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Articolo n° 26073 del 26/05/2008 - 12:30

A chi toccherà l’inceneritore?

A chi toccherà l’inceneritore? Con questa domanda se pur poco comprensibile mi chiedo a quale dei 69 Comuni della Provincia di Savona toccherà trovare un sito adatto per bruciare l’immondizia non solo quella che produce la Provincia di Savona ma accollarsi la spazzatura anche degli altri, sempre ammesso che i cittadini siano contenti di respirare diossina e azoto e tutto quello che ne comporterà la nascita di un termovalorizzatore.
Questa domanda dovrebbe porsela l’Assessore Bovero che naturalmente con la solita indifferenza continua nell’opera di qualcuno che quando era Vice Presidente della Provincia ha votato per almeno due di possibili inceneritore presenti sul territorio di Vado Ligure.
Io credo che il Sindaco come qualcuno della stessa maggioranza ha fatto presente all’Assessore che con un colpo solo si è sostituito al Presidente della Provincia, tutti i sindaci dei 69 comuni che qualcosa da dire spero che c’è l’abbiano e gli stessi capigruppo che in Consiglio Comunale non mi pare che figurino solo come numeri.
Vado ha già dato troppo per colpa di certi personaggi che hanno pensato prima della tutela dei propri cittadini, a gli interessi personali e che oggi con i tempi che corrono l’energie più utilizzate devo essere quelle eoliche o solari ma anche su questo punto qualcuno pensa che posizionare delle pale eoliche sia o troppo costose oppure che deturpano il passaggio, i cittadini ci pensino è meglio vedere e respirare i fumi delle ciminiere di Tirreno Power oppure vedere delle pale girare?

Simone Falco
Segretario Circolo XXV Aprile Vado Ligure

Redazione

93 commenti a “A chi toccherà l’inceneritore?”
milena d ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 13:56

Riguardo gli inceneritori, continuiamo ad avere opinioni sbagliate. Tipo che siano indispensabili. Gli altri li hanno, dobbiamo averli anche noi… gia’, ma gli altri li avevano costruiti prima, ora ne hanno constatato i danni e stanno gia’ correndo ai ripari con soluzioni migliori.

Che pensereste di un paese dove non si fosse mai costruito nessun dirigibile, e ora che tutti fanno gli aerei dopo le esplosioni degli zeppelin, si dicesse che solo con i dirigibili si puo’ dare un futuro sviluppo aereo alla nazione…?
Tutti con lo slogan: dobbiamo costruire l’inceneritore prima di arrivare agli estremi della Campania. Ma chi dice che dobbiamo arrivarci per forza, se avviamo piani migliori?

A proposito di Campania, si diceva che era assurdo che la Germania producesse energia nei suoi inceneritori con i rifiuti campani, guadagnandoci due volte, mentre noi nonvolevamo gli inceneritori. Si ribatteva che li accettava proprio perche’ i suoi inceneritori erano sottoutilizzati da tempo, avendo avviato un’ottima differenziata. Ebbene, ora non e’ neanche piu’ cosi’!!! Neppure la Germania li brucia. Ecco la notizia di fonte ANSA:

“I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all’industria. Il percorso dell’immondizia italiana in Germania è questo, ha spiegato all’ANSA una portavoce del Ministero
dell’Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente dei nostri rifiuti è finito in discarica. «Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori. Anzitutto sono stati separati quelli organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime
secondarie (plastica, metallo, etc.)
Il resto, «una parte minore ,è stato trattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia.
Il grosso dei rifiuti campani diventa di nuovo materia prima utilizzabile. E questa materia utile (carta, vetro, metallo, compost…) l’Italia lo ricompra a caro prezzo. Siamo al terzo posto tra i compratori, con 2,01 milioni di tonnellate ricomprate”.

Quindi,paghiamo pe ri rifiuti e ricompriamo le materie riciclate.
Ora dico, cosa aspettiamo ad avviare anche noi processi del genere invece di costruire i nostri zeppelin-inceneritori semi obsoleti? Perche’ la politica tutta ci vuole arretrati e ignoranti a tutti i costi, pur di difendere certi interessi? Ricordo che anche con il riciclaggio e altri trattamenti c’e’ da fare ottimi impianti, innovativi e all’avanguardia, e soldi e creare posti di lavoro.

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Marco Ranuncolo ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 14:07

La disponibilità ad accogliere nel proprio territorio un termovalorizzatore (inceneritore) l’ha data recentemente il sindaco di Alassio Arch. Melgrati.
Tra tanti quaquaracqua Melgrati ha avuto il coraggio di assumersi la responzabilità della costruzione e gestione del termovalorizzatore nel comune da lui amministrato. Vado è salva.

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milena d ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 14:38

Effettivamente ci vuole proprio del coraggio. Veda lei in che senso. Rimane per me fondamentale la domanda espressa nelle ultime righe dle mio messaggio, domanda di molti alla quale nessun personaggio pubblico si degna mai di dare risposta, o al massimo liquida come irrealizzabile a dispetto di tutte le prove fornite, decidendo solo e soltanto per l’inceneritore e convincendo molta parte della popolazione in proposito con informazione terroristica e unilaterale.

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hi-tech ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 14:43

Non faccio lo scienziato, di mestiere. Non pretendo nemmeno di sapere tutto ma…. mi piace la tecnologia e se poso mi socumento.
In un intervento recente in risposta ad un articolo di IVG (http://www.ivg.it/2008/04/05/inceneritore-nel-ponente-termovalorizzatevi-voi/) facevo cenno al sistema PYROMEX che é tutt’altro che sperimentale.
Qui i nostri amministratori sembra vivano sulla luna. Nemmeno a livello nazionale e alla TV si sente parlare di alternative agli inceneritori…???!!!????
Possibile che nessuno conosca i sistemi gassificatori o di pirolisi, che, non inceneriscono nulla (non ci sono camini), come scarto danno materiale completamente inerte (reimpiegabile per es. in edilizia) e producono syngas con cui si possono far girare le turbine a gas le quali producono energia elettrica?Invito i nostri governanti locali e nazionali a documentarsi un po’….. per es sul sito della Pyromex (esistono anche altri sistemi, come il THOR o similari) http://www.pyromex.it.
A chi obietterà che producono polveri sottili rispondo già in anticipo che i sistemi a pirolisi non producono neanche quelle: NULLA!
Sono realizzabili anche interrati. Sono anche trasportabili (la Pyromex si era data disponibile a trasportare la macchina anche a Napoli…)
Ma, intento, continuiamo a parlare di termovalorizzatori….!
Continuiamo a conferire (pagando) ai tedeschi, i quali si fanno una bella risata e ci producono energia..!!!
Possibile che non riusciamo a trovare un imprenditore lungimirante che si offra?
O meglio: possibile che a livello regionale no nsi possa valutare l’opportunità di realizzarne uno pubblico?

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tino ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 15:15

Gli abitanti di Alassio possono stare tranquilli : il goal (nella porta altrui) lo segna chi tira per primo.

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milena d ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 15:57

@hi-tech:
“Continuiamo a conferire (pagando) ai tedeschi, i quali si fanno una bella risata e ci producono energia..!!! ”

Non ha letto la notizia ANSA che riportavo poco sopra? Ora neppure i tedeschi! In minima parte con la nostra rumenta di Napoli creano combustibile per l’energia delle industrie, ma per la maggior parte differenziano, riciclano e ci rivendono il materiale! Siamo ancor piu’ fessi, dunque.

Ma giusto per fare terrorismo di marca opposta, anzi, per dare dati sicuri, ecco una notiza pochissimo diffusa: è uscito da poco uno studio francese, ultimo di ben 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali su PbMed che provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
In questo studio si dice che “Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento. La diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali, ha la capacita’ di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a ‘inceppare’ uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
E per favore non dite che i piu’ moderni termovalorizzatori non producono diossina senno’ vi snocciolo un altro bel po’ di dati certi. Italiani, questa volta.

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PIPPO1974 ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 16:07

Ho letto, l’articolo e vorrei fare delle precisazioni in merito:

La prima, magari gli inceneritori producessero azoto, se mai producono ossidi di azoto, che si producono solo se la combustione è incompleta. ormai la tecnologia è abbastanza avanzata per impedire la produzione degli ossidi di azoto e le diossine, che se mai si producono incenerendo la rumenta per la strada come stà avvenendo a Napoli.

prima perciò di sparare sempre a zero sulle tecnologie bisognerebbe un attimo pensarci e documentarsi meglio come giustamente ha scritto hi-tech.

Inoltre il sig. Falco dovrebbe sapere che per produrre l’energia elettrica che ora produce la Tirreno Power, premetto che anche io sono daccordo su abbattere il più possibile le emissioni, ci vorrebbero circa 1500 pale eoliche, dove le mettiamo ?

Allora per concludere dico, pensiamo si ad organizzare una vera e propria campagna di raccolta differenziata e di recupero del recuperabile, spingiamo sempre di più i tecnici della Tirreno Power a migliorare gli impianìti ma smettiamola di sparare sempre a zero sulle cose.

Una domanda ancora al Sig. Falco, perchè noi cittadini non smettiamo per primi di sprecare energia?
Perchè non promuoviamo invece una bella campagna di teleriscaldamento in sinergia con la Tirreno Power ?

Perchè non facciamo un bel rigassificatore ed obblighiamo la Tirreno Power ad andare completamente a gas ?

E’ chiaro che nel 2008 è anacronistico andare ancora a carbone!!!!!!

Marco 1974

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antonio gianetto ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 16:08

A pag. 90 del ” Venerdì di Repubblica ” del 16 maggio è apparso, un articolo sull’ argomento: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro ”
ne dà notizia jacopo fo sul suo blog: http://www.jacopofo.com/diossina_inceneritori_termovalorizzatore_ricerche_scientifiche_grillo_media_bugiardi

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hi-tech ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 17:13

@milena d:
Forse non mi sono spiegato bene: i gassificatori o i pirolizzzatori NON PREVEDONO COMBUSTIONI E QUINDI NESSUNA EMISSIONE!!!
Per brevità riporto un piccolo stralcio di info facilmente reperibile in rete:
“Per gassificatore (da non confondersi con rigassificatore, che è tutt’altro) si intende un impianto che a partire da vari materiali (fra cui determinati tipi di rifiuti) ricava combustibili gassosi impiegabili per la produzione di energia. Sono proposti come una alternativa agli inceneritori.
Principi
I gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare, definita pirolisi, usata per convertire direttamente i materiali organici in gas, appunto, mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno: essi sono completamente distrutti scindendone le molecole, generalmente lunghe catene carboniose, in molecole più semplici di monossido di carbonio, idrogeno e metano, che formano un “gas di sintesi” (syngas), costituito in gran parte da metano e anidride carbonica e a volte abbastanza puro da essere usato tal quale. A differenza dei pirolizzatori, i quali attuano la pirolisi in senso stretto, ovvero in totale assenza di ossigeno, i gassificatori operando invece in presenza di piccole quantità di tale elemento producono anche una ossidazione parziale; in relazione al tipo di processo utilizzato, i gassificatori possono considerarsi come una tecnologia intermedia tra l’incenerimento e la pirolisi propriamente detta. Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive ecc). Alcuni produttori di impianti affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento.
Se si trattano biomasse, l’energia imprigionata attraverso la fotosintesi clorofilliana in tali sostanze organiche può così essere liberata o bruciando il gas di sintesi (syngas) in una caldaia per sfruttarne il calore o alimentare una turbina a vapore, o usandolo come combustibile per motori a scoppio, o ricavandone idrogeno da usare poi in pile a combustibile per produrre elettricità. Questo gas può essere successivamente utilizzato per produrre energia elettrica (con rendimenti da due a tre volte più alti di un comune inceneritore) nonché ovviamente calore.”
Riguardo alla frettolosa lettura sulla Germania, mi scuso.
Pensiamoci!

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BrioLenin ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 17:31

Una domanda ad hi-tech sul tipo di rigassificatore che pubblicizzi…siccome non lo conosco bene e non ho ancora avuto tempo di informarmi…spero di farlo il prima possibile cercando spazio tra lo studio per l’esame…
questo sistema pyromex ha risolto il problema di emissioni di polveri PM2,5?…in pratica ha la tecnologia necessaria a evitare l’emissione di nanoparticelle sotto i 2,5 micrometri che sono quelle prodotte a più alte temperature e dannosissime, più delle PM10 che sono le uniche ad essere normate?
la PM2,5 sono particelle che nelle normative non vengono considerate ma che i normali termovalorizzatori o inceneritori producono in quantità industriali con pericoli altissimi per la salute in quanto non biodegradabili e facilmente assimilabili dall’organismo umano e non.

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BrioLenin ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 17:40

penso tu abbia già risposto con il commento precedente dicendo che non c’è alcuna combustione e alcun scarico nell’aria…sono stupefatto…

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milena d ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 18:56

@ hi tech

infatti il mio commento non era riferito al sistema descritto, ma alla singola frase sui tedeschi. Non volevo polemizzare, solo puntualizzare.

Per il resto, tutto molto interessante.Bisognerebbe avviare un dibattito serio sulle varie tecniche a confronto.

@Pippo1974

Si rilegga i miei commenti, le pare che spari a zero senza essermi documentata?Non la capisco, da una parte approva che si dibatta su nuove tecniche, dall’altra le da’ fastidio chi parla di diossina. Dire con assoluta certezza che gli inceneritori avanzati non producono piu’ diossine e’ una balla dei politici, contraddetta da studi scientifici seri e appunto bisognerebbe documentarsi meglio prima di spararla, cosi’ come di ribadire il trito slogan (che non c’entra niente e non significa niente), “la diossina c’e’ nei roghi per strada,non negli inceneritori”

Falso. Contenuti di diossina nei residui dei rifiuti inceneriti (non presente alla fonte) sono dimostrati da studi francesi (che hanno dimostrato anche gli effetti, come ho scritto sopra), spagnoli, italiani, statunitensi ecc.
Che riguardano lo stato dell’arte, cioe’ gli inceneritori piu’ avanzati. Al massimo si riesce a ridurla moltissimo nell’aria, nei fumi, ma comunque e’ contenuta nelle ceneri pesanti, sottili, nei fanghi di filtraggio. Si puo rendere tutto questo inerte e usarlo per asfalti o simili, ma con dei costi aggiuntivi mostruosi. E a quel punto altro che termovalorizzazione, ci guadagna solo il costruttore. E diventano al confronto molto piu’ competitive altre tecniche.

