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Articolo n° 26687 del 03/06/2008 - 15:52

Lettera aperta al Presidente della Provincia

Anche in Provincia di Savona il parto del Partito Democratico è difficile e lascia sul terreno le sue vittime (politiche).
La “fusione a freddo” di Margherita e Democratici di Sinistra non funziona: ciascuno rivendica la sua provenienza ma, soprattutto gli ex D.S. stanno eliminando, ad uno ad uno, gli ex Margherita, considerati inutili o addirittura dannosi.
Come se solo gli ex D.S. avessero il bollino di garanzia. L’ultimo, non irrilevante episodio, è riferito a Te, Presidente della Provincia, ex Margherita, che, giunto quasi alla fine del mandato, hai chiesto di essere ricandidato.
La gelida risposta del Tuo partito è stata che, non essendo teoricamente l’unico candidato, per Te o per altri, avrebbero deciso le c.d. primarie del Partito democratico.
Come se nessuno sapesse che la stragrande maggioranza degli iscritti del Partito Democratico è di derivazione D.S. e che essi, ex PDS, ex PCI, controllano i risultati di tutte le designazioni interne con maggioranze bulgare.
Forse, a pensar male (come dice Andreotti) si fa peccato ma è davvero una coincidenza che Tu, considerato ormai inutile, forse impresentabile, sia stato gratificato della notizia del Tuo coinvolgimento in una indagine giudiziaria per fatti di otto anni fa, di quando eri Sindaco a Toirano?
Ma forse non sapevi che la tecnica dell’usa e getta” ha numerosi precedenti nella storia delle maggioranze di sinistra della nostra Provincia.
Ricordati dei Tuoi predecessori Presidenti della Provincia, prima Robutti, poi Garassini, fatti fuori (politicamente) senza scrupoli.
Ci sarà bene un motivo per cui, dopo aver fatto i Presidenti della Provincia alla guida del centrosinistra, ambedue hanno cambiato idea ed ora ne sono fieri avversari.
Questa per noi è la prova più lampante del fallimento del centro sinistra a Savona, che governa la provincia da più di 20 anni con risultati che è tanto se definire mediocri.
E’ ora di cambiare: non si può restare a dispetto dei santi (cioè di chi comanda veramente nel Partito Democratico).
Le Tue dimissioni da Presidente di una coalizione che non Ti vuole più contribuirebbero a chiarire la situazione evitando una agonia che reca solo danni alla collettività.

Livio Bracco
Gruppo Consiliare Forza Italia

Rosavio Bellasio
Gruppo Consiliare Bellasio

Roberto Nicolick
Gruppo Consiliare Misto

Eugenio Maineri
Gruppo Consiliare Alleanza Nazionale

Redazione

26 commenti a “Lettera aperta al Presidente della Provincia”
zero ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 01:07

beh….la speranza, allora, è che capiti la stessa cosa a Vaccarezza…. qualche “cadaverino” nell’armadio l’avrà anche lui, no?

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 10:11

Ma le vogliamo togliere le provincie o sono solo promesse elettorali?

Di certo PD e PDL ignorano che la gente dispone di registratori e le dichiarazioni preelettorali si possono sempre riascoltare.

Si puo’ cominciare da Savona a risparmiare …. perche’ no?

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Ceppox ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 10:59

Tanto per portare a conoscenza di tutti i lettori le normative che potrebbero portare all’abolizione delle province posto una piccola ricerca sull’argomento dalla quale si può facilmente dedurre che risulta quasi impossibile provvedere all’abolizione entro la scadenza del mandato dell’attuale amministrazione di Savona (maggio 2009).

L’Art. 114 della costituzione italiana recita: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.”

La Costituzione italiana è “rigida”, in diritto si parla di rigidità della costituzione quando le disposizioni della stessa non possono essere integrate, modificate o abrogate se non con procedure diverse e più complesse (o, come si suol dire, aggravate) rispetto a quelle previste per le leggi (intese in senso formale, come atti del parlamento). La costituzione che possiede tale caratteristica è detta rigida, in contrapposizione alla costituzione flessibile le cui disposizioni possono essere, invece, integrate, modificate o abrogate con le stesse procedure previste per le leggi.

