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Articolo n° 24280 del 26/04/2008 - 16:39

Pietra, iniziativa pro-Tibet: cartelli e volantini nei negozi

Tibet Pietra

Si è svolta a Pietra Ligure, nella giornata di ieri e di oggi, una manifestazione di solidarietà per il Tibet e per il suo popolo, promossa da alcuni privati cittadini con il patrocinio del Comune pietrese.
Nei negozi del centro sono stati esposti nelle vetrine alcuni cartelli e volantini con la scritta “Free Tibet”.

 

Redazione

10 commenti a “Pietra, iniziativa pro-Tibet: cartelli e volantini nei negozi”
Danilo Formica ha detto..
il 26 aprile 2008 alle 17:20

Ottima iniziativa. Sarebbe buona cosa ampliare la “solidarietà” a tutti quei popoli e quelle comunità che ancora oggi non possono esprimersi liberamente, penso alla Catalonia, al Sud Tirol, alla comunità occitana, alla Corsica, al popolo veneto, paesi baschi etc.. purtroppo neanche noi viviamo in uno stato dove è possibile affermare una propria identità diversa da quella “imposta” e dove la sovranità popolare diventa sempre più “limitata”.
http://www.daniloformica.net

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osservatore pietrese ha detto..
il 26 aprile 2008 alle 17:43

credo non si possano fare confronti con il “problema Tibet” e gli altri Paesi citati.
cordialità

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prettydog53 ha detto..
il 26 aprile 2008 alle 18:01

il popolo veneto ??? rotfl …

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grillo_irrequieto ha detto..
il 26 aprile 2008 alle 21:22

Direi che la situazione del popolo tibetano sia alquanto diversa da quella delle popolazioni citate da Danilo. Penso che il boicottaggio delle olimpiadi potrebbe essere una ottima cosa, ma dovrebbero essere d’accordo tutti!

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Danilo Formica ha detto..
il 26 aprile 2008 alle 22:01

non serve fare confronti fra “problemi”.. occorre lottare per la libertà. Una parola troppo spesso fraintesa e strumentalizzata. E’ giusto chiedere di riconoscere quei diritti naturali che dovrebbero essere garantiti al popolo tibetano, ma anche gli stessi cinesi sono spesso sudditi del loro stato, del regime.

p.s.: non capisco il commento di prettydog53

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prettydog53 ha detto..
il 27 aprile 2008 alle 13:08

rolling on the floor laughing …

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prettydog53 ha detto..
il 27 aprile 2008 alle 13:21

sta a significare che sentir parlare di popolo padano che non può esprimersi liberamente mi fa rotolare per terra dal ridere.
il “popolo padano”, da straccione che era fino agli anni ’50, è diventato ricco grazie agli aiuti di stato che ne hanno fatto una delle regioni con le migliori infrastrutture della terra.
ed ora ovviamente ed egoisticamente vorrebbe rinchiudersi in se’ stesso per godersi le proprie ricchezze.
ma da qui a parlare di “nazione” che rivendica la propria autonomia ce ne passa, basta studiare un po’ di storia (a meno che non si creda che esista pure la “padania” …).

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BrioLenin ha detto..
il 27 aprile 2008 alle 14:59

no penso che i veneti e i sudtirolesi possano considerarsi popoli oppressi e privi di libertà…non mi sembra vi siano restrizioni e imposizioni particolari, ne limitazioni nell’espressione delle proprie tradizioni,della propria cultura e delle proprie idee e volontà…
un pò forzato il paragone…in un certo senso anche un pò irrispettoso di chi realmente vive in situazioni di restrizioni delle proprie libertà e delle proprie autonomie…

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DS ha detto..
il 28 aprile 2008 alle 11:25

Sparlare di padania è senz’altro indice di scarsa conoscenza storica visto che i padani nell’800 misero a ferro e fuoco casa loro per essere italiani, tuttavia, considerare la versione ufficiale, dei libri di scuola, sul risorgimento è altrettanto ingenuo.

Il federalismo mi piacerebbe ma temo che i nostri partiti lo renderebbero un feudalesimo, almeno a giudicare da come gli enti locali stanno già gestendo le competenze loro devolute a seguito delle riforme degli ultimi dieci anni.

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hi-tech ha detto..
il 28 aprile 2008 alle 14:16

Concordo con DS appieno.
Oggi non vi é la minima speranza di veder realizzato il modelo di un federalismo che possa funzionare. Già le regioni a statuto speciale godono di privilegi che rasentano l’incostituzionalità: non é più nemmeno pensabile lasciare che i cittadini dello Stato siano trattati con due metodi diversi, in forz di motivazioni che sono solo pretestuore (V. puntata di Report sull’argomento per incazzarsi un po’…) Estendere ulteriormente le competenze alle regioni significherebbe mettere a rischio settori strategici che debono restare centrali. Abbiamo visto con la Sanità i risultati quali sono stati. Il feudalesimo é un rischio , ora, concreto e preoccupante. Il problema del Tibet non può nemmeno essere paragonato ad altre realtà geografiche né nostrane né europee. Potremmo trovare un parallelo solo con il Kurdistan.Sono che tutti se ne dimenticano per altri motivi…petroliferi……

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