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Hopper ha detto..
il 26 maggio 2008 alle 19:06

Caro hi/tech,sei ammirevole..continui a spiegare,a tentare di convincere..a razionalizzare..Io ho rinunciato!Ma non hai ancora capito che quando c’è l’ideologia di mezzo,la politica..non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire?Non ammetteranno mai di sbagliare,nemmeno di fronte all’evidenza..Se la cantano e se la suonano tra di loro..

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lui la plume ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 01:12

Ho scoperto che una nave … di seconda mano si acquista per 10 milioni ….
.
Non deve nemmeno essere una grande nave, non deve viaggiare … deve stare ferma (magari costa anche meno).
.
Probabilmente il terreno che si sta’ cercando costa …. le noie con la popolazione …. costano ….
alla fine probabilmente questi dieci milioni non sono un gran che, se poi si va’ a bruciare ad una cinquantina di km dalla costa …. vedremmo un bel vulcano … piccino.
.
Costruire su una nave … non dovrebbe essere un gran problema.
.

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milena d ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 11:48

@hopper

c’e’ di mezzo la politica, si’, ma non l’ideologia. Sono due cose diverse.Di ideale o ideologico in queste scelte c’e’ ben poco.

Al momento sul percorrere solo strade assolutamente arretrate c’e’ un perfetto accordo bipartisan.
Diciamo piuttosto che a rendere sordi non e’ la politica, non sono fanatismi di alcun tipo, ma la distanza ormai abissale fra politica e cittadini.

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hi-tech ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 14:57

@hopper: …grazie per le -immeritate- parole… forse sono un po’ tenace ma, sorprendentemente, in rete non vi é molta diffusione della cosa…. Forse chi ha investito o é in itinere di attivare impianti tradizionali (inceneritori) non vede di buon occhio le nuove tecnologie disponibili. La strada da percorrere secondo me, che non sono nessuno, é questa. Se l’arretratezza tecnologica, oggi é il forno inceneritore, la gassificazione sta nel mezzo (produce ancora pur se modestamente polveri sottili) mentre l’avanguardia tecnologica é la pirolisi. In particolare il sistema messo a punto dalla Pyromex, non ha nessun tipo di emissione. (…non ho azioni nella Pyromex…!!!!)
Mi sono reso conto che la diffusione dei sistemi che ho indicato, soprattutto in internet, é scarso. Addirittura, seguendo i vari programmi televisivi ove si trattavano i problemi odierni dell’emergenza rifiuti, mai nessun politico ha diffuso notizie tese ad informare l’opinione pubblica delle alternative rappresentate dai sistemi in parola.
La cosa che mi irrita un poco é che in queste treasmissioni vengono invitati ogni sorta di parolai, politici, giornalisti, saccenti e dotti rappresentanti del panorama politico-informativo nazionale…ma mai ho potuto ascoltare la voce di qualche scienziato o ricercatore….. Come mai? Non mi soddisfa nemmeno l’opinione dei Verdi che spesso sciorinano teorie che hanno la pretesa di rappresentare verità e dati tendenziosi…..
Se posso permettermi un’ulteriore osservazione, vorrei significare come questo Paese abbia bisogno di investire maggiormente in ricerca che é stata abbandonata da anni.
E’ un paradosso che si abbiano a disposizione gli strumenti adeguati ma che nessuno se ne interessi.

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Hopper ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 15:30

Per Milena..Cosa vi fa pensare che “i cittadini” la pensino” Tutti ” come voi?non c’è una puntina di presunzione..Ma gli esiti elettorali non hanno insegnato niente?ripeto( lo giuro..è l’ultima volta )non c’è peggior sordo..

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Giampaolo Molinari ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 16:01

>Cosa vi fa pensare che “i cittadini” la pensino” Tutti ” come voi?
>non c’è una puntina di presunzione..Ma gli esiti elettorali non
>hanno insegnato niente?ripeto( lo giuro..è l’ultima
>volta )non c’è peggior sordo..

Mi viene da chiedere se i “cittadini” sono correttamente informati sulle emissioni degli inceneritori con relativo impatto sulla salute, o se nell’ottica del profitto che la costruzione e la gestione (CIP 6 docet) di questi impianti vengono messi in secondo piano, o addirittura nascosti, i rischi, cosa c’entrano le elezioni?
-
Quanta economia del ponente ligure si basa sulle culture, tipo vitigni, agriturismo ecc.,? Non credo che quando troveranno tracce di diossina (perchè anche se viene emessa ad un livello inferiore a quello di legge, comunque si accumula nel terreno ed entra nel circolo alimentare) nel pigato non sarà un bel passo avanti.
-
Visto che esistono alternative perchè non valutarle?

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BrioLenin ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 16:09

caro hi-tec…questo sistema a pyromex mi ha colpito molto, a quanto ho potuto leggere in alcuni siti le emissioni sono azzerate…se davvero così fosse è una cosa strabiliante…ma i politici dove stanno??eppure basterebbe fare lo stesso sforzo che facciamo noi comuni cittadini e si renderebbero conto delle innovazioni tecnologiche…se poi vogliono spartirsi torte e mangiarci sopra che lo facciano , se son ladri son ladri, ma per lo meno lo facciano su cose che non ci fanno rimettere la pelle con cancri e malattie tremende dovute alla loro fame di tangenti e guadagni su costruzioni obsolete…
cercherò di infromarmi ancora di più…per andare a fondo e comprendere meglio il processo di questo metodo Pyromex…

p.s. non capisco proprio le critiche mosse dal signor hooper a chi qui sta scrivendo…mi pare che non ci sia nessun “ideologismo” da parte di nessuno e nessuna presunzione…per quanto riguarda il la pensano come noi…mi pare piuttosto che qui la pensiamo tutti allo stesso modo…cioè risolvere il problema rifiuti senza rimetterci con la nostra salute…quindi per favore lasciamo da parte le critiche da teatrino tipiche della bassa politichetta italiana…questi sono argomenti seri non luoghi da frasi elettorali…

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milena d ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 17:25

@hopper

Per Milena..Cosa vi fa pensare che “i cittadini” la pensino” Tutti ” come voi?non c’è una puntina di presunzione..Ma gli esiti elettorali non hanno insegnato niente?ripeto( lo giuro..è l’ultima volta )non c’è peggior sordo..
—–

Potrei ribattere la stessa cosa. Sia sul sordo, sia sulla presunzione. E sul pregiudizio ancora di piu’.

Gia’ quel “voi” dice tutto. Voi chi? Lei da’ per scontata una mia appartenenza politica, sicuramente centro sinistra, o magari, chissa’, fanatica ambientalista che parla per emotivita’, per slogan, per rifiuto a priori… Vero? Se non e’ filtrare con la presunzione politica questo…

Non c’e’ un voi o un noi, tanto e’ vero che, mi spiace dirglielo, ma maggioranza e opposizione vanno d’amore e d’accordo su questi temi.

C’e’ solo chi giudica e si accontenta sulla base di cio’ che dicono i politici e la maggior parte di organi di informazione allineati, e chi invece vuole e cerca dibattito e dati certi. Quegli stessi dati che invece sono accuratamente nascosti o fuorviati. E non da destra o sinistra, ma da interessi ben precisi.

E’ molto triste buttare anche la tecnologia, l’ambiente e la salute pubbliica nel calderone del “tifo” politico, invece di ragionare sui fatti. La dice lunga su come siamo ridotti e ci ridurremo. (E ripeto, non mi riferisco a uno schieramento specifico, ma alla situazione generale)
Ripeto, qui la politica e’ solo lei che ce la mette di mezzo.

E in modo obiettivamente non corretto, oltretutto.
Ma almeno, legge i riferimenti che ho citato o giudica a priori?

E qui la finisco anch’io.

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lui la plume ha detto..
il 27 maggio 2008 alle 22:06

Ho appena scritto alla Pyrotex ….

Spett.
Pyromex -Italia

Mi chiedo se sia possibile costruire ed utilizzare un termovalorizzatore su una nave opportunamente adattata.

Gradirei conoscerne eventualmente i costi ed i tempi di realizzazione.

Allego una discussione sull’argomento.

Cordiali saluti

lui la plume

http://www.ivg.it/2008/01/17/garlenda-termovalorizzatore-miele-propone-un-incontro-tra-i-sindaci/#comment-15450

là in mezzo al mar ci stan camin che fumano …
.
Da “profano” mi chiedo se e’ tecnicamente possibile convertire una vecchia nave in disuso in un termovalorizzatore o inceneritore con qualche pretesa di recupero energetico.
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Potrebbe restare piu’ o meno sempre ferma ad una distanza generosa dalla costa a convertire i residui in un po’ di energia elettrica da trasferire alla rete tramite un cavo marino, qualche mezzo vi trasferisce il materiale e si carica i pochi residui da portare in discarica (ma “forse” questi si possono comunque buttare a mare senza creare inquinamento alcuno …. in una trentina di anni sorgerebbe una splendida isoletta ….).
.
Nessuno li vuole sottocasa questi inceneritori …. questo vulcano sempre attivo visibile nelle belle giornate da tutta la costa potrebbe “se ben pubblicizzato” anche avere una qualche valenza turistica.
.
Poi si potrebbe recuperare qualcosa relativamente ai soldi che spediamo in germania ed in svizzera assieme ai rifiuti campani …. anche il viaggio dei container via treno inquina mentre si potrebbero portare via nave …. magari fuori dalle acque territoriali.
.
Cio’ che serve veramente e’ un sistema di divisione dei rifiuti … una differenziata che …. non vuole nessuno ….. ma probabilmente attrezzando una altra nave in disuso

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Paolo ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 00:18

Io ho sentito alla radio l’intervista al direttore dell’impianto di Amburgo che sta smaltendo 30mila tonnellate di rifiuti di Napoli: e’ un termovalorizzatore a tecnologia tradizionale (ben consolidata). Il materiale recuperato e’ costituito dai metalli estratti dalle scorie e dalle stesse scorie che servono a preparare sottofondi stradali risparmiando materiale di cava.
Non mi risulta che gli abitanti di Amburgo muoiano piu’ deglia altri per la presenza del forno vicino alla citta’, altrimenti Amburgo e altre 96 citta’ tedesche dotate di inceneritore sarebbero in fase di spopolamento.
E non mi risulta che i lombardi (nonostante circa 10 impianti di incenerimento) muoiano piu’ degli altri italiani.
Perche’ vi spaventano la diossina e le polveri sottili degli impianti di incenerimento? Sono assolutamente irrisori rispetto alle emissioni del traffico veicolare (tutti voi andate in macchina o moto), degli impianti di riscaldamento (in inverno non vi riscaldate?) dei forni delle pizzerie, di caminetti e stufe a legna, delle navi della Costa Crociere ferme nel porto, degli incendi boschivi, delle sigarette, del materiale bruciato sulle spiagge dopo la piena dei fiumi eccetera.
Il ciclo integrato di gestione dei rifiuti ha bisogno di tutte le fasi: riduzione (beviamo l’acqua del rubinetto per non buttare o trasportare centinaia di bottiglie vuote!!), riciclaggio di tutto quanto puo’ essere recuperato e infine recupero energetico di quello che resta (per i piu’ temerari tramite gli impianti sperimentali citati nei vostri interventi, per i tradizionalisti tramite i soliti forni a griglia). non credo comunque che in povincia di Savona ci sia violonta’ e denaro per realizzare il ciclo integrato di gestione dei rifiuti previsto per legge…
Vi saluto, staremo a vedere che succede (secondo me niente).

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Fisher ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 07:42

@milena d
“…Non c’e’ un voi o un noi, tanto e’ vero che, mi spiace dirglielo, ma maggioranza e opposizione vanno d’amore e d’accordo su questi temi.
C’e’ solo chi giudica e si accontenta sulla base di cio’ che dicono i politici e la maggior parte di organi di informazione allineati, e chi invece vuole e cerca dibattito e dati certi. Quegli stessi dati che invece sono accuratamente nascosti o fuorviati. E non da destra o sinistra, ma da interessi ben precisi.
E’ molto triste buttare anche la tecnologia, l’ambiente e la salute pubbliica nel calderone del “tifo” politico, invece di ragionare sui fatti. La dice lunga su come siamo ridotti e ci ridurremo…”
Tanta lucidità di analisi non fa una grinza: Milena, non ti conosco ma ti voglio bene!

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ziobenti ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 07:58

Per capire bene i perversi meccanismi che regolano la gestione dei rifiuti nel nostro povero paese basta ascoltare Maurizio Pallante in un video messo a disposizione gratuitamente da Arcoiris.tv

Se avete l’ADSL provate a scaricare il filmato di Maurizio Pallante ai seguenti indirizzi:

Per real player. Per un’immediata visione.
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=5518&ext=_big.ram

Per Windows media player. Per un’immediata visione
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=5518&ext=_big.wmv

In Xvid (Divx) Se volete tenervi il filmato a futura memoria.
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Xvid&id=5518

Alta risoluzione (via ftp con download manager – seguendo le istruzioni a video) per farvi un dvd.
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=BigDownload&id=5518

oppure podcast
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=5518&ext=.mp3

Vi consiglio i primi due link perchè non è tanto la risoluzione video che conta, quanto l’audio di cui non si dovrebbe perdere neanche una sillaba.

