GdF scopre maxi evasione da 6mln di euro: denunciato noto imprenditore
Albenga. La Guardia di Finanza della tenenza di Albenga ha concluso una complessa attività di indagine nei confronti di una nota società di costruzioni e vendite di immobili attiva nel ponente ligure, in particolar modo nell’estremo ponente savonese, da Andora ad Alassio.
L’attività degli uomini delle fiamme gialle, durata oltre due mesi, rientra nel costante monitoraggio dei fenomeni evasivi del mercato immobiliare, e si è sviluppata incrociando i dati delle dichiarazioni dei redditi con gli elementi reperiti dagli uffici tecnici comunali e dal catasto: si sono così potute evidenziare considerevoli e numerose compravendite di immobili, tutte avvenute a fronte di irrisori ricavi dichiarati al fisco dalla società costruttrice. I finanzieri hanno meticolosamente incrociato i dati afferenti i mutui bancari contratti dagli acquirenti con gli elementi desumibili dai registri notarili e dalla contabilità dell’impresa su oltre 30 vendite. Le informazioni così acquisite sono state successivamente utilizzate per effettuare materialmente dei riscontri sugli immobili ceduti attraverso sopralluoghi, rilevazioni ed elaborazioni tecniche eseguite anche sulla scorta delle dichiarazioni ottenute da circa 50 acquirenti durante le indagini.
In tal modo la Guardia di Finanza è riuscita a ricostruire la reale entità delle vendite immobiliari della società scoprendo che alcuni appartamenti e box, costruiti anche come “edilizia convenzionata”, dapprima non comparivano nella contabilità dell’impresa e successivamente venivano messi in vendita a prezzi “concorrenziali”.
Tutti gli alloggi, di ottima finitura e posizionati nelle immediate vicinanze della costa del ponente ligure, venivano ufficialmente venduti a prezzi considerevolmente inferiori al valore di mercato. Gli appartamenti, con un valore reale superiore ai 5000 euro, venivano venduti ufficialmente a 1000 al metro quadro, mentre i box, con un valore tra i duemila e i tremila euro, a 800 euro al metro quadrato. Grazie a questa sottofatturazione la società, con sede nell’estremo ponente savonese, è riuscita ad occultare al fisco oltre 4 milioni di euro di ricavi e ad evadere oltre 2 milioni di euro di imposte.
I finanzieri hanno contestato ad un noto imprenditore locale il reato di dichiarazione infedele denunciandolo alla procura della Repubblica di Savona. Non sono escluse responsabilità anche da parte dei privati, in quanto l’ultima legge finanziaria prevede la responsabilità anche per l’acquirente nel caso di dichiarazione infedele. L’Iva evasa potrà essere contestata dal fisco non solo all’evasore ma anche al proprietario dell’immobile.
6 commenti a “GdF scopre maxi evasione da 6mln di euro: denunciato noto imprenditore”
Ben vengano questi blitz della Finanza! Stanare i grandi evasori è una soluzione per migliorare l’economia come punire i pubblici pelandroni. Viva le Fiamme Gialle: Pagare meno, pagare tutti!
Che qualcuno si sia accorto di queste false dichiarazioni, dopo che da decenni erano diventate la norma, fa immensamente piacere! Speriamo che per il futuro vengano scoperti altri grandi evasori.
Mi augurei che qualcuno indagasse anche sui cambi di destinazione di aree agricole ed industriali, che dopo l’ acquisizione, da parte dei soliti noti, sono diventate edificabili.
O forse non è ancora permesso indagare su i ” santi in paradisiso” che hanno compiuto questi miracoli?
Tutto potrebbe cambiare.
La parte di gettito fiscale necessaria allo Stato per sopravvivere era pescata dal lavoratore dipendente, notoriamente impossibilitato ad evadere anche un solo euro. Essendo la Repubblica sotto l’aspetto fiscale assimilabile, di fatto, ad una cooperativa in solido, ove, se non contribuisce tizio (evasori) debbono sopprire caio e sempronio (dipendenti, titolari di beni registrati che producono reddito, etc.), era automatico e meno oneroso continuare a spremere il “ceto medio”. Certamente meno oneroso rispetto ad una seria e rigorosa lotta all’evasione, al di là delle facilmente eludibili “normative-pro-forma”…
Ora, il ceto medio, la classe dei futuri-barboni, é dissanguata e non si può più pescare nulla…..
Dopo aver raschiato il fondo del barile con caro prezzi beni di primaria necessità, carburanti, utenze elettriche-gas-telefoniche, imposte sugli immobili, etc.etc. non si può più operare nessuna azione fiscale vessatoria nei confronti di una classe sociale che é la più numerosa in Italia. Pena: una rivolta civile che auspico non avvenga mai. Ora non resta che porre fine alla ultradecennale azione di elusione di reddito che le varie categorie economiche hanno impunemente perpetrato ai danni della comunità e di noi tartassati.
Non ci vuole molto. I dati sono tutti lì nei terminali dei controllori. Belli e pronti per essere incrociati e analizzati.
Sono anni che nessuno controlla la filiera dell’edilizia. A partire dal proprietario del terreno sino ad arrivare al compratore finale dell’immobile. Un medio operatore informatico, con l’ausilio delle banche dati disponibili può rendersi agevolmente conto di dove sono operate le speculazioni e a quanto ammontano le dichiarazioni irpef degli interessati.
Basta fare un giretto nelle agenzie immobiliari e dalle imprese per identificare un bene e seguirne il percorso sino all’atto notarile. I costi di costruzione non sono un mistero.
Meno male che abbiamo iniziato…! Il prezzo medio di un alloggio si aggira sui 3500-4500 Euro al metro quadrato. Come si può credere alle indicazioni dei prezzi medi di riferimento pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate? Pur essendo stati ri-allineati ed avendo abbandonato il sistema della rendita catastale rivalutata con le recenti norme, si concretizza ancora una differenza tra valore dichiarato e valore effettivo trattato.
Che costi intervengono per l’impresa, tali da azzerare il quadagno medio di 2000-3000 Euro al metro quadrato?
Ed in altri settori?
Una giacca a vento o da sci ad una azienda primaria viene fatturata dai cinesi a 6 euro (poi marchiata made in Italy con vari stratagemmi che Report ci ha spiegato bene). Quando viene venduta nel negozio a 300 o 400 Euro avrà prodotto del reddito? Quanto é stato dichiarato da tutti coloro che se la sono rivenduta?
e COSì AVANTI…..
Meno male che a Savona c’è il mago Fucksas che costruirà una supertorre al prezzo di 1.000 max 1.200 euri a metro quadro e destinata non al sociale ma a Nababbi che poi magari dichiareranno un valore di 1500 max 1800 euri a metro all’acquisto mentre magari per ottenere fidi dalla Banca il valore sarà di 6.000 e passa.
…provvidenziale Bruno: ..avevo dimenticato i dati incrociati con i mutui…!





Io vorrei sapere perchè ci deve essere la tutela della privacy per un “noto imprenditore “che ha fatto un’evasione da 6 milioni di euro ,ma scherziamo ? questo si è rubato almeno 2 milioni di e di soldi ns. di tasse che lui non ha pagato e noi paghiamo . Con 2 milioni di e. si potevano costruire una scuola materna o elementare oppure un pò di alloggi da dare in affitto in social housing a dei giovani ; il noto imprenditore li avrà spesi in qualche barca d’altura ,in auto di lusso ,o in altri consumi superflui . Eppure il Centro sinistra che voleva fare pagare le tasse agli evasori ha perso le elezioni !….CHE SCHIFO