pensate non ci sia stata sofferenza e pensate che non continui ad esserci per i suoi genitori . Smettetela di essere dei sepolcri imbiancati e per una volta ,almeno per una volta siate misericordiosi .
In africa , ogni giorno, muoiono moltissimi bambini perchè non hanno acqua da bere .
Gent.mo Cingherotti non sprecate ancora una volta la vostra acqua e rispettate le volonta’ di Eluana e dei suoi genitori.
Ognuno ha le sue motivazioni per un sì o per un no. Ed entrambe meritano rispetto. Ma, c’è sempre un ma, questa storia sta assumendo una dimensione sensazionalistica, quando invece ci vorrebbe più pudore e discrezione. Ha ragione Steva: fino a ieri nessuno sapeva chi fosse Eluana, e oggi serve a Ferrara per avere il suo quarto d’ora di celebrità. Quanta ipocrisia in questi atteggiamenti.
Il problema dell’eutanasia è, perchè in fondo di eutanasia si tratta, sempre esistito. Meglio affrontarlo, una volta per tutte, anzichè glissare sull’argomento stracciandosi indignati le vesti.
Perchè tutto questo clamore ora? Perchè un Tribunale ha accettato le richieste legittime del padre di Eluana di porre fine a questo strazio personale? Che ne sanno Ferrara e compagnia di cosa significhi vivere per oltre un decennio con un vegetale senza possibilità di recupero?
A lor Signori vorrei ricordare che l’eutanasia non è tanto un problema per il malato senza speranza, che ai tempi in cui era in buona salute aveva lasciato come propria volontà, ma quanto per chi deve decidere il momento in cui la vita del proprio caro venga interrotta. Il tormento di un figlio, di una madre, di un marito di decidere “adesso” o di aspettare qualche altro minuto, non si sa mai. Quel tormento di aver deciso “adesso” che non ti lascerà mai, anche se sei consapevole di aver deciso secondo necessità, e la volontà del tuo caro.
Auguri Eluana, la vita non è stata generosa con te. Spegniti in pace.


E’ curioso come chi è sempre vissuto dentro una campana di vetro si possa arrogare il diritto di insegnare a noi, umili servi del Signore, cosa significa soffrire…