Forse l’audio risulterà un po’ bassino, quindi alzate il volume a stecca ed assimilate per bene.
…..dovrebbero assimilare i nostri amministratori però……non noi…….

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Hopper ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 08:28

Gentile ” lui la plume”
mi pare che Lei abbia un istinto alla spettacolarizzazione molto accentuato relativo al problema dello smaltimento dei rifiuti .
Se Lei ha scritto alla Pyrotex , questo istinto troverà il sua apice , trattandosi di una azienda specializzata in fuochi di artificio
Se Lei ha scritto alla Pyromex , come credo abbia fatto , le risponderanno che non esistendo , con questo sistema , ” camin che fumano” non é necessario impiantare un “ambaradan” come lei preconizza .

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lui la plume ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 10:52

Gentile sig. Hopper.
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Ho preso il nome indicato in qualche commento precedente ho cercato il sito e poi ieri sera ho inserito il commento (storpiando involontariamente un po’ i nomi …. ps “con gli occhi” ci vedo poco e devo utilizzare la fantasia per cercare i tasti giusti … non ho scritto alla Pyrotex … ho una certa avversione per i “fuochi di artificio”).
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Non me ne intendo della tecnologia che “sta’ dietro” ma credo che tutti abbiano un po’ di ragione ed un po’ di torto, mi sforzo pertanto di capire e fare mio il meglio di ogni commento.
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Chi afferma che gli inceneritori non vanno bene mette sul piatto della discussione un gran numero di verita’ incontestabili ma dimentica il fatto che l’immondizia per strada non va’ bene.
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Chi vuole aprire discariche dappertutto non ha torto le strade vanno pulite … ma passare sul corpo di chi e’ disposto a bruciarsi vivo per evitarlo …. non va’ bene.
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Fermiamoci un momento e cerchiamo di capire se esiste una soluzione diversa e praticabile senza rischiare una rivoluzione.
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Su queste considerazioni e non per una voglia di spettacolarizzazione
(che tuttavia non mi dispiace … basti pensare che altri … a Vienna hanno realizzato un termovalorizzatore “opera d’arte” http://www.la-piazza.it/giornale/04_2005/gioia/gioia02.htm)
ho cominciato a ragionare:
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Qualcuno dice che l’appuntamento nel futuro prevede che fra non molto non verranno piu’ utilizzati, che sia vero o no di certo si puo’ pensare che verranno utilizzati di meno …. costruirnr troppi non e’ una cosa saggia.
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Ovviamente ora bisogna toglierla questa immondizia dalle strade e nessuno le vuole bruciare queste ecoballe poco “eco”
(salvo Amburgo che i soldi li prende …. mentre le aziende italiane pare debbano operare “gratis” o con una cambiale che non verra’ mai onorata, …… forse un po’ di serieta’ aiuterebbe, come si paga Amburgo si potrebe pagare anche Brescia ….. ma gia’ i tedeschi se fanno qualcosa … vogliono farsi pagare con soldi veri e noi ci accontentiamo di assegni scoperti … pare … ma dopo una volta ci tiriamo indietro)
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Una trasmissione TV parlava di un impianto che si puo’ trasportare ….
un impianto che si puo’ noleggiare (forse e’ proprio questo Pyromex)
ho provato a chiedere il costo di una nave di seconda mano ….
magari un portacontainer …. che mi pare possa mettere a disposizione un piano piuttosto grande ….. se fosse realizzabile “questo mangiarifiuti” potrebbe operare dove serve
(Napoli e’ citta’ costiera…..)
senza dover occupare uno spazio che … con tutti i distinguo dei signor no ….
non si trovera’ mai …. salvo azioni di forza abbastanza pericolose.
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Se funziona … in un secondo tempo, quando no servira’ piu’, il marchingeno si puo’ rivendere … cosi’ come e’ … attrezzato …. recuperando i soldi spesi e forse guadagnando qualcosa.
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Un dubbio che avevo …
che fare delle ceneri …
pensavo si potessero buttare a mare per creare nel tempo una isoletta …..
senza creare alcun problema ecologico …. ma pare non sia cosi’ ….
non ho capito perche’ ma pare non si debba fare,
altrove comunque pare utilizzino queste ceneri per fare le strade …..
ben venga l’idea cosi’ si evitano le cave …..,
con un po’ di attenzione si chiude il cerchio …..
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almeno per ora … no va’ dimenticato che l’appuntamento e’ per una societa’ che non genera rifiuti.

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milena d ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 11:12

@Paolo,

mi perdoni, ma il suo intervento e’ l’esempio classico di chi ha sentito, per cosi’ dire, una sola campana.

Che non e’ (chiarisco per il sig. Hopper) destra contro sinistra, ambientalisti contro fautori del progresso, ma la campana unica degli interessi politico economici consolidati, che si esprime con ampissima prevalenza sui media, dove ha moltissimo spazio ed espressione e pochissimo contraddittorio. Se vuole una informazione obiettiva, deve confrontarsi con altre fonti, a cui in internet e’ ampio accesso.

Quello che dice per minimizzare il problema diossina, poi, e’ fondamentalmente pericoloso e sbagliato, e dimostra quanto sia fuorviante l’informazione in proposito. Io come chimica sono piuttosto arrugginita, ma direi che sono alcuni tipi di combustione e materiali a produrla, fra cui la plastica, non certo le pizzerie se bruciano solo legna.
Certo alla radio sentira’ piu’ facilmente l’intervista sull’inceneritore di Amburgo, che non i sistemi con cui i tedeschi stanno riducendo il problema rifiuti e per cui hanno gli inceneritori sottoutilizzati, oppure il fatto che gli ultimi carichi da Napoli li abbiano trattati e non bruciati. Oppure il fatto che negli USA non si siano piu’ autorizzati nuovi inceneritori dal 1995

Sui tedeschi non so se muoiono di piu’, ma i francesi si’, e’ ampiamente documentato, mentre per quanto riguarda l’Italia, si guardi questo link:
http://www.beppegrillo.it/iniziative/previsioni_del_cancro/

Tempo fa i medici dell’Emilia Romagna presero posizione, sulla base di dati chimico-clinici, contro la costruzione di nuovi inceneritori, suscitando l’ira di Bersani. (Bersani, vede, sig, Hopper?)

Mi creda, se di un problema non si sa o non viene detto niente, non vuol dire che non esista, spesso anzi proprio il contrario. La diossina e gli altri inquinanti degli inceneritori sono un problema grave e non paragonabile in alcuni casi ad altre fonti.

Se le dicono che lo hanno risolto significa:
o che bruciano a temperatura piu’ alta, quindi consumando piu’ energia, e allora dov’e’ il guadagno energetico, la termovalorizzazione?

o che fanno trattamenti ai residui, ma anche questi sono a costi e processi aggiunti onerosi.

Per il resto, sulla riduzione alla fonte sono d’accordissimo. QUanto a realizzare piani piu’ moderni, in realta’ aumentare la differenziata sarebbe previsto da direttive comunitarie. La regione Liguria, cioe’ noi, ha gia pagato multe in proposito perche’ non rispetta affatto le percentuali.
L’Italia si sta invece affannosamente prodigando in sede comunitaria per far ammettere gli inceneritori fra i sistemi virtuosi di trattamento.
Spero caldamente che non ci riesca.

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BrioLenin ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 14:48

signor Paolo…non so su quali dati lei fondi i suoi ragionamenti ma mi sembrano abbastanza parziali…
la combustione di rifiuti produce oltre alla diossina nanoparticelle, piccole particelle non biodegradabili che, se prodotte in quantità come quelle dei termovalorizzatori, vengono assorbite dall’organismo principalmente respirando oppure indirettamente con cibi o animali che di vegetali cibano…
queste particelle non essendo biodegradabili una volta assorbiti dall’organismo vengono riconosciuti come estranei, in particolare si attivano i linfociti che cercano di fagocitarli e “digerirli”…essendo impossibili da distruggere si depositano e formano un principio di tumore….ancora di più se queste nanoparticelle vengono inglobate dalle cellule normali che riproducendosi impazziscono e danno vita al tumore…
queste nanoparticelle in particolare sono le PM10 e le PM2,5…le prime sono quelle normate,ossia quelle che nella legislazione attuale vengono limitate a cert livelli di pericolosità…le PM2,5 , più piccole ma ugualmente se non più pericolose, non sono normate e non vengono considerate da alcuna legislazione…e più alta è la temperatura di combustione del rifiuto maggiore è la quantità di nanoparticelle prodotte e più piccole queste sono…
un invito caloroso?senza neanche bisogno di inventarsi strani siti “di parte”?legga la pagina appostia di wikipedia sugli inceneritori…
coridali saluti…

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Paolo ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 18:10

Verissimo che dagli inceneritori esce di tutto, ma gli inquinanti provenienti da questa fonte partecipano in modo del tutto marginale all’inquinamento complessivo. E’ il clasico caso di preoccupazione della pagliuzza nell’occhio senza accorgersi della trave. Chi non vuole l’inceneritore deve opporsi anche all’autostrada, alle navi, alle vetrerie, andare solo a piedi o in bici, stare al freddo in inverno, vivere senza elettricità prodotta con carbone o gasolio eccetera.
Per dovere di cronaca: la diossina può sprigionarsi quando si bruciano sostanze organiche contenenti cloro (o bromo) a temperature basse (forni pizzerie, caminetto, incendio: 400 o 500 gradi Celsius). Legno, carta, foglie, sigarette ecc. contengono cloro, quando bruciano a temperature basse una parte del cloro può dare luogo a diossine, e così avviene. La plastica comunemente utilizzata per prodotti usa e getta non contiene cloro (fate caso nelle vostre case: difficilmente troverete bottiglie e imballaggi in PVC, una plastica contenente cloro). La combustione di plastiche non contenenti cloro (es. PET oppure PE) non può originare diossina per lo stesso motivo per cui il ferro non si trasforma in oro (se non sulle stelle). Negli inceneritori, sopra a 900 gradi, la combustione di materiale contenente cloro non libera diossine ma acido cloridrico, facilmente neutralizzabile con un lavaggio basico (tipicamente si usa il carbonato di sodio, il prodotto finale della neutralizzazione è cloruro di sodio che immagino conosciate).

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antonio gianetto ha detto..
il 28 maggio 2008 alle 22:04

Forse sarebbe il caso di ricordare di quando, anni fa, alcuni studi medici segnalavano che le sigarette potevano provocare il cancro ai polmoni, le società che producevano le sigarette smentivano, con altri studi, che affermavano che fumare non comportava nessun pericolo.
Poi abbiamo visto come le cose sono andate a finire.
Ci sono diversi modi di dire la verità sui rifiuti, è vero che in Germania ci sono tanti inceneritori ( chiamiamoli così perché l’ Europa ci ha proibito di chiamarli termovalorizzatori ) e sono ancora perfettamente funzionanti, ma dopo si sono resi conto che si poteva fare meglio:
http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&task=view&id=305&Itemid=70

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lui la plume ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 07:59

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La risposta di Pyromex:
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“Buona Sera
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Noi abbiamo già realizzato una unità mobile idonea per le navi.
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Può trattare da 1 a 5 tonnellate giorno.
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Il residuo finale è una sabbia vetrificata inerte che può essere gettata a mare senza danni ecologici.
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Cordialmente”
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Da qualche parte ho letto che stiamo o dobbiamo pagare delle multe per non aver fatto nulla … a quanto ammontano tali multe?
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E’ probabile che (evitando le multe) si possa fare quanto richiesto senza spendere nulla e senza sacrificare parte del nostro territorio ….. “forse” con il mare grosso l’apparecchiatura si deve fermare ( o forse no) ma un piccolo stoccaggio puo’ risolvere il problema penso inoltre che l’oggetto (se superiore al nostro fabbisogno) lo si possa noleggiare.
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PS
- ovviamente un qualche impianto per differenziare i rifiuti raccolti e’ necessario
- cinque tonnelate al giorno sono tante o poche?

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Bruno Pirastu ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 10:53

Da sito ATA Savona ” Savona – Nel corso dell’anno 2007, il quantitativo di rifiuti urbani e assimilati raccolti da ATA S.p.A. sul territorio del comune di Savona in modo differenziato ammonta a 9.532,357 tonnellate, con una percentuale di raccolta pari a 23,67, calcolata secondo la metodologia indicata dalla Regione Liguria. ” Comunque bisogna tener conto che si è parlato di ua Unità mobile , alias sta sopra un camion. Mi ero ripromesso di non entrare in questa discussione già ampia ma .. a mio avviso tutti quanti dovremmo inistere e ragionare sulla Differenziata che Inceneritori o meno è da farsi. E’ chiaro che se oggi parto con un impianto tarato su una percentuale minima di differenziata , nel tempo aumentando questa percentuale l’impianto diventerà surdimensionato.

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antonio gianetto ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 11:10

quello che dobbiamo pagare è visibile in alto a destra e si aggiorna in continuazione:
http://www.kyotoclub.org/index.php?go=30a162

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milena d ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 12:08

“Verissimo che dagli inceneritori esce di tutto, ma gli inquinanti provenienti da questa fonte partecipano in modo del tutto marginale all’inquinamento complessivo. E’ il clasico caso di preoccupazione della pagliuzza nell’occhio senza accorgersi della trave. Chi non vuole l’inceneritore deve opporsi anche all’autostrada, alle navi, alle vetrerie, andare solo a piedi o in bici, stare al freddo in inverno, vivere senza elettricità prodotta con carbone o gasolio eccetera.”

No, sig. Paolo, questa mentalita’ estremista e minimizzante non mi convincera’ mai. Come dice il sig, Gianetto, sarebbe la stessa cosa rispetto a dire che tanto vale fumare tre pacchetti di sigarette al giorno, visto che poi respiriamo l’inquinamento del traffico. O sostenere, come fa il sindaco di Vado Ligure, che l’aumento di malattie nel raggio d’azione della centrale di Vado e’ dovuto appunto al traffico.
Certi dati chimici ed epidemiologici che hanno raggi d’azione temporali e geografici ben precisi, come aumenti decisi di inquinanti e malattie nei tempi di funzionamento e nell’area di un inceneritore, non possono essere buttati in un calderone con tutto il resto. Sono dati precisi e inequivocabili.

