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Regione, rapporto sulla sicurezza urbana: Savona capitale delle truffe

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[thumb:5709:l]Regione. Un alto numero di maltrattamenti in famiglia a danno di donne che si affidano alla presa in carico dei servizi, atti delittuosi commessi da minori italiani e stranieri, alto numero di reati legati a danneggiamenti connessi, talvolta, ad atti di estorsione e il fenomeno delle truffe agli anziani. Sono queste alcune ipotesi interpretative emerse dal II° rapporto sulla sicurezza urbana coordinato dall’osservatorio regionale sulla sicurezza che offre una ricognizione dei reati denunciati nel 2007.

Dall’analisi emerge un quadro complesso e diversificato: con un numero di omicidi volontari ridotto a poche unità e frutto di relazioni interne alla cerchia parentale e ai conoscenti abituali e il triste primato raggiunto da Genova per quanto riguarda gli incidenti stradali che nel 2007 hanno provocato 23 morti pari all’85% sul totale della provincia che portano il capoluogo ligure a detenere, insieme a Torino il triste primato per numero di incidenti stradali in Italia.

Di rilievo invece è il numero dei delitti che va dalle lesioni colpose alle percosse fino alle minacce e alle ingiurie, in cui la provincia spezzina detiene i quozienti più alti della regione, nel caso delle lesioni (197,4 per 100.000 abitanti), delle percosse (24,4 per 100.000 abitanti) indicatore generale di una conflittualità urbana e di un disagio giovanile diffuso che conta il maggior numero di denunce nel fine settimana. Nella provincia di Genova le denunce per danneggiamento raggiungono il picco a livello regionale: 1.887 denunce ogni 100.000 abitanti di cui l’83% commesse nel capoluogo ligure, praticamente il doppio delle restanti province.

Per quanto riguarda la violenza contro le donne tra le quattro province liguri sono La Spezia e Imperia a contendersi il primato delle denunce per violenza sessuale, 12,2 ogni 100.000 abitanti. Mentre i furti con strappo e con destrezza (scippi e borseggi) e le rapine in pubblica via fanno registrare nel capoluogo ligure il più alto numero di denunce; mentre Savona ha la maglia nera per il numero di truffe (644 denunce per 100.000 abitanti) in gran parte effettuate a danno di anziani, seguita a ruota da La Spezia con un quoziente di delittuosità pari a 506 denunce su 100.000 abitanti.

Dal recente rapporto sulla criminalità in Italia risulta che in Liguria la n’drangheta cerca di riprodurre i meccanismi operativi e funzionali già sperimentati nelle aree di origine, per assicurarsi l’acquisizione di mercati e la presenza di organizzazioni logistico-strategiche. Relativamente alla devianza minorile secondo il rapporto dell’Osservatorio i dati che le fonti ministeriali forniscono risultano ancora insufficienti, pur rappresentando un passo avanti. Tuttavia si può affermare che in Liguria negli ultimi anni si è registrato un tasso di delinquenza ( 24 delitti per 1000 residenti 10-17enni) superiore alla media italiana, in particolare per i reati contro il patrimonio come furti e danneggiamenti commessi da minorenni.

Il problema appare più grave a Genova e a Imperia (26 delitti per 1000) dove la dispersione scolastica appare più accentuata, mentre un focus realizzato su 728 studenti liguri ha rilevato tassi di delinquenza che non si discostano dalle medie nazionali.
Dall’osservatorio sulla sicurezza urbana della Regione Liguria composto da Marco Cafiero, Franco Celentano, Uberto Gatti e Realino Marra oltre all’analisi sulla delittuosità in Liguria giunge anche un richiamo sulla lettura dei dati. “Abbiamo cercato di evitare – spiega Padovano – la banale comparazione del 2007 sul 2006 perchè statisticamente questi dati non consentono di spiegare le tendenze di fondo che è opportuno rilevare su periodi più lunghi, forse già dal prossimo anno si potrà meglio interpretare la realtà e quindi l’incisività delle politiche anti-crimine”.

Nel lavoro dell’Osservatorio sulla sicurezza urbana trovano posto: un’analisi dei procedimenti penali relativi ai reati acrivibili al crimine organizzato nella provincia di Imperia, uno studio sul fenomeno delle violenze alle donne, una sezione dedicata ai percorsi migratori dei giovani latinos presenti a Genova e l’illustrazione di alcune esperienze di prevenzione e intervento nel contrasto delle truffe alla Spezia.

L’assessore regionale alla Salute e alla Sicurezza, Claudio Montaldo ha espresso il suo “apprezzamento nei confronti del lavoro dell’Osservatorio e ringraziamento alle Prefetture e alle forze dell’ordine per la tempestività con cui hanno inviato i dati”. “Credo – ha detto Montaldo – che lo strumento di cui disponiamo sia decisivo per la programmazione regionale e per la progettazione di politiche di sicurezza e cooperazione sociale da parte delle amministrazioni locali. Accanto ai dati, compito degli amministratori è quello di non sfuggire agli stati d’animo espressi dalla popolazione che delineano a tratti una percezione della sicurezza preoccupata e tesa. Per questo penso che agli importanti interventi di contrasto della criminalità e di presidio del territorio sia indispensabile associare quelle azioni che favoriscono la coesione e l’inclusione sociale, come una delle strade che rafforzano il senso di comunità e quindi di sicurezza partecipata”.

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