La rigidità della costituzione implica che per integrarla o modificarla è necessario un apposito atto normativo, la legge costituzionale, adottata con procedura aggravata rispetto alle altre leggi (dette leggi ordinarie). Costituzione e leggi costituzionali sono collocate in un grado superiore alla legge ordinaria nella gerarchia delle fonti del diritto, con la conseguenza che, ove la legge ordinaria contenesse disposizioni in contrasto con la costituzione o le leggi costituzionali, le stesse sarebbero invalide in virtù del principio espresso dal brocardo “lex superior derogat inferiori”. Al fine di rendere effettiva la rigidità della costituzione, deve essere previsto un controllo di legittimità costituzionale delle leggi ordinarie (e degli altri atti che hanno la stessa forza), attuato con modalità diverse nei vari ordinamenti.

L’Art. 138 della nostra costituzione recita: “Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”

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jchnusa ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 11:56

Si,g lui la plume, ci sa spiegare come si toglie una provincia ? i tempi le modalità? A leggere i suoi commenti pare semplice le sarei grato se ci informasse grazie

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milena d ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 12:18

Che bella lettera avvelenata. Inutile dire, dal centro destra c’e’ sempre da imparare.

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jchnusa ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 14:33

chiedo scusa ma non era ancora visibile la risposta di Ceppox, comunque la domanda è sempre valida perchè sono convinto che quando si parla di un argomento bisogna quanto meno avere un minimo di conoscenza

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lucky ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 14:40

meno male che lei, cara milena, che ogni giorno ci illumina con perle di saggezza pseudo-ambientaliste et simili….

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 14:40

Le procedure per eliminare una istituzione sono lente ma inesorabili se si vogliono attuare.
.
Oggi e’ il due giugno 2008 la scadenza del maggio 2009 consente … se non si perde tempo in vani distinguo …. (lo apprendo dalla ottima precisazione a firma Ceppox).
.
Ora l’unica cosa dubbia e’ se questa strada la si vuole seguire (come piu’ volte dichiarato in campagna elettorale dai due principali partiti) oppure si e’ cambiata idea.
.
E’ lecito cambiare idea, non e’ detto che anche gli elettori la pensino allo stesso modo e decidano a loro volta di cambiare idea, e’ lecito, ma “forse” non e’ serio.
.
In questo periodo chi si presenta per occupare queste poltrone e’ bene lo dica chiaramente ….. io ho cambiato idea, senza aggirare il problema.
.
La nostra e’ una nazione libera,
la gente che la abita e’ libera di esprimere le sue opinioni,
siamo liberi di criticare (senza scendere nelle offese o nelle ingiurie ovviamente)
anche leggi costituzionali che “forse” vanno riviste con calma,
senza spirito rivoluzionario ma con quella sicurezza maturata nel tempo, …..
.
abbiamo appreso con soddisfazione la posizione di chi chiedeva il nostro voto,
abbiamo con gioia constatato un coincidenza (parziale) con il nostro pensiero,
abbiamo dato ai nostri parlamentari la possibilita’ di realizzare un sogno
accarezzato da tanti, troppi anni (25 … 30?)
.
ora non ci resta che sperare che queste persone
che riteniamo oneste e coerenti
.
portino avanti questa ed altre importanti riforme (costituzionali)
.
Se non sara’ fatto per incidenti di percorso,
anche i parlamentari possono cambiare idea,
pazienza
la procedura allunghera’ i suoi tempi,
vi sara’ un referendum,
probabilmente Savona avra’ ancora per qualche tempo una struttura Provinciale ….. poco male,
anzi
(tutto sommato sono piu’ inutili i comuni),
il referendum potrebbe anche non dare il risultato sperato ….
.
ma questa e’ democrazia …
.
ed alla democrazia non vogliamo certo rinunziare,
.
e’ grazie a Lei che oggi possiamo esprimere il nostro pensiero.
.
Il grave,
l’imperdonabile e’ l’oblio che sta’ circondando questa promessa elettorale.
.
Oggi tutti corrono al cadreghino senza alcuna vergogna …… senza abbozzare alcun tentativo di coerenza.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 15:19

Posso ? Oggi grazie alle nuove tecnologie , anche informatiche, sarebbe possibile fare nel pubblico quello che già avviene nel privato e cioè l’accentramento di determinate funzioni e strutture evitando la loro duplicazione territoriale, svuotando di fatto le strutture. ( Come gestire gli esuberi ? spesso portatori di Voti e Preferenze ? e la loro logica reazione pre-elettorale ? ) Obiettivo Carta Zero. Magari. Bello sarebbe se si potesse ridisegnare l’intero assetto dalle Regioni ai Comuni perchè solo così si avrbbero dei vantaggi concreti e non semplici tappuli che poi non dicono niente.