Il Francia 435 studi scientifici diversi dicono che tumori e malformazioni fetali sono aumentati dal 6 al 20 per cento a causa degli inceneritori.
In Italia uno studio del Politecnico di Milano sugli inceneritori in funzione, anche i piu’ moderni, parla di 45 microgrammi di diossine per tonnellata di rifiuto incenerito.
Non mi convincera’ mai che il dato sia trascurabile. Non mi convincera’ che sia piu’ conveniente applicare processi su processi per ridurre il problema piuttosto che cambiare strada.
Torno a ripetere: se esistono sistemi piu’ moderni, piu’ lungimiranti, meno invasivi, meno dannosi per l’ambiente e la salute, ed esistono, questo e’ sicuro, se negli altri paesi cercano di applicarli e di cambiare strada rispetto al passato, perche’ diamine dovremmo rimanere indietro e applicare questa assurda mentalita’ del meno peggio?
E poi, per favore, non diciamoci assurdita’: non esiste l’alternativa, o sopportare tutti gli inconvenienti del progresso, o tornare alle caverne, come vorrebbe farci credere.

Esistono, se Dio vuole, molte strade ragionevoli e intermedie.

Sugli altri dati che riporta, ho qualche dubbio ma non obietto finche’ non mi sono meglio documentata.

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hi-tech ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 12:09

Sulle prime… l’idea di lui-la-plume mi era parsa un po’ balzana…. Ma poi riflettendoci non mi pare da scartare..!
Anche se occorre precisare che l’impianto della Pyromex non ha pressoché impatto ambientale, per quanto riguarda l’aspetto ecologico. Sotto il profilo architettonico, poi, mi risulta che la struttura possa essere realizzata anche sotto il piano di campagna, con una visibilità pari a zero ed un impatto visivo nullo! Quindi, con tutte le assicurazioni derivanti dalle certificazioni che la Pyromex possiede e le verifiche d’obbligo d’Autorità, credo che l’installazione di un impianto di questo tipo non rappresenti per nessuno un problema.
Dato che il ciclo preliminare prevede una separazione, é fuori luogo che le attuali metodiche di raccolta differenziata sono senz’altro utili al funzionamento dell’impianto e dovrebbero essere mantenute.
Io, ero uno dei più scettici sulla differenziata (per pigrizia…) poi, trovandomi di fronte all’obbligo…ho dovuto adeguarmi e non mi viene neanche più in mente di eludere le prescritte separazioni. quando hai un cassonetto dedicato non ti permetti più di vanificare il lavoro altrui. Credo che la politica di separazione debba essere perseguita anche da pochi comuni che ancora non la applicano.

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milena d ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 12:18

Insomma, semplificando al massimo il punto e’ questo: che gli inceneritori siano dannosi e’ un dato accertato ormai internazionalmente. Che siano voraci assorbitori di rifiuti e quindi ne incentivino la produzione e’ altrettanto assodato.

Pazienza quelli in funzione, sui quali si puo’ cercare di applicare tutte le migliorie possibili, cosi’ come nessuno certo penserebbe di spegnere da un giorno all’altro impianti a gasolio o a carbone.

Ma perche’ costruirne di nuovi, incaponendosi a perpetuare il problema masochisticamente, cercando faticose e costose soluzioni per ridurne i rischi, visto che non procurano alcun vantaggio pratico alla comunita’, a confronto di altri piu’ innovativi cicli di riduzione alla fonte, eliminazione di certi materiali, separazione e riciclo, che prima o poi bisognera’ per amore o per forza applicare, e che nei tempi e con i costi di costruzione di un inceneritore portebbero gia’ essere proficuamente avviati, ci fosse solo un po’ di buona volonta’?Qualcuno puo’ rispondere a questa semplice domanda?

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ziobenti ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 13:52

Bisogna promuovere la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio, riducendo a monte la produzione dei rifiuti.
Il differenziato, se fatto bene, diventa un valore da mettere sul mercato e non lo brucerebbe nessuno.
Gli inceneritori vengono fatti (in Italia) solo ed esclusivamente perchè finanziariamente sostenuti dai CIP6.
Le ex-municipalizzate sono s.p.a. che hanno il monopolio di questo business. Gli azionisti principali di queste aziende sono gli Enti Pubblici. + soldi fa l’azienda, più soldi fa l’ente pubblico (i comuni).
Il regime di monopolio non costringe l’azienda ad una diversa strategia e trova nell’inceneritore il metodo + semplice e rapido per fare soldi.

Guardatevi il filmato di Beppe Grillo e Maurizio Pallante al link:

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=9242&ext=_big.wmv

SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAA!

N.B. Montanari ha enormi dubbi sul Pyromex. L’avevo letto su un articolo di Modus Vivendi ma purtroppo l’ho dato via…….

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milena d ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 14:06

Eccomi di ritorno dopo essermi velocemente documentata come promesso.

Le confermo, sig. Paolo, che lei riporta la campana, diciamo cosi’, qualitativa, e basata sugli articoli in italiano facilmente reperibili e allineati in proposito. Certo, le informazioni sono corrette, ma c’e’ modo e modo, di riportarle, e dare evidenza a cio’ che si vuole. Soprattutto, senza numeri e percentuali.

Per esempio, se dico che un meteorite sulla testa mi puo’ uccidere quanto un vaso di gerani dal quarto piano, ma non dico che probabilita’ hanno i due eventi di accadere…

Wikipedia sulla diossina in italiano, ad esempio, non e’ una buona fonte. Solo li’ si trovano accomunati incendi boschivi, combustione diesel, incenerimenti e , “sorprendentemente” , combusione di legna in camini e barbecue, facendo di tutta l’erba un fascio indistinto, senza numeri e percentuali e precisazioni.

Confrontando con siti in inglese e francese (altre lingue non ne conosco) visto che la cosa del legno al cloro mi tornava fino a un certo punto, ha riscontrato che il cloro nel legno e’ dovuto principlamente ai trattamenti, verniciature, preservanti, PVC ecc nel legno di recupero. Da li’ vengono eventualmente le diossine, in larga misura, piu’ che dal legno naturale.

Che se a partire da 850° si decompongono, bisognerebbe andare molto piu’ su per essere certi di eliminarle del tutto.

Che comunque la fonte principale di inquinamento rimangono gli inceneritori di rifiuti domestici e ospedalieri, in USA, secondi solo alle acciaierie, in Germania. Inquinamento nei fumi, nelle ceneri sottili e pesanti, nei fanghi.

Sulla persistenza nell’ambiente, sull’accumularsi nell’organismo, sui danni spaventosi, poi, sono tutti d’accordo.

E ci fosse solo la diossina… si dice che vi siano molte altre sostanze, nelle emissioni, di cui sappiamo ancora poco e che non sappiamo bene misurare.

Non dovrebbe valere il principio di precauzione?

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lui la plume ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 15:14

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Grazie a Bruno ……. sempre preciso e documentato …
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valido supporto alle idee piu’ balzane derivate da un “brainstorming” diffuso in rete ….
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Dunque ….. il famigerato pyromix opera su un massimo di 1825 tonnellate annue (365X5) ma noi ne produciamo 9532 (da dare in pasto al vorace distruttore) …. ne servirebbero 5 o 6 ….. “forse” improponibile (ma alleviare di un 20% il problema potrebbe ….. farci evitare le multe ….).
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Mi viene voglia di chiedere ulteriori lumi ….
ma quanto costa? e’ noleggiabile?
ma quanto spazio occupa?
restando sull’idea
.
(per quieto vivere …
l’immondizia sotto casa non la desidera nessuno e ….
se evitabile perche’ si vuole insistere?
masochismo forse?)
.
di utilizzare una nave ormeggiata ad una distanza …. giusta
non resta forse lo spazio per mettere sulla stessa nave un impianto
per la gestione della differenziazione di quanto raccolto in modo indifferenziato?
.
(i rifiuti napoletani ad Amburgo oggi provvedono a separarli …
non li bruciano piu’ cosi’ come arrivano,
e le “chiatte”
(le barche in grado di trasportare un paio di container per una trentina di km) che giornalmente porterebbero sulla nave “RICICLONA” (le ho gia’ dato il nome)
i container pieni di monnezza
potrebbero poi portarsi via altri container pieni di materie prime da riciclare … altrove ..)
.
Mi viene voglia di chiedere ancora informazioni ma ….
.
“ziobenti”
.
fa’ presente che fintanto che i comuni ci marciano …. sui rifiuti
vi e’ poco da fare,
si puo’ discutere all’infinito senza arrivare da nessuna parte
il primo “rifiuto” da imparare a trattare
e’ il “conflitto di interesse” ….
non quello dei privati ma quello delle amministrazioni pubbliche …
come disfarsene? …
forse avrei dovuto veramente scrivere alla pyrotex.
.

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BrioLenin ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 15:35

signor Paolo ,
non so se è malafede o malainformazione…a parte la sua posizione che continua a mantenere sul fatto che siccome molte cose producono diossine non c’è motivo di non costruire qualcose che ne produce a quantità industriali ininterrottamente su un raggio enorme…il che vuol dire aumentare esponenzialmente la presenza di diossine in una zona già inquinata…

Seconda cosa io parlo di PARTICOLATO, NANOPARTICELLE… che non sono Diossine…si infomri meglio…io sto parlando di PM10 , PM2,5 , PM1 e PM0,1…ossia Particulate Matter di varia “grandezza” prodotta dalla combustione ad alte temperature di rifiuti a livello industriale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Particolato … buona informazione

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lui la plume ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 15:43

Una proposta per la redazione:
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Gli ultimi saranno i primi …..
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Applicare questa regola ai commenti potrebbe essere uno stimolo a mantenere in argomento i commenti.
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hi-tech ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 16:09

x @ziobenti: in rete non si reperisce nessuna informazione che possa confutare quanto dichiarato dalla Pyromex. Nemmeno sul sito di Montanari. Se poi, vi sono dei dubbi…. é facile accertare, verificare, analizzare, etc. : basta andare in Germania ed effettuare tutte le verifiche del caso sugli impianti operanti della Pyromex, oltre a fare una capatina negli uffici ambiente e di sanità pubblica tedeschi!
Dispondono di certificazioni a cura di Istituti tedeschi.
New: ho segnalato la cosa alla Provincia di SV la quale ha ha protamente risposto dicendo che sono in corso valutazioni circa il metodo. Valutazioni che hanno coinvolto anche il Politecnico di Torino. Se tutto andasse a buon fine…saremmo la Regione pilota…!
Speriamo in bene.
Nel frattempo faccio appello a qualche imprenditore lungimirante affinché si interessi al progetto.
Meglio sarebbe un iniziativa pubblica ma un privato potrebbe avere tempi più brevi…

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Bruno Pirastu ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 18:01

ATTENZIONE —- quantitativo di rifiuti urbani e assimilati raccolti da ATA S.p.A. sul territorio del comune di Savona in modo differenziato ammonta a 9.532,357 tonnellate, con una percentuale di raccolta pari a 23,67 — se leggo bene 9.532 tons sono quelle della differenziata e pari al 23.67 per cento del totale quindi la non differenziata è …. fatta la proporzione sarà su 75.000 tons circa. Una cosa che spesso sfugge è che di rumenta ne pruduciamo veramente tanta ma veramente tanta e impensabile perdere tempo o pensare a rinviare le soluzioni quando , forse , magari.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 18:03

ops 36000 :(

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Paolo ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 18:13

1) Legno, foglie ecc. contengono cloro perchè il cloro è nell’acqua e nel terreno ed entra a far parte di tutti gli esseri viventi così come gli altri 91 elementi della tavola periodica. Spesso c’è più cloro nel legno che nella plastica (salvo quelle clorurate). I rivestimenti del legno spesso ne sono privi. Gli inceneritori lavorano sopra i 900 gradi per cui le diossine semplicemente non si formano o se ci sono vengono decomposte (è questione di stabilità termodinamica delle molecole). Le piccole quantità che sfuggono sono evidentemente rispettose dei limiti di legge, diversamente gli impianti verrebbero chiusi o non autorizzati.
2) Credo sia stato interpretato male il dato relativo ai rifiuti che vorreste mettere nel pyromex: le 9500 tonnellate sono i rifiuti raccolti separatamente a Savona e inviati al riciclaggio anzichè in discarica. Al pyromex bisognetrebbe mandare le altre 28 mila tonnellate sfuggite al riciclaggio a Savona. In realtà le tonnellate di indifferenziato attuali sono 200mila/anno perchè è questo il quantitativo di indifferenziato prodotto a livello provinciale (che per legge deve essere autonomo nello smaltimento dei propri rifiuti). Ipotizziamo pure che nel futuro si faccia molto recupero per il riciclaggio (60%), resterebbero comunque circa 100mila tonnellate/anno di indifferenziato, non sono poche, ci vorrebbero 55 pyromix.
3) Per particolato, nanoparticelle ecc. in uscita dagli inceneritori valgono le stesse considerazioni della diossina: sono irrisori rispetto a quelli prodotti dalle vostre automobili che tutti avete ed utilizzate.
4) Mi permetto di dubitare che gli svizzeri ed i francesi siano dei folli perchè usano igli inceneritori. Moriranno tutti presto e i superstiti sartanno deformi?
5) Il barbecue contiene tutti gli ingredienti base della diossina: idrocarburi policiclici che arrivano dai grassi che si sciolgono, cloro che arriva dal sale usato per insaporite, basse temperature di combustione della carbonella. La diossina si forma e la mangiamo. Evidentemente non è abbastanza da avvelenarci. E’ solo una questione di quantità. I fuochi artificiali sparati a Londra a capodanno immettono in atmosfera la stessa quantità di diossina che uscirebbe da un inceneritore che bruciasse i rifiuti prodotti in 100 anni dalla città (10 milioni di abitanti).

