Albenga, requisite le biciclette in piazza Matteotti
Albenga. C’è un comune che sembra andare proprio controcorrente, rispetto alle tematiche ecologiche e circa la politica del rispetto dell’ambiente: è quello di Albenga, dove, con vero e proprio “blitz”, sono state portate via, nel pomeriggio di venerdì, dalla piazza della stazione ferroviaria, le biciclette dei residenti e dei pendolari che ogni mattina prendono il treno per raggiungere il posto di lavoro.
“E’ assurdo” dice un gruppo di residenti, “in un momento come questo, nel quale il problema principale per tutti, è il risparmio energetico e non si fa altro che parlare di incentivo al trasporto pulito, invece di premiare chi cerca di usare la bicicletta al posto dell’auto, si penalizzano coloro che hanno scelto di fare il tragitto da casa alla stazione in bici, anziché in auto”.
Anche se in Comune spiegano questo intervento come strategia per dare più pulizia ed ordine alla piazza della stazione ferroviaria, biglietto da visita per la città, per coloro che giungono ad Albenga in treno (ed in effetti una vecchia ordinanza impone la rimozione di bici o motorini che impediscono il passaggio e vieta ai possessori di questi mezzi di fissare qualsiasi mezzo di trasporto agli arredi urbani) i cittadini sono stupiti per questo blitz: “Avrebbero almeno dovuto avvisare” dice un pendolare rimasto appiedato, “affiggendo dei cartelli il giorno prima. Ora sono state messe due nuove rastrelliere, ma ne servirebbero molte di più, se davvero si vuole incentivare la bicicletta. Penso che quello che è stato fatto in piazza Matteotti non sia stata una bella mossa, per l’immagine che l’amministrazione vuole dare di sé”.
“E’ vero” dice Angela Bianco, “fanno tante chiacchiere sull’ecologia e poi se la prendono con chi va già in bici e nel suo piccolo cerca già di fare qualcosa. Certo è giusto che ci sia più ordine e sicurezza, ma che senso ha portare via qualche decina di bici, mentre ci sono ben altri problemi più gravi da risolvere. Pensavano che fossero degli extracomunitari, invece erano di tanti residenti che si sono risentiti”.
“Non vorremmo” dichiara Rosa Da Ros, “che questo blitz fosse da collegare con la protesta che un gruppo di cittadini, residenti proprio nella zona della stazione ferroviaria, aveva annunciato proprio lunedì. Siamo andati in comune per protestare contro i parcheggi a pagamento che potrebbero essere istituiti nella zona”.
“Siamo pronti” dice Mariella Arcarisi, firmataria di una raccolta di firme contro le nuove zone blu, “a dare eventualmente battaglia. E’ assurdo che i comuni tolgano l’ici e poi ci facciano pagare altri balzelli. Ci auguriamo che venga al più presto risolta la questione, in caso contrario avvieremo procedure di lotta simili a quelle fatte in altre città per il mantenimento dei posti di sosta libera”.
Riguardo alle biciclette, verso le quali l’amministrazione ha dimostrato, negli ultimi anni, impegno e sensibilità, realizzando nuove piste ciclabili, va segnalata infine la richiesta degli abitanti della zona della stazione: “Ci auguriamo che venga portato avanti il lodevole piano dell’amministrazione comunale di Albenga, volto all’ampliamento delle zone pedonali, ecologiche e ciclabili, comprendente anche l’installazione di posti di noleggio gratuito delle biciclette, così come già avviene con successo in altre città in Italia”.
3 commenti a “Albenga, requisite le biciclette in piazza Matteotti”
Io x andare a fare le visite all’ospedale di sv ci vado in treno cosi lascio la bicicletta in stazione e la lego ai pali non sarà bello però le rastrelliere sono piene e avolte ci sono bici smontate e lasciate li x gg interi.
Il comune sta proprio pensando di riempirci di tasse e multe beati loro che possono farsi accompagnare ovunque.In auto per andare a sv si spendono circa 18 euro fra benzina e autostrada e mi dicono che non posso lasciare la bici che col treno spendo 6’60.Invece di rompere a noi poveri cittadini guardate altre cose che sarebbe meglio.
MA il problema che anche noi abbiamo posto alla amministrazione, è giustissimo togliere le biciclette legate agli arredi pubblici, ma bisogna assolutamente aumentare il numero di rastrelliere in città adesso se nè contano una ventina…troppo poche…e nella zona mare sono praticamente assenti.
Quindi prima di tagliere le catene delle biciclette cerchiamo di rendere possibile la loro collocazione in modo appropriato.


Ad Albenga, troppo spesso, si vedono decine di biciclette parcheggiate ovunque che rendono difficile il transito sui marciapiedi.
Non solo in piazza Matteotti, ma anche in piazza del Popolo, nel centro storico e altrove.
Utilizzare la bicicletta è una attività lodevole ma non giustifica la maleducazione; parcheggiare la bicicletta sul marciapiede legata ad un corrimano o a un segnale stradale impedisce il transito di carrozzine, portatori di Handicap e anziani.
Requisire le biciclette, ma anche le moto, parcheggiate in modo selvaggio deve essere un preciso impegno di tutte le amministrazioni comunali e non è affatto necessario avvisare prima di agire.
Sarebbe anche opportuno che periodicamente si facesse un pò di pulizia nelle rastrelliere e nei parcheggi delle moto dove troppo spesso vengono abbandonati bici e ciclomotori che tolgono posto a quei cittadini che userebbero adeguatamente i posti disponibili.
Per quanto riguarda i parcheggi a pagamento, è chiaro che i comuni da qualche parte i soldi dell’ICI li devono prendere.