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 16:14

Grazie Bruno di aver riportato ad un fatto tecnico il problema.

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Hubble ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 16:33

Poichè appare improbabile che TUTTI gli schieramenti politici desiderino e vogliano eliminare le provincie, cosi’ come altri enti inutili perchè, come ELETTORI, non pretendiamo che detti baracconi, debbano costare molto, molto meno prospettiamo 1/5 di adesso, omnicomprensivo per qualsiasi carica.
Scomettiamo che in numero di coloro pronti a SACRIFICARSI per il bene comune diminuirebbe in maniera esponenziale ma alla rovescia, chissa’.

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 17:04

Questa e’ una soluzione ….
.
ma non so’ se applicabile nel pubblico.
.
In passato per “liberarmi” di un amministratore di condominio ho bocciato la sua richiesta di un aumentino.
.
E’ stato un sistema per superare con una rinunzia all’incarico il problema delle maggioranze necessarie e non facilmente raggiungibili per mandarlo via.
.
Purtroppo nel pubblico non abbiamo alcuna liberta’
l’idea che non votando l’istituzione la si possa eliminare e’ del tutto priva di fondamento ….
il cadreghino verrebbe occupato lo stesso
anche con una percentuale di votanti insignificante …..
.
No la strada giusta e’ quella istituzionale,
ma il singolo puo’ decidere liberamente se vuole o non vuole l’istituzione proposta,
ovviamente la Costituzione che prevede questa istituzione
fintanto che non sara’ variata fa’ si che il votarla sia un diritto ed anche un dovere,
se e’ vero che la propria opinione si puo’ liberamente esprimere
e’ altrettanto vero che non e’ certo lecito pubblicizzare il non voto ….
sotto elezioni potrebbe anche risultare un reato …..
forse la soluzione potrebbe essere quella di fondare un partito:

“Per l’abolizione delle Provincie”
chiedere il voto per questo partito dovrebbe essere formalmente del tutto lecito ……….

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leva1974 ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 17:16

Per Ceppox:
Nessuno chiede che le Province vengano abolite entro la primavera del 2009!, hai ragione sarebbe impossibile….
quello che infastidisce è che la promessa (peraltro espressa da ambedue gli schieramenti) di abolirle sia finita nel dimenticatoio. In base alle promesse elettorali contenute nei programmi ci dovrebbe essere circa il 95% del Parlamento (escludiamo solo l’UDC??) concorde nell’annullarle. Io sono convinto che le Province siano Enti inutili per il 60/70% e sostituibili per il resto, ma essendo una COSA pubblica anche una eventuale abolizione si trasformerebbe in una creazione di nuove cariche all’interno dei Comuni e delle Regioni!
Infine una precisazione per l’esclusione di Bertolotto dalla sfida elettorale: nessuno ha mai negato una Sua ricandidatura, semplicemente si è precisato che lo statuto di un partito come il PD prevede per ogni elezione (democraticamente) delle primarie per designare il candidato e siccome che neanche il centrodestra ha già deciso con certezza chi possa essere il Suo candidato, mi auguro che il capace Bertolotto ritorni sui suoi passi per provare nuovamente a portare il centrosinistra a governare la Provincia.

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jchnusa ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 18:13

leva1974 ma ti rendi conto che abbiamo votato il 13 14 aprile 2008 come fai a parlare di dimenticatoio ,lascia il tempo (speriamo breve) che il parlamento cominci la sua attività
mi sembra assurdo chiedere che il governo metta in essere il programma di 5 anni in 15 giorni e che parlamento appena insediato abbia già approvato tutti i provvedimenti che il governo intende portare, ma cerchiamo di essere seri

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Ceppox ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 18:33

Credo che l’abolizione delle Province si debba inserire in una riforma globale dello stato e quindi della seconda parte della costituzione. Mi auguro sia una riforma condivisa che eviti anche il referendum confermativo. Logicamente una tale riforma ha tempi medio-lunghi e nell’immediato i provvedimenti da prendere erano altri… sicurezza, contrasto alla povertà, rifiuti etc… Sono certo che di abolizione di province si tornerà a parlare, nel frattempo è logico che gli schieramenti politici si preparino alla prossima campagna elettorale. Magari i candidati potranno inserire nei loro programmi che se eletti presidenti della provincia non ostacoleranno il loro futuro scioglimento.