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antonio gianetto ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 19:18

Mi sa che di sistemi alternativi ce ne sono anche altri, qui uno del CNR:
http://www.lswn.it/comunicati/stampa/2008/rifiuti_arriva_thor_il_sistema_di_riciclaggio_indifferenziato
Anche all’ università di Firenze sono molto avanti con la ricerca.
Hanno un solo difetto, costano molto meno degli inceneritori, quindi ci si tetta poco!

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lui la plume ha detto..
il 29 maggio 2008 alle 20:13

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Che bello,
crazie alla scelta “Avviso attivato” ricevo in anteprima i commenti …. ancora prima della pubblicazione.
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Rispondo pertanto a Bruno:
“Una cosa che spesso sfugge è che di rumenta ne pruduciamo veramente tanta ma veramente tanta e impensabile perdere tempo o pensare a rinviare le soluzioni quando , forse , magari.”
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Su questo il sistema esiste gia’ ed e’ collegato al pagamento dei rifiuti in base alla quantita’ e non in cifra fissa legata alla dimensione dell’alloggio.
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E’ una legge europea del 1991 recepita nel 93….. chissa’ se qualche avvocato che ci sta’ leggendo non e’ in grado di trovare il sistema di farla applicare (a seguito di querele, …… o quanto altro)?
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Da un punto di vista “personale” io pago la raccolta rifiuti in tre case differenti mentre ne faccio “pochi” e “differenziati” al meglio (anche cio’ che a Savona non differenziano lo porto a Milano ….).
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Certo che se potessi pagare in base al prodotto pagherei un decimo … e magari quel lavativo del negozio sottostante che se ne “frega” della differenziata ed intasa con i suoi cartoni riciclabili gli spazi destinati ad altro potrebbe pagare dieci volte di piu’ (e se dovesse chiude per le multe non piangerei).
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Quasi certamente dovendo pagare in base ai “sacchetti” consegnati finiremmo per evitare l’acquisto di quei prodotti “tutta confezione” e poca sostanza …. a qualcuno dispiace?
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Certo che qualche “lavativo” lascera’ qua’ o la’ i suoi sacchetti, e la fara’ franca … ma qualcuno verra’ beccato e dovra’ contribuire pesantemente a risollevare le casse pubbliche ….. non credo che alla comunita’ civile cio’ dispiaccia.
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Magari chi e’ tenuto a sgombrare le strade dalla rumenta abbandonata si lamentera’ …. ma dovra’ darsi da fare per tener pulito ugualmente altrimenti …. ecco un altro contribuente volontario.
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Magari fatturare in base al consumo non sara’ cosi semplice (e vantaggioso) …. ma non e’ un problema, se l’amministratore non e’ capace … puo’ sempre andarsene via e lasciare il posto a chi e’ capace di farlo … nel frattempo …. non incassera’ piu’ nulla, e magari dovra’ evitare di buttare soldi regalandoli alla Pyrotex in cambio di quattro costosissimi, inutili ed inquinanti fuochi d’artificio.
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Questa e’ la strada per ridurre la rumenta ……. far rispettare le leggi che gia’ ci sono (pagamento a consumo).

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BrioLenin ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 00:33

vedo che il signor Paolo continua a far finta di nulla e i miei link nemmeno li apre …cmq
1)la natura produce elementi altrimenti tossici ma li produce in proporzione alla sua capacità di riassorbirli e di riciclarli…la natura non si autodistrugge e se non toccata e non si accelerano i processi di cambiamento si adatta sempre alle nuove condizioni attraverso la magica formula della selezione delle specie teorizzata da un magico e modernissimo Darwin…la invito a leggerlo.
ciò che fa l’uomo è alterare gli equilibri di immissione nel ciclo naturale di elementi di scarto in tempi brevissimi impedendo alla natura di adattarsi e di riuscire a trovare nuovi equilibri.
2)i termovalirizzatori , le ripeto, subiscono la normativa su diossine e PM10 ma non sui particolati più fini ma più pericolosi , che vengono prodotti a temperature alte….più è alta la temperatura di lavorazione e combustione più sono fini le particelle emesse…e NON SONIO NORMATE…vuol dire che non ci sono leggi che pongano dei limiti a queste emissioni…parlo di PM2,5 ; PM1 e PM0,1
3)i PM vari non sono affatto irrisori rispetto al traffico e prodotti vari proprio perchè prodotti in quantità più elevate più sono elevate le temperature di combustione…siccome un inceneritore utilizza temperatura ben superiori a quelle delle auto già ne produce in quantità maggiore…seconda cosa un inceneritore produce in maniera continuativa e industriale questo particolato senza cessare mai in quantità superiori al normale traffico o inquinamenti vari….inoltre tale inquinamento è più concentrato , ossia limitato a zone “ristrette” in cui si riversano quantità esponenzialmente maggiori di queste prodotti di scarto.
4) le faccio notare che quando parliamo di PARTICOLATO , la quantità non conta granchè…la quantità aumenta solo la probabilità di formazione di casi tumorali…infatti non è come per l’inquinamento per normale per cui più ce n’è più è pericoloso perchè maggiori sono i danni prodotti, insomma per la diossina c’è un livello sotto il quale non fa danno e sopra il quale fa danno, per il particolato NO…perchè nell’organismo umano BASTA SOLO 1 PARTICELLA PM2,5 CHE NON VIENE ESPULSA CON LE FECI A CREARE UN PRINCIPIO TUMORALE…ossia una cellula tumorale…se ce ne sono 100 nell’aria vuol dire che avrai tot possibilità che questa particella si fermi nel tuo organismo, se ce ne sono 10.000 le probabilità salgono…ma ne basta comunque una non espulsa ad attivare il processo tumorale…

a lei eventuale replica…
saluti comunisti
Cristian Briozzo
per il particolato NON E’ QUESTIONE DI QUANTITA’ MA DI SOLA PROBABILITA’.

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antonio gianetto ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 11:24

Ieri IVG aveva segnalato questa notizia: http://www.ivg.it/2008/05/29/piano-provinciale-rifiuti-centro-destra-ora-filippi-apre-al-termovalorizzatore/
Oggi su la Stampa viene pubblicata una intervista all’ assessore:
Riporto una parte dell’ articolo, forse potra portarci un po’ di chiarezza sull’ argomento:
In provincia di Savona, malgrado le affermazioni
> catastrofiste di ambienti non proprio disinteressati, non c’è emergenza
> rifiuti ed abbiamo una riserva di volumi di discarica sufficiente a
> coprire il fabbisogno nel periodo transitorio necessario alla messa a
> regime del Piano rifiuti che il Consiglio provinciale ha approvato lo
> scorso anno.
> Ma perché, almeno da noi, niente termovalorizzatore? Perché, quand’anche
> bruciassimo tutti i rifiuti prodotti in provincia (200 mila t/anno),
> senza fare un grammo di differenziata, non avremmo le quantità
> sufficienti a sostenere economicamente la costruzione e la gestione
> dell’impianto. Esso costerebbe centinaia di milioni di euro, i suoi
> costi si scaricherebbero sulla tariffa a carico degli utenti e, per
> essere minimamente compatibile sotto il profilo economico, dovrebbe
> bruciare 250-300 mila t/anno di rifiuti. Ciò significherebbe che
> dovremmo importare rifiuti da altre province o regioni.

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milena d ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 12:28

Sig. Paolo,

sono stanca di risponderle. Ho trovato articoli scientifici, in rete, che contraddicono punto per punto tutto quanto lei scrive. Ma lei le fonti contrarie a cio’ che dice le va mai a vedere?

Il cloro naturale nel legno e’ molto, molto meno di quello dovuto ai trattamenti.

Diossina, particolato e nanoparticelle NON sono irrisori negli inceneritori rispetto ad altre fonti, ma sono drammaticamente maggiori.

Esistono fior di articoli che dimostrano anche questo.

Gli svizzeri e i francesi non si ammalano?

Ecco i risultati di uno dei 435 studi francesi sull’incremento dei tumori su un periodo di alcuni anni, fatti nei dintorni di inceneritori, che solo adesso cominciano a essere resi pubblici con grande clamore, precisando che i dati definitivi potrebbero essere anche molto peggio, dati i tempi di latenza di certi tumori:
Tipi di cancro- eccesso di rischio di cancro- risultati preliminari novembre 2006- definitivi marzo 2008
Mielomi multipli (uomini) +23%
mielomi multipli (2 sessi) +16%
sarcomi dei tessuti molli (2 sessi) +12,9 % +22%
linfomi NH (donne) +18%
linfomi NH (2 sessi) +9,7% +16%
cancro al seno delle donne +6,9% +9 %
tutti i tipi di cancro (donne) +4%, +6%

le bastano come rischi trascurabili? Per non parlare di endometriosi, rischi di aborti spontanei ecc.

Mi permetta, sono veramente stufa di commentare con chi gioca con tanta superficialita’ con la sua e l’altrui salute.

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Paolo ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 14:38

Speriamo che non muoiano tutti i francesi se no non potremo più comprare la loro energia elettrica fatta con le centrali nucleari e qui restiamo al buio.

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lui la plume ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 14:49

.
Sulla inutilita’ economica della costruzione di un ulteriore termovalorizzatore
(senza entrare nella polemica infinita sulle nanoparticelle …. prima o poi ce ne andiamo tutti, e vivere gli anni che restano nella rumenta non e’ il massimo)
non ho mai avuto dubbi,
(comunque ammesso che l’inceneritore sia la sola soluzione attualmente praticabile
prima di mennerne in cantiere altri bisogna conoscere l’attuale capacita’ di smaltimento disponibile ….
cio’ va fatto a livello europeo
senza insistere con la sciocchezza di dover avere una soluzione uguale per ogni regione …..
ho l’impressione che
la rumenta generata dalla sola Milano sia pari a quella di tutta la Liguria ….
quindi bisogna attuare soluzioni diverse per problemi diversi, la scarsita’ di fantasia e’ deleteria, anche se qualcuno riesce a “tettare”, letto in un qualche commento, poco male lo faccia pure ma ci metta almeno un po’ di fantasia …. chi “tetta” in fotocopia non vale molto).
.
Purtroppo viviamo un periodo di “dittatura delle minoranze” che impone a tutti una visione troppo locale dei problemi.
.
Pensare che ogni comunita’ debba essere autosufficiente e’ una grande fesseria, viviamo un periodo in cui la specializzazione la fa’ da padrona.
.
Se la rumenta la gestiscono nel modo corretto ad Amburgo ….. mandiamola li’ …. realizzando comunque delle giuste compatibilita’ economiche,
si puo’ concordare il prezzo da pagare per lo smaltimento,
cercando alternative in altre situazioni esistenti in modo da sviluppare una forma di concorrenza.
.
La nave “riciclona” puo’ servire ad alleviare situazioni di punta, pagare regolarmente i servizi chiesti a chi i termovalorizzatori gia’ li possiede puo’ fare molto.
.
I costi dello smaltimento … (e solo i costi) devono trovare risposta locale, la solidarieta’ sui conti da pagare …. deve lasciare il posto al realismo.
.
Quelle stesse persone che oggi creano tanti problemi ad una soluzione (forse piu’ economica) del problema
domani quando …
con le strade sgombre
(e qui dobbiamo aiutarli, anche se i responsabili di questo macello sono sempre li’ a godersi lo stipendio che si sono raddoppiato appena giunti al potere)
si troveranno a far fronte “loro”
ad un costo di smaltimento in Germania
ben superiore a quello che avrebbero con soluzioni diverse
potrebbero rinsavire chiedendo ….. “loro” un diverso tipo di aiuto.
.

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BrioLenin ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 15:34

complimenti signo Paolo,risposta intelligente e rispettosa della vita altrui , visto i dati riportati da milena…complimenti per l’onestà intellettuale e per la sua immensa umanità…
probabilmente se fosse stato un suo parente ad essere colpito da una di quelle malattie a causa di un inceneritore forse non parlerebbe così…ma daltronde…finchè sono gli altri a rimetterci la vita cosa ce ne frega…anzi …cerchiamo di farlo subire anche ai nostri figli…
complimenti…

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vince ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 18:08

Scusate la mia ignoranza, ho letto più o meno tutti i vostri commenti,ma una soluzione valida al problema ci sarà?se si quale secondo voi?
ringrazio e saluto.

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BrioLenin ha detto..
il 30 maggio 2008 alle 20:22

un potrebbe essere il sistema Pyromex, come scritto nei commenti…possibilmente nella originale realizzazione su nave come proponeva lui la plume…contemporaneamente il potenziamento della differenziata, unica vera soluzione per ridurre i rifiuti e riutilizzarli…

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milena d ha detto..
il 31 maggio 2008 alle 11:07

Potenziamento della differenziata, che tra l’altro ci verra’ sempre piu’ imposto da leggi europee.

Ah, tra l’altro e’ di 1,6 milioni di euro la multa pagata dalla Liguria l’anno scorso per non aver raggiunto il 35% di percentuale.

Riduzione alla fonte, con leggi precise che riducano gli imballi inutili, e che selezionino i materiali da usare privilegiando i riciclabili e cercando di evitare confezioni a materiali misti. Purtroppo per criminali interessi economici si va nella direzione opposta. Questo bisognerebbe combattere, e cominciare noi per primi a prefererire, a parita’ di qualita’, roba con meno confezioni e involucri che magari costa pure meno.

Compostaggio della frazione umida per produrre concime.

Trattamenti non termici del rimanente non riciclabile. Ne esistono molti. E comunque esistono gia’ comuni in Italia, come Vedelago nel trevigiano, altri nel lucchese, e intere regioni in terra straniera che riescono ad arrivare a percentuali elevatissime di differenziata, il 95% e oltre.
Bisognerebbe studiare da loro, non dalle ditte produttrici di inceneritori.

E non mi dite che per tutto questo ci vuol tempo, visto che dovremmo andare comunque in quella direzione. Anche per costurire un inceneritore ci vuol tempo e molti soldi a fondo perduto.Ribadisco, a fondo perduto.

A questo punto qui da noi e’ una scelta semplicemente oscena. Chiunque se ne assuma la responsabilita, se la assumera’ nei confronti dei cittadini, di quelli che si ammaleranno e delle generazioni future, come per altre scelte.

Ma vedo, dai primi dati del sondaggio di IVG, che purtroppo la propaganda a senso unico e il martellamento fasullo sull’ “innocuita’ ” e “utilita’” e “rendimento energetico” degli inceneritori da’ ancora i suoi frutti.

Al sig. Paolo dico solo che quando uno non ha piu’ argomenti cambia discorso. E con che eleganza, poi…

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vince ha detto..
il 31 maggio 2008 alle 12:12

Bene allora sarebbe bene obbligare tutti gli italiani intanto a fare la raccolta differenziata e poi prendere in considerazione il Pyromex o no!? Ci sarebbe un bel risparmio in denaro e soprattutto( che è la cosa più importante ) la salute.
Nella mia frazione sono quasi due anni che facciamo la differenziata,subito mille polemiche mille problemi,giusto il tempo di organizzarsi poi con un pò di sacrificio si fà sta benedetta differenziata,ad oggi non riscontro alcun minimo problema vi sono i giorni prestabiliti si mette giù un giorno la carta,l’altro l’umido l’altro la plastica,la ditta passa a ritirarla sotto casa non vedo il problema!
Gli italiani fanno sacrifici x andare in ferie(magari anche due volte l’anno ) code chilometriche,caldo,freddo ecc.ecc.e poi ci perdiamo davanti a un problema così importante!!?? mah!

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AT ha detto..
il 31 maggio 2008 alle 15:55

A TUTTI COLORO CHE VOGLIONO INFORMARSI E PORRE DAOMANDE SULL’ARGOMENTO CONSIGLIO DI PARTECIPARE QUI:

Venerdi 13 giugno oer 21.00
presso TEATRO NUOVO Valleggia all’incontro pubblico
ENERGIA INQUINAMENTO RIFIUTI SVILUPPO E SALUTE : UNA CONVIVENZA POSSIBILE
ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE “UNITI PER LA SALUTE”
con il PATROCINIO DEL COMUNE DI SAVONA e dell’ORODINE DEI MEDICI di Savona
con la partecipazione di :
Dott. PATRIZIA GENTILINI ONCOEMATOLOGA – Medico ISDE di Forlì
Dott. VALERIO GENNARO – EPIDEMIOLOGO – Medico ISDE -IST Genova
Dott. PAOLO FRANCESCHI PNEUMOLOGO – Specialista in Tisiologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio
CERCHIAMO RISPOSTE SU: ENERGIA E INQUINAMENTO, SVILUPPO, AMBIENTE E SALUTE, INCENERIMENTO DEI RIFIUTI, RISCHI CHE CORRONO I NOSTRI FIGLI, ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE DELLA CENTRALE
Vi sarà un dibattito con rappresentanti degli organi di stampa.

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lui la plume ha detto..
il 2 giugno 2008 alle 11:34

Vi sono tante possibili soluzioni,
.
ma non andrebbe dimenticato il costo di questi interventi.
.
Se un giorno passa il tale a raccogliere gualcosina poi l’altro che raccoglie qualcosaltro le spese salgono a sproposito.
.
Gli amministratori locali “oggi” hanno un modo di considerare le spese “molto spesso” poco coerente con la situazione economica dei cittadini.
.
Bisogna evitare di …. buttare i soldi in operazioni economicamente errate.
.
A parte le citta’ principali dove la differenziata all’origine non viene “forse” fatta bene per “cattiva amministrazione” nelle piccole comunita’ e’ meglio non creare ulteriori problemi alla cittadinanza, si ritira tutto cosi’ come viene conferito e ci si organizza per trasferire il non differenziato in zone attrezzate per differenziare in modo corretto.
.
Il minor disturbo alla popolazione ha un valore, la raccolta differenziata ha un costo cosi’ come il trasferimento in aziende capaci di riciclare correttamente, bisogna specializzare le attivita’ e non pretendere che ogni comunita’ debba essere autosufficiente.
.
Forse qualcuno non se ne e’ accorto ma il medioevo e’ finito…….anche se restano le autonomie comunali.

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mariob ha detto..
il 2 giugno 2008 alle 23:59

salve, mi collego solo ora, per caso a questo sito, e scrivo per dare risposte a parecchi di voi.
Considerato che faccioparte della struttura pyromex , posso chiarire parechi dibbi ed interrogativi che ho letto nei commenti precedenti.
Il gassificatore pyromex, ha una particolarità, ovverosia quella di gassificare a temperatura ultra elevata (1200 – 2000 gradi °) a seconda del materiale che viene trattato. L’impianto è infatti in grado di trattare qualsiasi tipo di rifiuto, anche il tossico nocivo, l’ospedaliero, il domestico etc., anche in maniera indifferenziata. la macchina è in uso a Munchen ove produce pyrogas che viene venduto all’aeroporto. L’impoianto è in grado di trattare da 1 tonnelalta al giorno a multipli di 500 tonnelate giorno. Il processo avviene in camera stagna con la assoluta asenza di camini e fumaioli. Il Gas prodotto può essere convertito in energia elettrica od in idrogeno (in ques’ultimo caso con un aperdita del 30%), e di tutta la energia prodotta il 30% serve per alimentare lo stesso ipianto il resto può esere venduta. L’impianto occupa una superficie pari ad una decima parte dei conclamati termovalorizzatori, ed a differenza degli stessi non necesita nè di pretrattamento del rifiuto, nè di discarica a valle.
Gli amministartori delnostro bel paese hanno già sulle loro scrivanie una broschure della tecnologia, ma evidentemente per qualche motivo che non comprendo . . . dirottano verso altra tecnologia, sicuramente valida ma ormai desueta. L’impiantonon ha alcun tipo di emissione tanto da poter essere installato sotto terra (impatto ambientale zero), o magari con una piscina sopra che sfrutta l’energia termica ineccesso.
Concordo con chi si lamenta delle varie trasmissioni televisive ove non si dibatte sulla tecnologia, e, non comprendo la nostra tecnologia è considerata fantastica negli altri paesi (sono parecchi gli ordini) e non presa in considerazine dallo stato italiano.
A disposizione per eventuali chiarimenti quando avrò possibilità di colegarmi a questo sito. E’ comunque possibile attingere informazioni sull’impianto clicclando sulsito http://www.pyromex.it.
Quallo che oggi non si comprende è che i rifiuti sono una fonte di ricchezza da sviluppare in maniera ecologica. Guardando la quaestione da questo punto di vista, Napoli naviga nell’oro ,ma gli amministratori fanno finta di non accorgersene.
I numeri sono i seguenti: per ogni tonnellata di rifiuto l’imoianto arriva a produrre 1 MGW di energia elettrica e 2 MGW di energia termica.

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hi-tech ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 12:40

Egr. Sig. mariob:
La ringrazio per il’intervento chiarificatore da ch come Lei conosce a fondo la tecnologia Pyromex. é da un po’ che come Don Chichiotte segnalo, intervengo , non solo in questo sito, la vostra tecnologia che ho conosciuto per caso in rete.
Sono felice di aver letto le Sue parole.
Ho segnalato all’assessore prov.le ilippi il link della Pyromex, cos’ come ad altri organi di Governo.
Mi fà piacere che Lei abbia notato le stesse cose che segnalavo nel sito: il palese disinteresse per questa tecnologia da parte di chi dovrebbe farlo, nonché la totale, sospetta, disinformazione nelle trasmissioni televisive. Addirittura in rete le informazioni e i commenti sono pochini.
Cordialmente

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lui la plume ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 14:05

Ora si scopre che anche la raccolta differenziata (una jattura credetemi) non e’ piu’ necessaria.
.
Ovviamente val sempre il principio di evitare l’acquisto di imballaggi (con qualcosina dentro) da buttare.
.
Magari poi si scopre che con questo gas possiamo anche alimentare le vetture ……. di certo di qualche autobus ad idrogeno abbiamo sentito gia’ parlare.
.
Ecco …. da una situazione di inquinamento diffuso si passa ad una eliminazione dell’inquinamento passando dalla monnezza e poi non ditemi che l’uomo non fa’ parte della natura …. la rovina si ma e’ anche in grado di rigenerarla.
.
Presto scopriremo che le navi crociera possono caricarsi nottetempo le balle di monnezza indifferenziata nella stiva e poi viaggiare ad idrogeno …
.
Dai che una qualche bella applicazione geniale da presentare all’expo 2015 salta fuori.
.

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antonio gianetto ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 15:01

In questi giorni vedo degli attacchi all’ assessore Filippi che viene accusato di volere il termovalorizzatore, da parte sua c’ è stata una smentita: http://www.provincia.savona.it/Comunicazione/comunicati_singolo.asp?c=1147
Ieri sera per caso mi sono imbattuto in questo video:
http://it.youtube.com:80/watch?v=VJ7ZWkSPqOM
Al minuto 5 15 viene segnalato che anche Savona si stà interessando a questo sistema.
Nella stessa pagina, il primo filmato in elenco a destra, descrive come funziona l’ impianto.
Ci sono molti modi di eliminare i rifiuti, molti impianti, non creano danni ambientali, sono molto economici, autosufficienti, creano posti di lavoro e profitto. Se non vengono tenuti in considerazione un motivo sicuramente ci sarà; penso, però, che in molti lo abbiamo già capito!

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BrioLenin ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 15:13

ringrazio anche io il signor Mariob…e vorrei anche porle una domanda…
questa mattina con il mio prof. di Fisica abbiamo letto e approfondito questo sistema di rigassificazione ma ci è sorto un quesito, nonostante il nostro stupore per un impianto che pare essere tanto ultraefficiente quanto poco pubblicizzato e analizzato da chi dovrebbe cercare soluzioni alternative ai celeberrimi inceneritori…
nel sito in inglese c’è il processo chimico che avviene all’interno del rigassificatore e abbiamo notato che alla conclusione del ciclo si sono prodotte 2 molecole di CO che come sappiamo è altamente tossico…quello che ci chiedevamo è come veniva utilizzato tale monossido di carbonio e che fine facesse,finisce anche quello nel Pyrogas?…
abbiamo comunque inviato una mail alla sede di Zurigo chiedendo chiarimenti su tale questione.
La ringrazio anticipatamente.
cordiali saluti Cristian Briozzo

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antonio gianetto ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 15:29

In merito al mio precedente post, per correttazza informo che anche IVG ne aveva dato notizia:
http://www.ivg.it/2008/05/30/provincia-lassessore-filippi-replica-sul-termovalorizzatore/
L’ assessore Filippi su La Stampa spiega perché è contrario agli inceneritori, l’ articolo l’ ho trovato qui:
http://www.truciolisavonesi.it/articoli/numero157/filippi.htm

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Bruno Pirastu ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 17:18

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.

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mariob ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 21:12

Per Briolenin, fai attenzione che non si tratta di un rigassificatore, ma di un gassificatore con tecnologia pyromex. Mi spiego meglio:
Nella norma i gassificatori hanno temperature molto basse;
di contro il sistema della pirolisi funziona a temperature molto alte.
Il nostro è un sistema idrido. E’ un gassificatore a temperature altissime. Ne deriva che molti, ancorandosi ai rigidi schemi della attuale conoscenza, non trovano rispondenza nè con il funzionamenteo del gassificatore, nè con quello della pirolisi, ed hanno ragione. Piuttosto che dire che una simile macchina con tali caratteristiche non può esistere, potrebbe sforzarsi a comprendere che stiamo parlando di nuovi processi totalmente differenti dai conosciuti.
Viene da noi chiamato gassificatore perchè in realtà produciamo un gas cche chiamiamo pyrogas in quanto è differente dagli altri ( moltopiù puro).
La macchina è peraltro costruita con pseciali acciai in quanto il materiale viene inserito a temperatura ambiente, e portato immediatamente a oltre 1300-2000 gradi, quindi il gas prodotto passa da questa temperatura alla temperatura ambiente. Durante ilprocesso il materiale subsce quindi schok termici non infiììdifferenti.

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BrioLenin ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 22:37

La ringrazio ancora signor mariob per la precisazione…
comunque tengo a sottolineare che noi siamo rimasti positivamente impressionati da questo impianto, mentre ci stupiamo del fatto che venga praticamente ignorato…
comunque non ho ancora compreso quelle molecole di CO dove vadano a finire…mi scuso ancora per la mia ignoranza…
Cristian Briozzo

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mariob ha detto..
il 3 giugno 2008 alle 23:00

in risposta a Briolenin
Probabilmente viene ignorato per il fatto che gli interessi sono altri. E’ assurdo che nonostante gli addetti ailavori conoscanotutti la tecnologia, non siamo invitati mai nè noi nè altre tecboilogie ad di fuori degli assoluti sostenitori e dei costruttori dei termovalorizzatori. Probabilmente la stampa italiana non è poi così libera e le notizie vengono adeguatamente filtrate.
Sarebbe molto bello un confronto diretto tra tecnologie.
Rispondend alla domanda fatta, il Co va nel gas e serve per la produzione di energia elettrica.
Altro particolare dell’impianto è che lo stesso lavora a bassissima atmosfera ed è certificato anche contro la impossibilità di esplosioni pericolose (al fine di prevenire eventuali critiche che spesso vengono fatte).
Saluti

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lui la plume ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 10:36

Nel leggere gli interventi Pyromex mi rendo conto del perche’ le proposte non vengono prese in considerazione.
.
E’ difficile pensare che chi ha una qualche responsabilita’ (faticosamente raggiunta) si getti in imprese che non ritiene consolidate.
.
E’ una carenza o una caratteristica o una tara (… basta scegliere, e non e’ detto che debba essere intesa come negativa) che fa’ parte dei nostri amministratori, non si puo’ svicolare da questa realta’.
.
Vorrei trovare qualcosa di piu’ tangibile …
quanti sono gli impianti in funzione oggi?
dove sono ubicati?
quanto sono costati?
quanti intoppi hanno avuto?
quali i tempi di intervento?
quali conseguenze?
chi puo’ fornire assistenza?
ecc. ecc.
.
Certo che se ne fosse stato installato uno nel paese vicino ed i risultati …. ottimi,
la decisione di avvicinarsi a questa tecnologia sarebbe piu’ facile.
.
Certo che se devo essere io il primo a rischiare un insuccesso …… dovrei avere degli attributi particolari per rischiare, i piu’ restano su cio’ che gia’ esiste …..
.
Torno a chiedermi: ma questa nave riciclona esiste o non esiste?
Non e’ che la si possa noleggiare …. poi se regge i primi tempi risulterebbe facile acquistare un impianto da sistemare sotto una piscina …. oppure sotto terra in zona ex ospedale …. riscaldando il centro di Savona.