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 20:08

Per dirla col Manzoni »
.
Non dimentichiamo pero’
che il costo di queste istituzioni e’ piuttosto altino,
ed ho anche l’impressione che “con la cresta” sui soldini che abbiamo passato loro per farle funzionare
si siano dilettati a fare investimenti anche validi ….. “spendendo meno di quanto abbiamo fornito loro”,
.
e … hanno un bel gruzzoletto da parte …..
che potrebbe contribuire pesantemente a ridurre il debito pubblico
con tutte le conseguenze sull’economia della nazione.

Per dirla col Manzoni »

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 20:10

Per dirla col Manzoni : Adelante, Pedro, con juicio
.
Non dimentichiamo pero’
che il costo di queste istituzioni e’ piuttosto altino,
ed ho anche l’impressione che “con la cresta” sui soldini che abbiamo passato loro per farle funzionare
si siano dilettati a fare investimenti anche validi ….. “spendendo meno di quanto abbiamo fornito loro”,
.
e … hanno un bel gruzzoletto da parte …..
che potrebbe contribuire pesantemente a ridurre il debito pubblico
con tutte le conseguenze sull’economia della nazione.

Per dirla col Manzoni : Adelante, Pedro, …….

Ps per la redazione …. sarebbe bello poter eliminare un messaggio inserito … con un errore.

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Marco Bertolotto ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 21:22

Sono Marco Berolotto e mi permetto di entrare in questo interessante dibattito. Non entro nel merito dei rilievi e delle posizioni dei consiglieri di minoranza, perchè quello fa parte del dibattito normale, fisiologico, tra maggioranza e minoranza. E come sempre rispetto le posizioni, anche quando sono contro di me.
Abolire le provincie? E’ stato detto in campagna elettorale per raccogliere voti, pur nella consapevolezza di tutti, senza distinzione di colore e appartenza politica, che non è possibile farlo. La quasi totalità dei paesi europei hanno le provincie, perchè sono il miglior organo di governo di area vasta (area sovracomunale) che mantiene però ancora un rapporto con i cittadini. In Italia il vero problema sono le Regioni, che sono costosissime. A mio avviso è da evitare la sovrapposizione dei luoghi decisori. Un esempio: in materia urbanistica sono competenti il Comune, la Provincia, la Regione, ne basterebbe una sola, la Provincia.
Riflessione: quando vogliamo portare un buon esempio di governo, parliamo delle Provincie di Trento e di Bolzano: è vero che sono a statuto speciale, ma è anche vero che quella della provincia è la dimensione ottimale del governo territoriale.

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lui la plume ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 10:09

L’unica cosa certa e’ che i cittadini vogliono …….
togliere qualcosa.

Vogliono un solo interlocutore un solo sportello unico cui fare riferimento,
avviata la pratica poi questa puo’ prendere la strada che preferisce ma in tempi brevi deve portare in quel solo sportello la soluzione.

Che questo sportello si chiami comune o ufficio postale o sito internet poco importa l’importante e’ la semplificazione.

Non deve certo essere il cittadino a perdersi nei meandri della burocrazia e degli uffici che non si sa’ che competenze possono vantare.