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hi-tech ha detto..
il 4 giugno 2008 alle 17:00

Sig. Mariob:
Pur essendo un accanito sostenitore dei Vostri sistemi e pur avendo profuso informazione in tal senso, ritengo doveroso osservare quanto segue.
Effettivamente possiamo lamentarci con giusta causa del basso profilo scientifico-divulgatovo dei media, relativamente alle nuove tecnologie.
Ho letto una circolare della fine dello scorso anno sul problema rifiuti al link http://www.campaniaforum.it/public/ce/buona_volonta_per_gestione_rifiuti.pdf.
….e quando la COmmissione Miniambiente istituita esaminava lo stato della teconlogia innovativa attuale…concludeva che, la gassificazione e rigassificazione nonché la rivoluzionaria pirolisi, trattandosi di mera sperimentazione e non esistendo in Italia possibilità di toccare con mano le risultanze, occorrevano molte cautele, etc etc. se ho ben capito…
Ma la domanda che le pongo é questa, non avendo avuto soddisfazione nel visitare il vostro sito internet in italiano:
Potete fornire, come giustamente chiede anche il mitico sig. lui-la-plume, un elenco aggiornato degli impianti funzionantiad oggi in Europa, in modo che possiamo imbarcare in un bell’autobus una cinquantina di “papaveri ” del Governo e portarli a visitarlo?
Vi siete mai offerti di comunicare i dati reali del ciclo degli impianti esistenti?
Avete mai provato a promuovervi nei canali informativi televisivi o giornalistici?
Cioé: curate veramente la promozione e l’informazione sul vostro ciclo di trattamento?
Anche se non siete i soli realizzatori di tali impianti, potreste diventare gli artefici della soluzione di un problema che ora é diventato impellente!
RIngraziandoLa sempre per la Sua disponibilità, cordialamente La saluto.

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mariob ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 00:02

Provo velocemente a dare un risposta.
L’impianto è nato in California circa nove anni addietro. Sullo stesso sono state effettuate tante sperimentazioni fino al raggiungiemnto dei brillanti risultati esposti.
Successivamente montato in germania a Noistadt lo stesso è certificato per 32 codici cer, ed ha ottenuto tutte le certificazioni ambientali e di processo con l’ininterrotto funzionamento durato cinque anni. Quindi l’impianto è stao smontato circa tre mesi addietro ed è in fase di rimontaggio a monaco diBaviera adiacente all’aeroporto. Nello stesso sito oltre a tale impianto, della capacità di 75 tonnellate al giono di rifiuto secco, è presente anche altro impianto della capacità di cinque tonnellate giorno(secco). tale ultimo impianto è montato su trailler ed è quindi trasportabile.
Durante tutta la fase di funzionamento che ha portato alle certificazioni, l’impianto non ha subito alcun cedimento o problema.
I pericoli derivanti dal suo utilizzo sono inesistenti. Non ha alcun tipo di emissione, e lavora a bassa atmosfera.
Gli impianti piccoli (trasportabili fino a 5 ton giorno) possono essere consegnati in 4/5 mesi , gli altri in 10/12 mesi.
L’impiantosi compone di tre fasi: la carbonizzazione, la gassificazione, la produzione di energia.
La carbonizzazzione permette di omogeneizzare e sterilizzare i rfiuti alla temperatura di 450° producendo carbonella ( facilitando eventualemnte lo stocacggio per mancanza di percolato, di topi, e quant’altro) e riducendo i rifiuti medesimi ad una quinta parte di quelli esistenti- (nonsi comprende il perchè vogliano aprire nuove discariche in Campania quando già con solo questo macchinario è possibile svuotare le discariche esistenti. Tale fase è opzionale in quanto il rifiuto può essere ricevuto dall’impianto tal quale
Il carbonizzatore funzina anch’esso in camera stagna, e può trattare masse di rifiuti dalle 300 alle 5000 tonnellate al giorno. Lo stesso è perfettamente funzinante in parecchi siti negli stat uniti.
Della gassificazione ho già parlato in precedente commento;
Con riferiemto alla produzione di energia occore dire che la stessa è opzionale. Il pyrogas può facilmente essere convertito anche in combustibile liquido od in idrogeno.
L’assistenza perla macchina, viene forita direttament dalla nostra azienda.
Ad oggi sono installati solo gli impianti siti a Monaco di Baviera. La produzione degli stessi è utilizzata dall’aerostazione limitrofa.
Parecchi sono gli ordini, una grossa commessa per gli emirati arabi (10000 ton giorno), e comesse anche da parte di privati imprenditori italiani e stranieri che hanno pesonalemtne verificato la efficienza della macchina con specifici test sul materiale dagli stessi fornito.Tra queste alcune macchine per la gassificazione di biomasse e perla gassificazioen delle deiezioni animali.
I risultati sono disponibili a chiunque li richieda.
Con riferimento alla divulgazione delle notizie inerenti l’impoianto, riteniamo onere e dovere deontologico dei giornalisti provveder ala divulgazione delle notizie, nonostante i solleciti di rito, pare che a nessuna importante trasmissione televisiva interessi la questione. Noi da parte nostra riteniamo di avere fatto cosa corretta nell’infromare gliorgani superiori.Saremo comunque sempre a disposizione per parlare e dibattere della tecnologia se fossimo invitati.
Contrariamente a quanto affermato da H teach, insistonel dire che il nostro è l’unico impianto al mondo che funziona conle caratteristiche descritte in precedente commento ed a emissioni zero. ( non vicine o prossime allo zero come molti sono soliti dire, ma assolutament zero) in quanto è pprivo di camini o fumaioli.
saluti

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lui la plume ha detto..
il 5 giugno 2008 alle 11:14

La notte porta consiglio …. e qualche sogno.
.
Savona non va’ poi tanto male, di immondizia ne produce in abbondanza ma e’ ancora in grado di gestirla con efficacia, un eventuale insuccesso potrebbe venire superato senza grandi problemi, un successo sarebbe invece una gran bella cosa e aprirebbe una serie di commesse in grado di arricchire il sig. Mario.
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Nel sogno ho visto questa azienda installare in prova questo sistema interrandolo nella zona prevista a Quiliano, o nella zona ex fiera o sotto il vecchio ospedale …. oppure sulla nave “riciclona” oppure in un terreno messo a disposizione dalla Provincia.
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Di certo un successo favorirebbe le posizione di chi si appresta a presentarsi alle elezioni del 2009.
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Di certo se il prodotto funzionera’ bene per i primi sei mesi … l’acquisto diverrebbe una formalita’ che un amministratore si prenderebbe in carico con grande gioia.
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Se non funziona come dichiarato …… si puo’ stendere sul fatto un velo di “omerta’” …. ma senza spendere un soldo.

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lui la plume ha detto..
il 6 giugno 2008 alle 08:01

zzzzzzz ……..
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nulla di nuovo ……..
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ovviamente bisogna stare con i piedi per terra e tener presente che anche nei pressi di Monaco vi sono tante mucche ……
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anche se mancano le “bufale” la mozzarella si puo’ fare lo stesso.
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Capisco benissimo quanti non prendono in considerazione processi non “industriali” …..
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torniamo al titolo: e’ previsto ad Imperia l’inceneritore?

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MarcoG ha detto..
il 10 giugno 2008 alle 17:07

Salve a tutti.
sarei felicissimo se il sistema Pyromex qui proposto funzionasse così come pubblicizzato.
Volevo solo fare un paio di precisazioni, visto che ho lavorato nel campo delle biomasse e quindi mi sono trovato ad avere a che fare con tecnologie di gassificazione, pirolisi e combustione, e marginalmente con un forno a griglia di un inceneritore.
In realtà non conosco appieno il settore dell’incenerimento, comunque e fortunatamente, la termodinamica è una scienza, ciò nonostante se commettessi qualche errore prego il sig. Mario di correggermi.
Il fatto è che personalmente non apprezzo particolarmente che si pubblicizzi il sistema come ad inquinamento zero, in quanto, ovviamente, non lo può essere.
Mi spiego:
Da quanto ho letto si tiene a precisare come il sistema non inquini, e non abbia ciminiere, in quanto trasforma il rifiuto in syngas.
Questo è tecnicamente corretto, ma l’ “inquinamento zero” vale fintanto che questo benedetto syngas non lo bruciamo.
In moltissimi impianti la procedura è questa: il syngas viene prodotto attraverso pirolizzazione, quindi, sul posto, viene raffreddato, purificato ed infilato in un motore.
In pratica il procedimento, fino a quando non infili il syngas nel motore, è ad inquinamento zero, ma questo varrebbe per tutti gli impianti di gassificazione!
Cosa credete che succeda all’aeroporto di Monaco? La Pyromex produce syngas, inquinando zero, a qualche metro di distanza l’aeroporto lo brucia producendo energia, inquinando “tot”.
Il problema NON è nella produzione del Syngas, ma è nella combustione dello stesso!
Chi facesse un impianto del genere dovrebbe preoccuparsi di produrre energia (per l’onerosissima gestione energetica di un forno ad induzione, del quale ci sarebbe da parlare per altre ore) o di vendere il syngas a prezzi tali da consentire una sana gestione economica dell’impianto.
Questo qualcuno prima o poi ‘sto syngas lo dovrà bruciare, no?
E questo qualcuno sa perfettamente che bruciare un gas di sintesi è questione delicata assai, e sa che il problema non è la durata del reattore di pirolisi, ma del motore, nel quale questo singas brucia producendo tar e char, vorrei tanto sapere ogni quanto è dovuto star fermo il motore dell’aeroporto di monaco, e quanto a lungo.
(Mi rendo conto ora che ho supposto cautonomamente che a Monaco il sistema sia quello che ho detto, ma potrei sbagliare, nel caso in aeroporto il gas non venga bruciato in motore me ne scuso, e chiedo allora come viene utilizzato)
Il problema del syngas è che, putroppo, pulitissimo non è, e non può esserlo.
(anche se sicuramente è più pulito del syngas prodotto a temperature inferiori, non ho motivo di dubitare della parola del signor Mario)
Altro problema sono le acque: è vero che il sistema non ha ciminiere, ma uno “scrubber”, per chi non lo sapesse è un sistema di pulizia ad umido ben noto nel campo dell’incenerimento e che ha come risultato un certo volume di acque assolutamente inquinate e da trattare.
E insomma, questi sono i dubbi che mi sono venuti leggendo queste cose, non vorrei smorzare gli entusiasmi, e non propongo soluzioni alternative, io so bruciare solo legno (e con mille difficoltà) sono comunque convinto che la prima cosa da fare sia comunque ridurre i rifiuti differenziando e consumando in maniera intelligente.
Purtroppo ho il sospetto che come soluzione sia paragonabile a quella di un uomo sull’orlo di un infarto al quale il medico dica: cammina un po’, non fumare e non mangiare troppo, forse è davvero il caso di pensare ad un intervento, poi forse camperemo abbastanza per camminare, non fumare e mangiare poco.

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lui la plume ha detto..
il 10 giugno 2008 alle 21:28

Ma da qualche parte si e’ detto che esce idrogeno non qualche riduzione (-30%) …… non credo inquini …. o sbaglio?

A cosa puo’ servire questa acqua inquinata? (Magari al Santa Rita la possono riciclare come caffe’ …)

Ma l’utilizzo sulla nave “Riciclona” finirebbe con l’inquinare il mare? o l’acqua puo’ raffreddare il processo limitandosi a riscaldare l’ambiente?

Grazie marco delle informazioni …. piu’ si sa’ e piu’ ci si rende conto di non sapere …. ma non drammatizziamo magari le spiegazioni arrivano.

lui la plume

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hi-tech ha detto..
il 11 giugno 2008 alle 11:49

@MarcoG: credo che nessun processo di combustione sia esente da prodotti, siano essi nocivi in qualche misura. Credo che solo l’idrogeno sia sotto questo aspetto il meno inquinante.
Anche bruciando la legna o il carbone ci ritroviamo nei fumi qualche cosa di non proprio “sano”.
Si tratta,secondo me di valutare se é preferibile bruciare i rifiuti tradizionalmente, con i derivati di diossina, polveri sottili, NOX, etc. o preferire un sistema che, originando un gas di sintesi, nel ciclo di produzione dell’energia elettrica, poi lo brucia, nientemeno come farebbero un certo numero di caldaie a gas metano che sono nelle nostre case….. Le tue affermazioni,sotto il punto di vista di evidente “tolleranza-zero” in termini di emissioni, mi paiono un po’ restrittive e limitanti alla soluzione del problema.
Credo che il sistema Pyromex e le tecnologie a pirolisi in generale, oggi, rappresentino la maniera relativamente meno inquinanti dello stato dell’arte.

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fabiog ha detto..
il 11 giugno 2008 alle 12:00

buongiorno a tutti.
Anch’io come il signor Marcog ho qualche dubbio sull’utilizzo di espressioni quali inquinamento zero, emissioni zero o impatto ambientale nullo utilizzate nei suoi interenti da Mario B.
Come ampiamente argomentato da MarcoG nel suo intervento queste espressioni risultano vere se ci si limita alla sola fase di gassificazione del rifiuto, ma nel momento in cui si va ad analizzare anche le fasi di purificazione del syngas (o pyrogas se preferite) e della combustione dello stesso le emissioni inquinanti sia sotto forma gassosa che liquida ci sono.
E in effetti questo si può dedurre anche dal fatto che sul sito in inglese della pyromex ( http://www.pyromex.com) sia presente, come potete verificare voi stessi cliccando dal menu di sinistra su the problem e quindi su regulations, una tabella in cui sono confrontate le emissioni del sistema pyromex con quelle previste dalla normativa in materia di diversi paesi.
le emissioni sono sicuramente inferiori ai limiti di legge, ma ci sono comprese quelle di diossine.
Per quanto riguarda la proposta della “nave riciclona” le emissioni gassose in atmosfera derivanti dalla combustione del pyrogas andrebbero in atmosfera e da li a seconda del regime dei venti nulla esclude che possana raggiungere la costa. Ci sarebbe poi il problema della depurazione o del trasporto a terra delle acque di lavaggio provenienti dallo scrubber per la purificazione del syngas e per usufruire dell’energia elettrica prodotta bisognerebbe prevedere un elettrodotto sottomarino, strada tecnicamente percorribile ma di cui bisognerebbe considerare i costi.

ancora cordiali saluti a tutti.

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mariob ha detto..
il 14 giugno 2008 alle 23:39

Provo a rispondere alle domande ed alle illazioni.
Lui la Plum 5/6/08: L’idea non è malvagia, di certo se ne può parlare. Non vedo particolari ostacoli.
Lui la Plum 6/6/08: Se quelle avanzate sono illazioni, sono poco eleganti. Non abbiamo bisogno di convincere nessuno. Certo evidentemente, non penso che tutti i tecnici che vengono a visionare l’impianto per conto dei clineti che lo ordinano siano tutti dei cretini.
MarcoG 10/6/08 :quello che asserisci è vero fino ad un certo punto. Mi spiego meglio. Il nostro impianto peraltro è utilizzato anche per le biomasse.
E’ evidente che l’inquinamento zero si ferma conla produzione del syngas. Successivamente lo stesso potrà essere trasformato in energia (nel nostro sistema con particolari catalizzatori ceramici evitiamo il formarsi di nox, mi spoiego meglio NOX=0), in comustibile liquido, o in idrogeno.
In realta ilnostro impianto ha il vantaggio (brevetto) di un forno ad induzione che consuma pochissimo. Della energia prodotta solo il 25-30% serve per far andare il forno. Se limpianto utilizza il carbonizzatore consuma addirittura meno. Un ulteriore vantaggio rispetto agli altri impianti è quello di verificare la composizione del gas che si compone, in tempo reale e ove necessario rettificare la temperatura del forno.(anche in dipendenza di ciò che voglio eventualmente produrre dal gas).
Le aque dello scrabber non vergono dispense e pertanto nella fatispecie non costituicono fattori inquinanti, abbiamo sempre un forno che va a 1500 1800°.
Lui la plume 10/6/08: Ricordi bene. chiaramente è possibile produrre idrogeno. In tal caso la efficienza dell’impianto perde circa il 30%.
Hi Teach 11/06/08: Il nostro sistema di catalizzatori ceramici ci permette di non superare mai gli 800 gradi (in caldaia) e pertanto di non creare NOX.
saluti

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lui la plume ha detto..
il 15 giugno 2008 alle 22:06

x mariob

“Lui la Plum 6/6/08: Se quelle avanzate sono illazioni, sono poco eleganti. Non abbiamo bisogno di convincere nessuno. Certo evidentemente, non penso che tutti i tecnici che vengono a visionare l’impianto per conto dei clineti che lo ordinano siano tutti dei cretini.”
.
Era ovviamente una battuta “poco felice” … purtroppo un limite di questo blog e’ insito nella impossibilita’ di correggere quanto inviato.
.
Non se la prenda …. mai … non e’ il caso.
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Ottima la disponibilita’ di una installazione in prova …… per un certo periodo …..
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Vediamo ora che succede.

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lui la plume ha detto..
il 16 giugno 2008 alle 10:21

Scrissi:

Savona non va’ poi tanto male, di immondizia ne produce in abbondanza ma e’ ancora in grado di gestirla con efficacia, un eventuale insuccesso potrebbe venire superato senza grandi problemi,
…………

ho visto questa azienda installare in prova questo sistema
interrandolo nella zona prevista a Quiliano,
o nella zona ex fiera
o sotto il vecchio ospedale ….
oppure sulla nave “riciclona”
oppure in un terreno m
esso a disposizione dalla Provincia.
.
se il prodotto funzionera’ bene per i primi sei mesi …
l’acquisto diverrebbe una formalita’
che un amministratore si prenderebbe in carico con grande gioia…..”
.
Ora leggo in risposta:
.
“L’idea non è malvagia,
di certo se ne può parlare.
Non vedo particolari ostacoli.”
.
.
Chi si prende l’incarico di …. sfruttare ….. la disponibilita’ dichiarata?

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lui la plume ha detto..
il 16 giugno 2008 alle 18:20

Dopo 81 commenti un velo di oblio pare stia calando su un inceneritore ……
.
eppure
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sotto quella cenere grigia qualche fiammella si intravvede.
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Oggi mi e’ arrivata la pubblicita’ di una vettura ad alimentazione mista idrogeno ed elettricita’.
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Se la Pyromix sopra al suo inceneritore pulitazzo mette un bel distributore di idrogeno ….
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Appena ho tempo mi faccio fare un preventivo per cambiare auto.

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antonio gianetto ha detto..
il 16 giugno 2008 alle 19:47

ancora un po’ di pazienza!
Se vanno a buon fine questi progetti non avremo più problemi:
http://www.ansa.it/ecoenergia/notizie/rubriche/dossier/20080204101134587751.html
Per spiegarci, l’E. coli (come viene abbreviato nelle scienze) è un microorganismo che vive nell’intestino umano (non solo, ma principalmente ne sentiamo parlare associato a inquinamento fecale e rischi di malattie). E’ un battere che vive in ambiente anaerobici, ovvero senza ossigeno, e quando “respira” emette idrogeno in forma gassosa (ovvero il prodotto delle sue reazioni metaboliche per ricavare energia). Che è proprio quello di cui abbiamo bisogno.
vedere anche:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1205695

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lui la plume ha detto..
il 16 giugno 2008 alle 20:54

Avevo il sospetto ……. si rischia che finisca tutto in …… pardon.

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Giampaolo Molinari ha detto..
il 17 giugno 2008 alle 10:09

E pensare che proprio Savona fu, negli anni 80, all’avanguardia nella sensibilità verso il riciclo dei rifiuti solidi urbani, dotandosi persino di un impianto (commissionato alle Officine Ferrero di Vado Ligure, dove entrai a lavorare poco dopo).
-
L’impianto fu consegnato pronto per esserer assemblato, ma non entrò mai in funzione, macchinari e strutture furono lasciati marcire su un piazzale, per essere svenduti, credo, non so a chi qualcha anno fa.
-
Sul perchè non fu mai messo in funzione non ho idea,
-
Le Officine Ferrero costruirono impianti simili, e per quanto ne so ancora funzionanti, a Lamezia Terme, S.Giorgio di Nogaro e Macomer, tra gli anni 80 e 90, sviluppando una tecnologia di ottimo livello in questo campo, ma la lungimiranza degli imprenditori e dei tecnici di quegli anni pare lontana anni luce ormai, se nel 2008 si parla di incenerire e stoccare in discarica.
-
Vorrei anche ricordare come è finita la vicenda della Nuova Ferrero che le tecnologie del ricilo dei RSU avrebbe potuto potuto portarla avanti, ma questa è un’altra storia…

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lui la plume ha detto..
il 17 giugno 2008 alle 14:47

Nei primi anni ’60 anche l’Olivetti era all’avanguardia nel campo dei computer “Elea” se non sbaglio.
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Qualcuno la compro’ per chiuderla.
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Ma anche questa e’ un’altra storia.

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lui la plume ha detto..
il 1 luglio 2008 alle 09:47

Mi e’ arrivata ieri la presentazione del nuovo sito della Pyromex Italia.
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Chiaro …. a prova delle teste dure come lui la plume, lo consiglio:
http://www.pyromex.it/index.htm

sono presenti alcuni errori (grossi per il mercato italiano):
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- alcuni pezzi non tradotti (ho lavorato trent’anni per una azienda tedesca …. imponendo la traduzione in italiano di tutto cio’ che arrivava);
.
- manca la spiegazione legata alla conversione dei risultati in idrogeno;
.to
- mancano le dimensioni ed i prezzi “pare” in certi punti che lo si possa considerare come impianto condominiale …..

(quartiere pinco pallo supercondominio gestisce giardinetto per undici palazzi circa 400 appartamenti un migliaio di persone …. si pagano globalmente ogni anno al comune inefficiente 400×180..media stimata..=72.000 euro per la raccolta rifiuti, cui dobbiamo aggiungere i costi di undici persone che ad orari prestabiliti portano la monnezza al punto di raccolta, la servitu’ di passaggio da concedere ai mezzi ricicloni, i sacchetti, lo spazio dedicato alla monnezza in casa .. nel cortile … per strada … nel giardinetto privato ……. e tanti altri fastidi non mi vengono in mente ……. hai visto mai che in un tempo nemmeno tanto lontano potremmo ……. gestirci la nostra monnezza da soli evitando il salasso che il comune pasticcione ed inefficiente ci costringe a pagare? trasformando il nostro bel condominio in una sorta di condominio da un punto di vista energetico autosufficiente?)

Ed ora visto che l’argomento sembra chiuso con una soluzione egregia:

…. in un ideale brindisi augurale alzo il calice e …

Quale miglior augurio se non brindare alla salute di qualcosa che ci piace?

“prosit” in un eco di bicchieri che tintinnano, in un suono amichevole, che si riconferma ogni volta che incrociamo i calici.

Ciao a tutti e buona vacanza …

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hi-tech ha detto..
il 7 giugno 2010 alle 17:21

…Sempre sperando che vengano prese in considerazione le tecnologie della pirolisi che potrebbero evitarci di subire un fornetto inceneritore anche in provincia di savona, segnalo qualche evoluzione della cosa:
La regione Val d’Aosta ha deliberato la realizzazione di un impianto a pirolisi. Questi valdostani, credo, siano i primi in Italia…! E pensare che a Napoli ne avrebbero un gran bisogno ma….gli amici-degli-amici hanno già investito in “fornetti” e ora, anche se Acerra va a singhiozzo per via delle innumerevoli chiusure subite a causa delle emissioni, …. gli investitori devono recuperare!!!!!
Ecco i link della VdA:
http://www.aostasera.it/articoli/2009/12/2/11983/rifiuti-la-regione-punta-su-gassificazione-o-pirolisi
http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=89407
….e della delibera VDA:
http://www.consiglio.regione.vda.it/banche_dati/oggetti_consiglio/dettaglio_i.asp?pk_documento=32342&versione=V
Se potessimo anche noi liguri (notoriamente scettici e diffidenti) , per una volta, essere tra i primi…non sarebbe una brutta cosa!!!
Ecco interessante link di un impianto di Dubai nuovo nuovo della Pyromex:
http://www.khaleejtimes.com/DisplayArticle08.asp?xfile=data/openspace/2010/June/openspace_June1.xml&section=openspace
Stiamo a vedere….se in Liguria ci diamo una svegliata….

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lui la plume ha detto..
il 7 giugno 2010 alle 18:13

Che bello e’ tornata in vita la pirolisi ……

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hi-tech ha detto..
il 7 giugno 2010 alle 19:02

…Già…Lui: la cosa mi interessa! E pensare che non ho nemmeno un azione della Pyromex….! ma è interessante e la vedo come un opportunità per la nostra zona. Non mi rassegno a credere che le cose non siano come dicono, solo perchè in Italia non sono stati realizzati impianti… Sono convinto che il sistema “rompe le scatole” non poco nella lobbye degli incendiari dei rifiuti e che quindio sia stata un po’ boicottata. Al di fuori di Internet e nemmeno tanto qui… la tecnologia della pirolisi resta abbastanza sconosciuta.
Mi sono sorpreso di vedere la delibera della Regione VdA..! Sono anche qui curioso di verede come procederanno. Intanto, vorrei fare un giretto a Monaco di Baviera dove esiste l’impianto di Pyromex che assicura fornitura di energia elettrica a tutto l’areoporto.
Alcuni nostri consiglieri regionali sono già informati della cosa e spero ci lavorino sopra!
Ciao Lui!

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hi-tech ha detto..
il 7 giugno 2010 alle 19:27

@REDAZIONE: ma con questo articolo abbiamo battuto il record di commenti su IVG????

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il grillo sparlante ha detto..
il 7 giugno 2010 alle 23:37

Ciao Lui la plume … rispondo io al posto della redazione…

322 Commenti a “Toirano, i candidati per la lista civica “La Svolta””

Ci risentiamo tra qualche anno …

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lui la plume ha detto..
il 8 giugno 2010 alle 02:56

Il record spetta a Toirano che in periodo preelettorale ha mandato in tilt il sistema che non raccoglie un numero infinito di post (http://www.ivg.it/2009/04/20/toirano-i-candidati-per-la-lista-civica-la-svolta/)

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