Di certo non e’ un problema sorto oggi,
risale agli anni 60 la canzone di Valter Valdi che descriveva l’inefficenza e la disorganizzazione della macchina burocratica:
“In de la mia strada gh’è ona busa noeuva, ona busa noeuva che jer la gh’era nò. L’hoo minga vista, porca d’ona Eva, quella busa noeuva e, pamm, son borlaa giò! Me sont incazzaa e hoo dii: “Voo in del Sindich. M’hann dii de andà a parlà a on sportell. Sont andaa là e g’hoo dii: Ma come… gh’è in gir i bus senza cartell?!… In de la mia strada… sì… ona busa noeuva… ona busa noeuva che jer la gh’era nò… Me son faa mal tutt chì in su la gengiva, in de la busa noeuva, e me fa mal an’mò!” El fa: Ma a mì cosa m’importa de la soa busa?… Cosa gh’entri mì… Ch’el vaga sù al quint pian, seconda porta: l’è competenza del reparto “C”. Sont andaa sù finna al quint pian de corsa. Quand son staa sù, dopo, m’hann mandaa giò. M’hann mandaa giò in d’on altra stanza e, quand son staa giò, m’hann mandaa sù ancamò! Ghe l’hoo dii a tucc mì: “Gh’è ona busa noeuva, ona busa noeuva che jer la gh’era nò, in de la mia strada; bisognaria quattalla, se nò, porca sidella, doman l’è lì ancamò. Soo proppi nò come la sia, m’hann faa girà come on merluzz per trovà quell che poeu el saria el competent per stoppà i bus. El dis: “Ch’el faga ona domanda, poeu, dopo, me la porta chì, cont ona foto bella granda, formato duu per vintitrii!” E mì hoo scritt giò che gh’è ona busa noeuva, ona busa noeuva che jer la gh’era nò, in de la mia strada; ghe voraria ona foto, ma la mia machinetta l’è rotta e podi nò! Son vegnuu via incazzaa ‘me on negher Sont andaa a cà e l’era an’mo lì. El passava on ghisa, gh’hoo dii: Ch’el senta!” L’ha minga vista, l’è andaa denter fin chì. E mì g’hoo dii: ‘A l’è ona busa noeuva, ona busa noeuva che jer la gh’era nò. Adess ch’el gh’è andaa denter lù che l’è on ghisa, ch’el vaga e ghe le disa de quattalla giò! ”
.
Oggi “ci pare” che sia la Provincia a cadere nella “busa” e la speranza che qualcuno riesca a “quattalla giò” ci affascina.
.
Auguri presidente,
pur nella ferma convinzione che si debba “potare energicamente” concordo con Lei sul fatto che sarebbe meglio “potare altrove” ……. ma …. di certo “oggi” e’ meglio potare qualcosa in piu’ che qualcosa in meno.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 10:50

Lui , quest l’è IVG de Savona minga de Belgirat ! Si potrebbe pensare , allora , alle maxi regioni e le super provincie ?

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lui la plume ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 11:24

Ciao Bruno,
in effetti mi pare che esistano dei dubbi a proposito ….. ogni tanto ci provo e vedo che i milanesi non mancano,
ogni tanto sento parlare di una regione unica (piemonte e liguria) e la cosa non mi va’ troppo … meglio farsi sentire … con calma ……

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Marco Bertolotto ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 11:53

Se proprio si vuole pensare ad aggregazioni territoriali e amministrative omogenee, non ha senso pensare alla fusione di Liguria e Piemonte (il nome Limonte non mi affascina anche se è meglio di Piluriua!). Un’aggregazione che ha senso è la costituzione di una superdipartimento che avviene per fusione di parti di 4 provincie: l’Imperiese, il Savonese, parte del Cuneese e parte dell’Alessadrino. Il territroio, ricomposto con questa nuovi confini amministrativi, ha molte omogeneità, culturali, economiche, idrogeolgiche, e diventerebbe un vero e proprio motore trainante del Nord ovest.

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lui la plume ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 13:08

Caro Presidente …..
.
Ma qualcosa si elimina?
perche’ e’ a questo che aspiriamo,
non ad abbassare stipendi ma ad eliminare le competenze forzate, realizzate al solo scopo di far fare qualcosa ad una istituzione di per se’ inutile.
.
Sarebbe “costituzionalmente ammissibile” da quattro provincie farne una sola?
senza tirare in ballo procedure macchinose e “forse” (io sono ottimista) impercorribili ….
.
Caro Presidente ….
.
Vista l’immediatezza e l’efficienza dei suoi interventi in questo forum IVG ne approfitto ….
.
Quando mi trovo a Savona ascolto talvolta gli interventi nelle aule istituzionali trasmesse da emittenti locali. Se mi trovo in zona potrei anche parteciparvi direttamente.
.
Quando sono altrove cio’ non e’ possibile e la possibilita’ di partecipare direttamente non esiste.
.
Questo giornale (ma ovviamente anche altre realta’) “potrebbero” registrare e mettere a disposizione via internet e quindi in tutto il mondo questi interventi:
.
puo’ fare Sua questa iniziativa volta a mettere a disposizione l’operato di quanti abbiamo eletto in tutte le realta’ possibili?
.
Tecnicamente (per evitare di innescare capitoli di spesa infiniti)
le periodiche riunioni delle amministrazioni comunali potrebbero svolgersi
in una aula attrezzata della Provincia … non mi sembra che facciano tantissime riunioni …
.
cosi’ se voglio sentire cosa dice il sindaco x per giustificare l’aumento dell’ici
.
(ormai le spese dei comuni le pagano solo i non residenti che magari non sono interessati in alcun modo al funzionamento del comune)
.
dal 5,5 al 6,8 ……. lo posso fare anche se mi trovo altrove.
.
Un contributo, anche un fondo spese, sarebbe ben visto ……….
.
(sono quasi certo che questo mio intervento non verra’ censurato …..)

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antonio gianetto ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 13:17

PER NON DIMENTICARE:
Sulle province, durante la campagna elettorale, hanno detto:
EURISPES:
http://socialeanimale.wordpress.com/2008/03/22/euripes-abolire-le-province-per-ridurre-costi-della-politica/
FINI:
«L’esistenza di queste istituzioni non ha nessun senso. La loro abolizione comporterebbe riduzione di costi che non sono quelli degli stipendi degli impiegati, ma quelli dei fondi stanziati per politiche che possono essere risolte a livello comunale o regionale».
DINI:
alla fine del 2007 dichiarava:. Il ridimensionamento delle persone che vivono di politica. A partire dall’abolizione delle Province; le Regioni che volessero mantenerle in vita dovranno finanziarle con le proprie tasse. È vero che serve una revisione costituzionale, ma per adottarla bastano sei mesi.
VELTRONI:
ha annunciato in caso di vittoria del Partito Democratico, l’abolizione delle province, cominciando da quelle delle città metropolitane, cioè Roma, Milano, Torino, Napoli. Bologna, Firenze, Genova, Venezia e Bari.
BERLUSCONI:
ha rilanciato: le province sono inutili e fonte di costi per i cittadini, perciò aboliamole tutte.
CASINI
“E’ necessario semplificare la struttura istituzionale sopprimendo organi che non rispondono più a reali esigenze. Si propone pertanto la soppressione delle Province, le cui competenze possono essere ripartite tra Comuni e Regioni, la riduzione delle comunità montane e delle circoscrizioni, l’accorpamento dei piccoli comuni
DI PIETRO:
La prima di queste è l’abolizione delle Province, spesso serbatoi di voti per i partiti e null’altro, e l’accorpamento dei piccoli Comuni, almeno fino a raggiungere il numero di 5.000 abitanti. Oggi i Comuni sotto i 5.000 abitanti sono ben 5.835, la maggior parte in Piemonte e in Lombardia, su un totale di 8.101.
La struttura attuale di Stato-Regione-Provincia-Comune con l’aggiunta delle Comunità Montane è costosa e macchinosa e quindi lenta nell’attuare decisioni anche importanti per i cittadini. Le competenze delle Province possono essere attribuite agli altri enti. L’eccessivo frazionamento dei Comuni non consente una politica coordinata del territorio e moltiplica i costi di sindaci, consiglieri comunali, assessori, impiegati comunali e degli stessi edifici pubblici.
MARONI:
«Vogliamo l’abolizione delle prefetture, le cui competenze devono essere suddivise a province, comuni, camere di commercio e questure».
Qualche anno prima:
TOMASI DI LAMPEDUSA:
Cambiare tutto perché tutto rimanga com’è!

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Fisher ha detto..
il 6 giugno 2008 alle 08:09

Caro Marco, ripensaci.
Contribuisci a rendere il PD migliore, non gettare la spugna. L’agonia della “lettera aperta” che ha innestato la discussione è la politica intesa come gestione delle clientela, non la passione che tu (e altri come te) hai dimostrato.
Grazie per quanto è stato fatto finora.

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Marco Bertolotto ha detto..
il 6 giugno 2008 alle 20:57

Caro Fisher, ti ringrazio per le parole. Quando ho posto un termine ultimo entro il quale decidere il candidato, intendevo aprire una discussione che doveva chiudersi in tempi rapidi (40 giorni), perchè abbiamo la necessità di avere da subito la squadra che recuperi sul territorio, tra la gente, i voti persi alle politiche. Non c’era capriccio o arroganza, bensì la consapelezza del lavoro che dobbamo fare. Il segreatario del PD, ha anteposto i metodi, gli organismi di partito, gli equilibri interni, alla gente che ci giudica e ci vota. Parlando in termini calcistici, Lunardon ha deciso di fare catenaccio per difendere un risultato negativo, piuttosto che rischiare di far gol lanciando la palla alle punte. A Savona e in Liguria, il PD guarda il proprio ombelico e crede che questo sia il centro del mondo, mentre la gente comune ci guarda incredula e pensa di noi che abbiamo un ombelico fuori mercato.

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